Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Sentinelle in Piedi censurate: la democrazia sta morendo

Sentinelle a SienaSono passati 40 anni da quel 22 maggio del 1978 in cui nel nostro Paese è stato legalizzato l’aborto e mancano all’appello 6 milioni di nostri connazionali, e i figli che da loro sarebbero nati. L’approvazione della legge 194 è stata possibile grazie ad una delle più grandi fake news della storia, ovvero quella del disastro di Seveso del 1976 in cui la dispersione di una nube di diossina mise in moto la macchina della propaganda che convinse le donne in attesa ad abortire per timori di danni sul feto: nessuno di quei bambini risultò essere ammalato, molti di loro furono uccisi.

Allora come oggi la macchina della propaganda si nutre di bugie. Allora a differenza di oggi però c’era chi ancora difendeva in modo granitico la sacralità della vita e lo faceva pubblicamente.

Oggi invece l’aborto nel sentire collettivo non è che una pratica ospedaliera come tante, i nostri figli vengono uccisi nell’indifferenza generale e soprattutto il dolore delle madri che si sono sottoposte a questa pratica viene semplicemente negato.

L’aborto è diventato una sorta di tabù sociale tanto che le campagne di sensibilizzazione delle scorse settimane sono state prontamente censurate dal Comune di Roma.

Non solo, nel tardo pomeriggio di ieri, Facebook ha rimosso la pagina nazionale delle Sentinelle in Piedi, perché secondo il social network i post “non rispettano gli standard della comunità” – senza ulteriore spiegazione.

L’ultimo post pubblicato conteneva le foto di alcuni camion vela della campagna contro la 194 che ProVita sta portando avanti in 100 città italiane.

Le immagini erano corredate dal commento #No194. Evidentemente non è possibile in questo paese manifestare contrarietà ad una legge.

Oltre alla rimozione della pagina, i profili personali di tutti gli editor e amministratori della pagina, sono stati sospesi per un periodo variabile dalle 24 ore ai 30 giorni.

La pagina Facebook delle Sentinelle in Piedi contava quasi 27mila like e un reach quotidiano medio di oltre 15mila persone, recentemente in crescita anche a causa della vicenda di Alfie Evans.

Punto di riferimento per il mondo pro-family e pro-life italiano, la pagina veniva costantemente aggiornata, almeno cinque volte al giorno, sia con materiale proprio, specie delle veglie, sia rilanciando articoli di varie fonti, anche in lingua inglese.

Oltre alla pagina nazionale, la rete delle Sentinelle in Piedi conta su quasi un centinaio di pagine locali, alcune delle quali aggiornate quotidianamente.

Questa solida base, diffusa su tutto il territorio nazionale, rappresenta la garanzia del rilancio a livello nazionale, nella consapevolezza che la presenza delle Sentinelle è osteggiata da un potere che si sente minacciato dalla diffusione, dal basso, della verità sull’uomo e le sue relazioni fondamentali.

Anche per questo torniamo in piazza.

Di fronte ad uno Stato che, con la legalizzazione dell’aborto, da 40 anni uccide i propri figli e ferisce gravemente le donne illudendole con la menzogna del diritto all’autodeterminazione;

di fronte all’arroganza di chi calpesta la libertà d’espressione rimuovendo i manifesti contro l’aborto a Roma per il fatto di aver ritratto un bambino nella pancia della mamma e di averne difeso il diritto alla vita;

di fronte alla superbia di un sistema che a tutti i costi vuole morte persone come Alfie Evans, un bimbo di soli due anni, ucciso “nel suo miglior interesse” solo perché gravemente malato;

di fronte ad una legge, quella sulle Dat, che, sempre “nel miglior interesse”, permette che sia un’altra persona (un parente, un medico, un giudice) a decidere della vita e della morte di un essere umano;

di fronte a tribunali che, in spregio alla legge italiana e ai diritti umani più basilari, legittimano l’abominevole pratica dell’utero in affitto e privano sempre più bambini del papà o della mamma arrivando ad affidarli a coppie dello stesso sesso;

di fronte a chi ininterrottamente e sotto mentite spoglie propaganda l’ideologia gender negando la nostra identità di maschi e di femmine;

di fronte all’inganno del cosiddetto orgoglio gay che sfila per le strade delle nostre città incasellando le persone nelle categorie svilenti di “gay”, “lesbiche”, “gay” ecc;

di fronte al Potere Unico che continuamente lancia l’allarme sulle fake news, ma è esso stesso strumento di menzogna;

ma soprattutto di fronte all’indifferenza di un mondo assuefatto al male,

 

NOI CI ALZIAMO IN PIEDI

Leggendo un libro come segno di ricerca della verità.

In silenzio come antidoto contro i falsi slogan del mondo. In piazza per risvegliare la coscienza pubblica.

LA SPEZIA: sabato 26 maggio 2018 ore 18.50 in piazzetta del Bastione

CESENA: sabato 26 maggio 2018 ore 18.00 in piazza del Popolo

BRESCIA: sabato 26 maggio 2018 ore18.00 in piazza Vittoria

TRIESTE: sabato 26 maggio 2018 ore 18.00 in piazza Sant’Antonio

Nuovo

MILANO: domenica 27 maggio 2018 ore 18.30 in piazza San Carlo

FORLI’: domenica 27 maggio 2018 ore 17.00 in piazzetta della Misura

UDINE: martedì 29 maggio 2018 ore 18.30 in piazza San Giacomo

SALO’ (BS): sabato 2 giugno 2018 ore 21.00 in piazza Serenissima

 
La Nuova Bussola Quotidiana

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