Giubileo, presentato svolgimento. Fisichella: esperienza di misericordia


Mons. Rino FisichellaL’8 dicembre inizierà il Giubileo: sarà un’esperienza di misericordia che consentirà a tutti di sentire l’amore di Dio. Così mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, in Sala Stampa vaticana, per la presentazione dell’inizio e dello svolgimento del Giubileo della Misericordia. La celebrazione inizierà alle 9.30 in Piazza San Pietro e per la prima volta nella storia del Giubileo, domenica 13 dicembre saranno aperte le Porte Sante in tutte le cattedrali del mondo.

Il Giubileo della Misericordia si aprirà con una celebrazione molto semplice in Piazza San Pietro – ha spiegato mons. Fisichella – ricordando che la data cade nel solco del cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. 

Le letture
Verranno letti alcuni brani delle quattro Costituzioni conciliari “Dei Verbum”, sulla Parola di Dio; “Lumen Gentium”, sulla Chiesa; “Sacrosantum Concilium”, sulla liturgia e “Gaudium et Spes”, sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. Poi saranno anche letti due brani tratti dal decreto sull’ecumenismo “Unitatis Redintegratio” e sulla libertà religiosa dalla “Dignitatis Humanae”.

L’evangelario del Giubileo
La celebrazione eucaristica – ha detto il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione – vedrà “portare processionalmente l’evangeliario creato appositamente per questo evento”. Ricca di simbolismo l’iconografia realizzata in mosaico che vede Gesù sacerdote, Cristo crocefisso con le braccia aperte “segno della misericordia che è aperta a tutti”:

“L’Evangeliario sarà deposto sullo stesso tronetto che, durante le sessioni del Concilio, era posto sull’altare della Basilica di San Pietro, per rendere evidente a tutti il primato della Parola di Dio. Quindi anche con questo piccolo segno vogliamo ricordare i 50 anni del Concilio”.

Apertura della Porta Santa
Tutta la celebrazione sarà ripresa in mondovisione. Il Santo Padre chiederà come di rito l’apertura della Porta recitando le parole del Salmo, che rimangono sempre le stesse: “Aperite mihi Porta Iustitiæ”, “apritemi la Porta della Giustizia”. Dopo il Papa, attraverseranno la Porta i cardinali, i vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici. La processione giungerà fino alla tomba “dell’Apostolo Pietro dove si svolgerà il rito conclusivo della Santa Eucaristia”. Papa Francesco poi reciterà, come di consuetudine, l’Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico. Tutti i fedeli presenti potranno poi attraversare la Porta Santa. E dall’8 dicembre tutti i giorni nei pressi della statua di San Pietro sarà recitato il Rosario, animato da diverse realtà.

La proiezione di foto
Alle ore 19.00 ci sarà quello che mons. Fisichella ha definito “un evento unico e suggestivo”, ovvero la proiezione di foto sulla facciata della Basilica e la cupola:

“Tale evento è ispirato all’ultima Enciclica di Papa Francesco, ‘Laudato sì’. Vuole proporre la bellezza del Creato, anche in occasione della 21.ma Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, iniziata a Parigi lo scorso 30 novembre, che terminerà il prossimo 11 dicembre”.

L’apertura di tutte le Porte Sante del mondo
“Per la prima volta nella Storia dei Giubilei – ha proseguito mons. Fisichella – domenica 13 dicembre saranno aperte le Porte Sante  in tutte le cattedrali del mondo”:

“Tutto il mondo sarà realmente uno spettacolo di Porte che si spalancano per dare l’annuncio e il segno di questo Anno della Misericordia”

Il 13 dicembre Papa Francesco aprirà dunque la Porta Santa della sua cattedrale di Roma, quella di San Giovanni in Laterano. La celebrazione inizierà alle 9.30:

“Papa Francesco ha desiderato che il Giubileo della Misericordia si svolgesse anzitutto nelle Chiese particolari. Ed è proprio per questo che ha voluto aprire la Porta Santa nella cattedrale di Bangui, nella Repubblica Centrafricana, la scorsa domenica 29 novembre, facendola diventare capitale mondiale della pace e strumento di misericordia”.

Un venerdì al mese, i segni di misericordia del Papa
Il 18 dicembre Papa Francesco compirà un gesto simbolico “aprendo la Porta della Misericordia” all’ostello della Caritas romana Don Luigi di Liegro in via Marsala:

“Questo gesto sarà il primo con il quale il Papa darà inizio ai segni, che un venerdì al mese intende offrire come espressione delle opere di misericordia”.

Mons. Fisichella ha precisato che ogni incontro avrà il carattere di una visita privata per esprimere vicinanza e solidarietà. Una visita che “sarà anche una testimonianza per sottolineare le grandi forme di disagio, emarginazione e povertà presenti nella società”, unite però al riconoscimento della solidarietà espressa da tante persone.

Ecumenismo e Udienza Generale
Parlando anche dell’importanza del significato del Giubileo per le altre religioni e l’ecumenismo, è stato ricordato che il 25 gennaio il Papa sarà a San Paolo fuori le mura per una celebrazione giubilare proprio a livello ecumenico. Confermato anche che Francesco sarà presente, un sabato al mese, per un’udienza generale in aggiunta a quella del mercoledì.

I missionari della misericordia
Durante la conferenza stampa è stato ricordato che si sono chiuse le iscrizioni per essere tra gli ottocento Missionari della Misericordia, indicati dai vescovi di tutto il mondo. “Il Mercoledì delle Ceneri i missionari riceveranno il mandato dal Santo Padre ad essere predicatori” e confessori di misericordia; “avranno anche la facoltà di rimettere i cinque peccati il cui perdono è riservato alla Sede apostolica”.

“Saranno il segno della vicinanza e del perdono di Dio nei confronti di tutti”.

“Il Papa ha concesso a tutti i vescovi del mondo – ha ricordato ancora mons. Fisichella – la possibilità” di benedire in suo nome nella “Santa Messa di apertura e chiusura della Porta Santa”.

Assistenza ai pellegrini
Sollecitato dai giornalisti, il presule ha ribadito che non è possibile quantificare il numero di pellegrini che saranno presenti a Roma, perché le prenotazioni sono un flusso continuo; ed ha rassicurato sulla presenza di una fitta rete di assistenza sanitaria grazie anche un “piano strutturato con la Regione Lazio”. Sono stati approntati anche servizi per non vedenti e non udenti, che consentiranno loro il pellegrinaggio alla Porta Santa, e allestiti confessionali senza barrire architettoniche.

Volontari e le chiese giubilari
Importante – è stato spiegato – l’apporto dei volontari. Tutti “saranno collocati a Via della Conciliazione e Piazza San Pietro, nelle altre Basiliche e nelle altre tre chiese giubilari, ovvero San Salvatore in Lauro, Santa Maria in Vallicella – Chiesa Nuova e San Giovanni Battista dei Fiorentini”.

“In molti hanno risposto all’invito che abbiamo rivolto nei mesi scorsi; i volontari continuano a proporsi, e a tutt’oggi  sappiamo che avremo circa 100 volontari al giorno al servizio dell’Anno Santo, numero che ovviamente è destinato a crescere, tra gli 800 e i 1000 in occasione dei grandi eventi”.

Sicurezza e opere
Sollecitato sul tema della sicurezza, mons. Fisichella ha detto che grazie all’accordo bilaterale tra Italia e la Santa Sede è necessaria comunque la debita vigilanza, nonostante ci sia garanzia totale nei confronti di tutti i pellegrini. Per quanto riguarda le opere per il Giubileo, ha parlato di quattro mesi passati “invano” per “l’incertezza dell’amministrazione”, pur lodando il lavoro attuale del commissario straordinario che “deve recuperare a marce forzate il tempo perduto”.

Informazioni e attestato 
Mons. Fisichella ha ricordato il sito ufficiale, tradotto in 7 lingue, dove si possono reperire tutte le informazioni: www.im.va; ha ricordato anche che in Via della Conciliazione n.7 è stato allestito il Centro informativo per pellegrini. Rimarcato che il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione è l’unica autorità che può rilasciare l’attestato per chi compie il pellegrinaggio o partecipa al Giubileo, e ha sottolineato che sono stati ormai completati i sussidi per il Giubileo preparati dall’editrice San Paolo in dieci lingue, tra cui l’ucraino ed il coreano.

 

Fonte: Radio Vaticana