Babbo Natale ubriacone? Caro don, si legga Chesterton


don Ferdinando MazzoleniCiccione, ubriacone, servo sciocco del consumismo e della Coca Cola. Ci è andato davvero pesante don Ferdinando Mazzoleni nella Messa di Natale. Preso alla lettera l’invito del Papa a non contaminare la natività di Nostro Signore con una melassa sciropposa di buoni sentimenti, il don ha versato chili di sale grosso sugli animi degli stupefatti parrocchiani.

Altro che Natale “zuccheroso”: quello celebrato a Villasanta, paesotto brianzolo alle porte di Monza, è stata una nottata di erbe amare, seguita da un’ondata di sdegno per lo scandalo sollevato dell’incazzoso sacerdote.

Che ha avuto il torto (o l’inconfessabile ragione) di descrivere Babbo Natale come un «personaggio che perde i regali, cade dalle scale, e con il gomito spesso alzato. È un ubriacone! E quel personaggio creato dalla pubblicità, svuota il giorno in cui si festeggia la nascita di Gesù, del suo significato religioso».

 

È bastato questo perché dalle nubi, anziché scendere il Giusto, si scatenasse l’iradiddio contro don Mazzoleni: a dispetto del nome, Villasanta ha vissuto il giorno di Natale come una delle giornate più furiose e meno pacifiche della sua storia.

Tutti o quasi contro il sacerdote accusato di lesa babbità, di aver abusato del pulpito per fare a pezzi la magia di quel tontolone vestito di rosso, rubando la festa agli spaesati bambini.

Andato di traverso il cenone, molti parrocchiani hanno abbandonato la tavola per compulsare su internet il loro disappunto.

I più sono indignati per il “disdicevole” comportamento del sacerdote, altri suggeriscono, tra l’ironia e il cinismo, di trovarsi tutti in pazza il 6 gennaio per bruciare la Befana.

C’è anche chi getta acqua (santa) sul fuoco e propone, come re Salomone, un fifty fifty tra le renne e pastori: «Come si può pensare», scrivono, «che Babbo Natale scalzi Gesù Bambino, da un ipotetico trono? Lasciamo che i bambini credano alla favola. Lasciamo convivere Babbo Natale per la festa profana, e Gesù Bambino per quella religiosa».

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