Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

L’ignoranza della religione causa precipua dell’odierno rilassamento. Dall’enciclica “Acerbo Nimis” di S. Pio X

Pio XL’uomo inimico già da lunga stagione si aggira intorno a questo gregge (di Cristo), e lo va così insidiando con sottilissima astuzia, che or più che mai sembra verificato ciò che l’Apostolo prediceva ai maggiorenti della Chiesa di Efeso: «Io so che entreranno fra voi lupi rapaci che non perdoneranno all’ovile» (Act. XX, 29).
A Noi sembra di preferenza dover convenire che la radice precipua dell’odierno rilassamento e quasi insensibilità degli animi e dei gravissimi mali che quindi si derivano, ripongono nell’ignoranza delle cose divine.

Il che risponde pienamente a quello che Dio stesso affermò pel profeta Osea: «… E non è scienza di Dio sulla terra. La maledizione, la menzogna, e l’omicidio, e il furto, e l’adulterio dilagarono, e il sangue toccò il sangue. Perciò piangerà la terra e verrà meno chiunque abita in essa» (Os. IV, 1 ss.).

E che infatti fra i cristiani dei nostri giorni sieno moltissimi quelli i quali vivono in una estrema ignoranza delle cose necessarie a sapersi per la eterna salute, è lamento oggimai comune, e purtroppo! lamento giustissimo.

E quando diciamo fra i cristiani, non intendiamo solamente della plebe o di persone di ceto inferiore … ma altresì e sopratutto di coloro, che pur non mancando d’ingegno e di coltura, mentre delle profane cose sono conoscentissimi, vivono spensierati e come a caso in ordine alla religione.

Onde è che il Nostro predecessore Benedetto XIV giustamente scrisse: «Questo asseveriamo, che la maggior parte di coloro, che son dannati agli eterni supplizi, incontrano quella perpetua sventura per ignoranza dei misteri della fede, che necessariamente si debbono sapere e credere per essere ascritti fra gli eletti»

Dato a Roma, presso S. Pietro il giorno 15 aprile 1905.

 

Fonte: sito della Santa Sede

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