Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Scontro finale tra il bene e il male: un tremendo castigo sta per abbattersi sull’umanità? La conferma arriva da Fatima

“In duemila anni di storia della Chiesa mai, veramente mai, si è avuta una tale concentrazione di apparizioni mariane e di profezie che indicano il nostro tempo come un tempo di svolta quasi apocalittica”, così inizia il libro La profezia finale di Antonio Socci. Dopo aver ricordato, riguardo a questo tempo, le apparizioni mariane riconosciute  e le profezie pronunciate da mistici, santi e Papi, lo scrittore richiama una profezia “assolutamente certa, che va creduta per fede, perché è basata sulla Bibbia”, cioè la rivelazione pubblica contenuta nelle Sacre Scritture e riportata nel Catechismo della Chiesa cattolica al n. 675, che preannuncia una terribile prova attraverso cui la Chiesa dovrà passare prima della venuta di Cristo. E tale prova consisterà in un’impostura religiosa che, attraverso l’apostasia della verità, causerà la manifestazione dell’Anti-Cristo.

Parimenti, nell’anticipare gli articoli contenuti al suo interno, Il Timone titola “Scontro finale” la copertina della rivista del corrente mese, specificando: “Le profezie degli ultimi secoli  convergono sui nostri giorni: un’umanità senza fede in pericolo, la crisi della Chiesa e la devastazione di Roma. Due le certezze: la battaglia col demonio è nel suo clou, ma la vittoria appartiene a Cristo.”

Con l’articolo pubblicato dalla Nuova Bussola Quotidiana «Se non smetteranno di offendere Dio…»: gli avvertimenti della Madonna avevamo individuato negli avvertimenti di Fatima un segno premonitore sul futuro dell’umanità che dà ragione alle profezie su quest’epoca, e tale convincimento è avvalorato da un illuminante e ancora attualissimo saggio, presente nel numero di maggio-agosto 1976 di Cristianità, dello storico, politico, filosofo e giornalista brasiliano  Plinio Corrêa de Oliveira.

Tale scritto, di cui si riportano di seguito i passaggi salienti, sembra dare inconfutabilmente ragione ad Antonio Socci nel suo libro Il quarto segreto di Fatima e a coloro che sostengono che il terzo segreto non sia stato rivelato per intero.

Paola de Lillo

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“Nella prima parte di questo secolo, cioè fino al 1914, la società umana presentava un aspetto brillante. Vi era un indiscutibile progresso in tutti i campi. La vita economica aveva raggiunto una prosperità senza precedenti. La vita sociale era facile e attraente. L’umanità sembrava avanzare verso l’età dell’oro. Tuttavia alcuni sintomi gravi non erano intonati ai colori ridenti di questo quadro. Vi erano miserie materiali e morali.

Ma pochi misuravano in tutta la loro portata l’importanza di questi fatti. La grande maggioranza si aspettava che la scienza e il progresso risolvessero tutti i problemi. La prima guerra mondiale venne a opporre una terribile smentita a queste prospettive. Le difficoltà si aggravarono incessantemente in tutti i sensi finché, nel 1939, sopravvenne la seconda guerra mondiale.

L’elemento essenziale dei messaggi della Madonna e dell’Angelo del Portogallo a Fatima, nell’anno 1917, consiste proprio nell’aprire gli occhi degli uomini sulla gravità di questa situazione, nell’insegnare loro la sua spiegazione alla luce dei piani della divina Provvidenza, e nell’indicare i mezzi necessari per evitare la catastrofe.

La Madre di Dio ci insegna la storia stessa della nostra epoca e, ancora di più, il suo futuro.

L’Impero Romano d’occidente si chiuse con un cataclisma illuminato e analizzato dal genio di quel grande Dottore che fu sant’Agostino. Il tramonto del Medioevo fu previsto da un grande profeta, san Vincenzo Ferrer.

La Rivoluzione francese, che segna la fine dell’Evo Moderno, fu prevista da un altro grande profeta, e nello stesso tempo grande Dottore, san Luigi Maria Grignion de Montfort.

L’Evo Contemporaneo, che sembra sul punto di chiudersi con una nuova crisi, ha un privilegio maggiore. A parlare agli uomini è venuta la Madonna.

Sant’Agostino non poté fare altro che spiegare ai posteri le cause della tragedia di cui era spettatore.

San Vincenzo Ferrer e san Luigi Maria Grignion de Montfort cercarono invano di allontanare la tempesta: gli uomini non li vollero ascoltare.

La Madonna nello stesso tempo spiega i motivi della crisi e indica il suo rimedio, profetizzando la catastrofe nel caso che gli uomini non la ascoltino.

Da tutti i punti di vista, per la natura del contenuto e per la dignità di chi le ha fatte, le rivelazioni di Fatima superano quindi tutto quanto la Provvidenza ha detto agli uomini nell’imminenza delle grandi burrasche della storia.

Perciò si può affermare categoricamente e senza nessun timore di essere contraddetti, che le apparizioni delle Madonna e dell’Angelo della Pace a Fatima costituiscono l’avvenimento più importante e più entusiasmante del secolo XX.

 

PRESUPPOSTI E LINEAMENTI GENERALI DELLE APPARIZIONI

 

Primo presupposto: il dogma della comunione dei santi

1. Per capire l’insieme di visioni e comunicazioni con cui furono favoriti Lucia, Francesco e Giacinta, bisogna avere presente, anzitutto, la dottrina cattolica sulla comunione dei santi.

Le preghiere e i meriti di una persona possono andare a vantaggio di un’altra. Così, le preghiere, i sacrifici e l’olocausto della vita stessa, offerti dai tre bambini, soprattutto dopo essere stati spiritualmente beneficiati dalle apparizioni della Regina di tutti i Santi, è logico che potessero servire a un grande numero di anime, e perfino a nazioni intere.

Quindi, la Madonna è venuta a sollecitare ai tre preghiere e sacrifici. A Giacinta e a Francesco ha chiesto anche l’olocausto della vita come vittime espiatorie per i peccati degli uomini.

A Lucia ha chiesto di restare in questo mondo per compiere una missione.

Secondo presupposto: la mediazione universale di Maria santissima

2. Secondo presupposto per la comprensione degli avvenimenti di Fatima è la mediazione universale di Maria santissima.

Ella opera, in tutti, come Mediatrice somma e necessaria – per libera volontà di Dio – tra il Redentore offeso e l’umanità peccatrice.

Mediatrice, d’altro canto, sempre ascoltata, e in quanto tale esercitante una autentica direzione sugli avvenimenti.  Mediatrice regale, che sarà glorificata don la vittoria del suo Cuore materno, che è fa più perfetta espressione della vittoria di Dio stesso.

A Fatima la Madonna non ha parlato soltanto per il Portogallo ma per il mondo intero.

3. Parlando ai piccoli pastori, la Madonna ha voluto parlare al mondo intero, esortando tutti gli uomini alla preghiera, alla penitenza, alla emendazione della vita. In modo speciale, Ella ha parlato al Papa e alla sacra Gerarchia, chiedendo loro la consacrazione della Russia al suo Cuore Purissimo.

La situazione estremamente pericolosa del mondo contemporaneo.

4. Queste richieste, la Madre di Dio le ha fatte di fronte alla situazione religiosa in cui si trovava il mondo all’epoca delle apparizioni, cioè nel 1917.

La Madonna indicò tale situazione come estremamente pericolosa. L‘empietà e la impurità avevano a tale punto preso possesso della terra, che per punire gli uomini sarebbe esplosa quella autentica ecatombe che fu la Grande Guerra. Questa conflagrazione sarebbe terminata rapidamente, e i peccatori avrebbero avuto il tempo di emendarsi secondo il richiamo di Fatima.

Se questo richiamo fosse stato ascoltato, l’umanità avrebbe conosciuto la pace. Nel caso non fosse stato ascoltato, sarebbe venuta un’altra guerra, ancora più terribile.

E, nel caso che il mondo fosse rimasto sordo alla voce della sua Regina, una suprema ecatombe, di origine ideologica e di portata universale, implicante una grave persecuzione religiosa, avrebbe afflitto tutti gli uomini, portando con sé grandi prove per il Romano Pontefice: «La Russia diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa […I Il Santo Padre dovrà soffrire molto ».

Dopo una ecatombe finale, di origine ideologica e di portata universale, verrà il Regno di Maria

5. Colpita in questo modo, con tutta una catena di calamità, la dura cervice della umanità contemporanea, vi sarà una conversione di anime su larga scala. Tale conversione sarà soprattutto una vittoria del Cuore Purissimo della Madre di Dio: «Infine il mio Cuore Immacolato trionferà …». Sarà il Regno di Maria sugli uomini …

La meditazione sui tormenti eterni è efficace e adatta per gli uomini del nostro secolo

6. Con l’intenzione di incitare l’umanità nel modo più efficace possibile ad accogliere questo messaggio, la Madonna fece vedere ai suoi tre confidenti le anime condannate all’inferno. Quadro tragico da loro descritto in modo mirabile, e particolarmente atto a ricondurre alla virtù i peccatori induriti. Questa lugubre visione mostra bene quanto si ingannano profondamente coloro che affermano che per gli uomini di questo secolo è inadeguata la meditazione sui tormenti eterni.

 

IL MESSAGGIO DI FATIMA NON E’ STATO ASCOLTATO

Si svolgeranno gli avvenimenti previsti a Fatima, e fino a questo momento non ancora realizzati? E’ la domanda che si fa l’umanità contemporanea. In via di principio, non vi è possibilità di dubbio. Perché il fatto che una parte delle profezie si sia già realizzato con impressionante precisione prova il loro carattere soprannaturale.

E, provato questo carattere, non è possibile mettere in dubbio che il messaggio celeste si realizzi completamente.

Ma qualcuno potrebbe obiettare che le profezie del 13 luglio 1917 hanno un carattere condizionato. Esse si realizzerebbero nel caso che il Papa e, in unione con lui, i vescovi non avessero fatto la consacrazione della Russia e del mondo al Cuore Immacolato di Maria.

Ebbene, questa consacrazione è stata fatta da Pio XII quanto al mondo nel 1942, e quanto alla Russia in particolare nel 1952.

Quindi, si deve sperare che i castighi previsti dalla Madonna del Rosario non ci saranno…

A questa obiezione possono essere date due risposte.

In primo luogo, secondo le parole di Nostro Signore a suor Lucia, nel 1943, da lei riferite in una lettera al suo confessore, padre José Bernardo Goncalves S. J., la consacrazione del mondo fatta da Pio XII, benché sia stata di divino gradimento, non osservò tutte le condizioni indicate dalla Madre di Dio.

Di conseguenza, sembra discutibile che tale consacrazione abbia l’effetto di allontanare le calamità previste.

A queste parole comunicate da Nostro Signore a suor Lucia bisogna dare tutto il credito, perché, essendo ella rimasta in questa vita con una missione concernente il messaggio di Fatima, è normale che riceva dal cielo comunicazioni di questa natura, atte a orientare il mondo nella interpretazione da dare al messaggio stesso, e anche al rapporto di questo con lo svolgersi degli avvenimenti.

E per questa stessa ragione è normale anche che Gesù e sua Madre diano alla religiosa fedele e tanto amata dai Sacri Cuori tutta l’assistenza perché compia questa missione senza cadere in errore e senza indurre in errore l’umanità.

In secondo luogo, è importante notare che, alla Cova da Iria, la Madonna ha indicato due condizioni, entrambe indispensabili, perché si allontanassero i castighi con cui ci minacciava.

Una di queste condizioni era la consacrazione. Supponiamo che sia stata fatta nel modo richiesto dalla santissima Vergine. Rimane la seconda condizione: la divulgazione della pratica della comunione riparatrice dei primi cinque sabati del mese.

Ci sembra evidente che questa devozione non si è propagata fino a oggi nel mondo cattolico nella misura desiderata dalla Madre di Dio.

E vi è ancora un’altra condizione, implicita nel messaggio ma anch’essa indispensabile: è la vittoria del mondo sulle mille forme di empietà e di impurità che lo stanno dominando.

Tutto indica che questa vittoria non è stata ottenuta, e, al contrario, che in questa materia ci avviciniamo sempre più al parossismo. Così, un mutamento di indirizzo dell’umanità sta diventando sempre più improbabile.

E, nella misura in cui avanziamo verso questo parossismo, diventa più probabile che avanziamo verso la realizzazione dei castighi …

A questo punto bisogna fare una osservazione, e cioè che, se non si vedono le cose in questo modo, il messaggio di Fatima sarebbe assurdo.

Infatti, se la Madonna ha affermato nel 1917 che i peccati del mondo erano giunti a un tale livello da richiedere il castigo di Dio, non parrebbe logico che questi peccati avessero continuato ad aumentare per più di mezzo secolo, che il mondo si rifiutasse ostinatamente e fino alla fine di prestare ascolto a quanto gli fu detto a Fatima, e che il castigo non venisse.

Sarebbe come se Ninive non avesse fatto penitenza e nonostante tutto le minacce del profeta non si fossero realizzate.

Per di più, la stessa consacrazione richiesta dalla Madonna non avrebbe l’effetto di allontanare il castigo, se il genere umano restasse sempre più attaccato alla empietà e al peccato.

Infatti, finché le cose stessero così, la consacrazione avrebbe qualcosa di incompleto e di privo di contenuto reale.

Insomma, siccome non si è operato nel mondo l’enorme trasformazione spirituale richiesta alla Cova da Iria, stiamo sempre più avanzando verso l’abisso. E, nella misura in cui avanziamo, tale trasformazione sta diventando sempre più improbabile.

 

PERCHÉ NON E’ ANCORA STATA RIVELATA LA TERZA PARTE DEL SEGRETO?

Cade a questo punto il famoso problema della parte ancora non rivelata del segreto di Fatima.

Conterrà forse parole di perdono e di pace, che ci lascino sperare in una indefinita impunità per questa indefinita crescita della empietà e della impurità?

Diciamo subito che non riusciamo a capire che cosa vi sia di pietoso in questa idea.

In situazioni analoghe – di un mondo sordo e recalcitrante fino alla fine – le anime sante dell’Antico e del Nuovo Testamento preferirono sempre la misericordia alla giustizia, e il perdono al castigo.

Ma preferirono sempre il castigo allo spettacolo della empietà vittoriosa, che si beffa impunemente e per un tempo indefinito della maestà di Dio.

Inoltre, sembra assurdo ammettere che la Madonna abbia trasmesso un messaggio pubblico sostenendo che senza la emendazione della vita il mondo sarebbe incorso in terribili castighi, e un messaggio privato nel quale affermasse in un modo o nell’altro che nella stessa ipotesi succederebbe il contrario.

Importa, dunque, pregare, soffrire e agire perché l’umanità si converta. E con impegno raddoppiato, perché diversamente il castigo è alle porte.

Un segreto è un segreto. E, a essere logici, nessuno può trarre deduzioni del suo contenuto, finché non lo conosce. Tuttavia. non è fuori luogo fare a questo punto una congettura.

La parte ancora non divulgata del segreto contiene probabilmente particolari spaventosi sul modo in cui si compiranno i castighi annunciati a Fatima.

Solo così, infatti, si spiega perché possa sembrare duro renderla pubblica. Se essa contenesse prospettive distensive, tutto porta a credere che sarebbe già stata resa di dominio pubblico.

 

LE LUCI SACRALI DELL’ALBA DEL REGNO DI MARIA

E’ bene che, al termine di queste riflessioni, il nostro spirito indugi nella considerazione delle prospettive ultime del messaggio di Fatima. Oltre la tristezza e le punizioni sommamente probabili, verso le quali avanziamo, abbiamo davanti a noi le luci sacrali dell’alba del Regno di Maria: «Infine il mio Cuore Immacolato trionferà.» E una prospettiva grandiosa di universale vittoria del Cuore regale e materno della santissima Vergine.

E’ una promessa pacificante, attraente e soprattutto maestosa ed entusiasmante.

Per evitare il castigo nella tenue misura in cui è evitabile, dobbiamo ottenere la conversione degli uomini nella scarsa misura in cui è ancora ottenibile prima del castigo, secondo la comune economia della grazia, per avvicinare il più possibile l’alba benedetta del Regno di Maria, e per aiutarci a camminare in mezzo alle ecatombi che tanto gravemente ci minacciano.

Come possiamo fare? Ce lo dice la Madonna: attraverso l’infervoramento nella devozione a Lei, la preghiera, la penitenza.

Per stimolarci alla preghiera, rivestendosi successivamente degli attributi propri alle invocazioni di Regina del Santo Rosario, di Madonna Addolorata e di Madonna del Carmelo, Ella ci ha indicato quanto Le fa piacere essere conosciuta, amata e venerata in questo modo.

Inoltre, la Vergine di Fatima ha insistito in modo assolutamente speciale sulla devozione al suo Cuore Immacolato.

Nei suoi messaggi Ella ha fatto riferimento al suo Cuore più di sette volte. Quindi, il valore teologico, per altro già così provato, della devozione al Cuore Immacolato di Maria, trova a Fatima una preziosa e impressionante conferma.

D’altro canto, l’insistenza della santissima Vergine prova abbondantemente la grandissima opportunità di questa devozione.

Chi prende sul serio le rivelazioni di Fatima deve, quindi, ricordare che l’incremento della devozione al Cuore Purissimo è uno dei più elevati propositi di un sano «aggiornamento» della pietà.

Plinio Corrêa de Oliveira

 

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