Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

La profezia di Civitavecchia: intervista a Fabio Gregori – di Riccardo Caniato

Sul numero di maggio-giugno della rivista diocesana La Madonnina di Civitavecchia, si ricorda che dal giorno 15 marzo 2005, con decreto dell’allora vescovo della città, mons. Gerolamo Grillo, la piccola parrocchia di Sant’Agostino a Pantano, che custodisce in una teca blindata la statua della Vergine che ha lacrimato sangue per 15 volte tra il 2 febbraio e il 15 marzo 1995, è stata eretta a Santuario mariano. La notizia così ribadita è importante perché significa che la Chiesa riconosce l’origine soprannaturale di quelle lacrime.

Non a caso l’attuale vescovo, mons. Luigi Marrucci, il 26 aprile 2014, ha incoronato la «Madonnina» durante un pontificale concelebrato con il vescovo emerito Grillo, l’arcivescovo Giovanni Marra e con moltissimi sacerdoti della diocesi.

Come già per altre mariofanie ed eventi analoghi è proprio con gesti solenni come questo che la Chiesa dà pubblica approvazione di un fatto riconducibile a un intervento divino.

E dal momento che un vescovo non prende simili iniziative in disaccordo con Roma e che in seno alla diocesi i suoi decreti valgono il volere del Papa, questi fatti spengono definitivamente le opinioni particolari di chi da vent’anni specula sulla veridicità delle lacrimazioni.

Lacrime e messaggi

Per chi non ricordasse: primi testimoni del pianto della Vergine sono stati una bambina di nome Jessica, allora di 5 anni, e suo papà Fabio Gregori, allora come oggi impiegato nella Centrale Enel della cittadi na laziale.

La famiglia Gregori è tuttora proprietaria della statuina che ha lacrimato sangue, come di una seconda copia identica, conservata gelosamente, che fu loro regalata il 10 aprile 1995, tramite il cardinale polacco Andrzej Maria De- skur, da papa Giovanni Paolo II.

Questa seconda immagine, fin da allora, trasuda talvolta un olio profumato: ciò avviene generalmente nell’occasione di importanti feste liturgiche, come il Natale o l’Anniversario delle lacrimazioni, ma anche, in innumerevoli circostanze, di fronte a gente comune, pellegrini di passaggio che le si accostano per pregare.

«Al sangue della prima Madonnina si accompagna dunque l’olio della seconda, l’uno segno della Passione, l’altro dell’effusione dello Spirito Santo», commentava autorevolmente il mariologo Stefano De Fiores.

Ma entrambi questi segni si sono manifestati in un contesto più ampio, perché quel 1995, esattamente nel pomeriggio del 16 luglio, alle ore 18 e 30, durante la Messa, segna per la famiglia Gregori anche l’inizio delle apparizioni della Vergine… «La Madonna stava proprio sopra padre Pablo, i piedi immersi in una nuvola bianca, le braccia aperte coi palmi delle mani rivolte verso terra». A parlare così, è Fabio Gregori, vent’anni dopo.

Madre della Chiesa Regina delle Famiglie

Fabio, lei tradisce ancora l’emozione. Che cosa ricorda di quella prima apparizione?
La Madonna è apparsa nel momento in cui il parroco stava per consacrare l’Ostia santa, ed è rimasta silenziosa in adorazione fino alla Comunione, a sottolineare che suo Figlio Gesù, il Salvatore, è realmente presente, vivo, nell’Eucaristia.

Poi però la Madonna ha parlato?
Tra il 1995 e il 1996 ha dato 93 messaggi, di cui due segreti per il nostro vescovo e un terzo per il Papa, in un ciclo di apparizioni pubbliche a mia figlia e a me.

Che cosa significa «apparizioni pubbliche»?
Sono rivelazioni in cui la Madonna dà un messaggio che desidera sia annunciato a tutti. Si distinguono dalle rivelazioni private, che possono continuare nel tempo, ma che sono riservate alla persona o alle persone che ricevono questa visita celeste.

Avete ancora rivelazioni private?
La Madre del Cielo non ci ha fatto mai mancare la sua presenza, in particolare a mia figlia Jessica.

È vero che tutti i membri della sua famiglia hanno visto la Vergine?
Sì, c’è stata occasione che la Madonna è apparsa a tutti negli anni delle apparizioni pubbliche.

Ma Manuel Maria è nato dopo, nel dicembre 2002?
Lui ha vissuto immerso nei nostri racconti, ed è testimone delle essudazioni e di tanti altri segni che per grazia accadono nel profondo delle persone che fanno pellegrinaggio alla Madonnina, ma nel cuore coltivava un desiderio fortissimo di vedere anche lui la Mamma del Cielo.

E un giorno di febbraio, nel tempo dell’anniversario delle lacrimazioni – tornavamo dall’orto -, mentre lo rincorrevo lui ha girato l’angolo della casa ed è caduto in estasi. L’ho raggiunto. Lei era lì.

Com’è la Madonna?
È bellissima. Ed è mamma, con il cuore di una mamma.

Che cosa la colpisce di più del suo atteggiamento verso di lei e la sua famiglia?
La discrezione, la delicatezza d’animo, che le fa perfino chiedere scusa, nell’atto dell’apparire, per il tempo che toglie agli altri: «Fabio», ha detto proprio così, «ti chiedo scusa per il tempo che tolgo alla tua famiglia».

Qual è il cuore del suo messaggio?
Il primo messaggio è il nome: la Vergine si è presentata coi titoli di Madonna delle Rose, Madre e Regina delle famiglie e della Chiesa.

La rosa ha un valore poetico?
«Rosa mistica», corpo mistico della Chiesa: la Madonna stessa è la Chiesa e in quanto Madre di Gesù, è Madre della Chiesa. Lei stessa ha spiegato che la rosa è il fiore che rappresenta il corpo mistico: il rosso è il colore del sangue versato da suo Figlio; i petali intorno al nucleo stanno per la comunità cristiana che si stringe intorno a Gesù, il Verbo incarnato, alla sua Passione e Risurrezione, per poi aprirsi a 360 gradi e portare l’amore e la parola di Dio al mondo intero. E il profumo della rosa, ci ha detto, è il profumo di Cristo.

La devozione accosta il profumo di rosa ad alcuni santi.
Sforzandosi di assomigliare a Gesù, alcuni grandi santi come Padre Pio arrivano ad averne il profumo. Ma a tutti è chiesto di diventare santi.

E come si fa a diventarlo?
La Madonna ci chiede di consacrarci a lei e di vivere la nostra vita nella presenza di Dio. Di accostarci con frequenza ai Sacramenti, in particolare all’Eucaristia e alla santa Confessione; di meditare il Rosario. Ma ha spiegato che se impariamo a rivolgere il nostro pensiero a Dio in ogni momento della giornata, allora il lavoro, il riposo, le amicizie, tutto diventa preghiera. E nella preghiera, che è dialogo, si cresce nella comunione con il Signore. Ci chiede di vivere in modo retto, con onestà. Ha detto che ogni buona azione da noi compiuta vale un’anima strappata a Satana.

Perché Satana è contro la famiglia

Quali altri messaggi vi ha dato Maria?
La Madonna si è rivolta da qui all’umanità intera, alla Chiesa e a quella porzione di Chiesa che è la famiglia, ponendo questo suo intervento nel solco del massaggio di Fatima. Ci ha messo in guardia che Satana è potente e vuole scatenare l’odio, quindi la guerra per distruggere l’umanità. E per raggiungere questo scopo vuole abbattere la Chiesa di Dio, incominciando dalla piccola Chiesa domestica che è la famiglia, che è culla della società, e, nel solco della Famiglia di Nazaret, tanto più della comunità cristiana.

Di che genere di guerra si parla?
La minaccia di un conflitto nucleare tra l’Occidente e l’Oriente, la terza guerra mondiale. E la Madonna ha aggiunto che il demonio avrebbe fatto di tutto per minare l’unità della famiglia cristiana fondata sul matrimonio e che, senza una nuova conversione, molti pastori avrebbero tradito la propria vocazione, anche con grave scandalo, e che la Chiesa avrebbe conosciuto una nuova grande apostasia, cioè il rinnegamento delle verità cristiane fondamentali riaffermate nei secoli nella tradizione e nella dottrina.

Perché la famiglia sarebbe così centrale nel piano di Dio sul mondo?
Gesù si è incarnato in una famiglia, Dio ha scelto questo luogo, questa forma di convivenza per venire a noi. Così è stabilito perché, come spiegava san Giovanni Paolo II, il noi umano costituito da un uomo e una donna aperti alla vita nella procreazione richiama il Noi divino della Trinità. Il matrimonio sacramentale, è indissolubile e sacro, perché riproduce la comunione trinitaria e lo stesso patto di fedeltà indissolubile che Dio ha stabilito con gli uomini. Per questo il divorzio da un matrimonio valido consapevolmente contratto è sacrilego.

A Nazaret, un padre, una madre e un bambino che si è fatto uomo hanno vissuto con sobrietà, in pace e letizia, per trent’anni. Hanno lavorato duro, hanno goduto dei beni della terra e dell’amicizia di chi li ha conosciuti, senza volere apparire o dominare sugli altri, con la sola preoccupazione di vivere bene e a gloria di Dio il quotidiano. Con questa fedeltà si sono guadagnati il pane e l’amore di tanti, in rispetto del creato. A Civitavecchia, manifestandosi non a una persona, ma a un marito e a una moglie con dei figli… il Cielo ha voluto ribadire che la famiglia è il cuore della società umana e della Chiesa. Attraverso questo segno chiede a tutte le famiglie lo sforzo di seguire l’esempio della Famiglia di Gesù.

E perché sarebbe al centro delle attenzioni di Satana?
Satana, in odio al Creatore, mira a colpire l’uomo, perché è costituito a immagine di Dio, e la famiglia, che umanamente riproduce al massimo grado la relazione d’amore fra il Padre celeste e la creatura. Ciò significa che l’amore che si alimenta e si dilata in una famiglia riproduce al massimo grado l’amore e la fedeltà di Dio che sono per sempre. Prova ne è che l’uomo, dotato da Dio di libertà, intelligenza e di capacità d’amore, è reso fecondo e chiamato, in seno alla famiglia, a cooperare alla creazione, generando e servendo la vita.

Satana sa bene che la capacità di amare, la capacità di riconoscere lo sguardo buono di Dio nascono in famiglia: per questo è proprio lì che colpisce. Le tenebre che oggi avvolgono la concezione dell’uomo mirano a oscurare la dignità della persona, quindi la famiglia, dove l’individuo si forma e prende coscienza di sé.

Attorno alla famiglia e alla vita si svolge la battaglia contro la dignità divina dell’uomo.

Per questo la comunione coniugale non viene riconosciuta né rispettata nei suoi elementi di uguaglianza della dignità degli sposi e di necessaria diversità e complementarità sessuale.

La stessa fedeltà coniugale e il rispetto per la vita in tutte le fasi dell’esistenza sono sovvertiti da una cultura che non ammette la trascendenza. Come notava Giovanni Paolo II, «allorché le forze disgreganti del male riescono a separare il matrimonio dalla sua missione nei confronti della vita umana, attentano all’umanità, privandola di una delle garanzie essenziali del suo futuro»

Un appello per il Sinodo sulla Famiglia in corso in Vaticano?
Difendiamo la famiglia cristiana. Come ha detto anche mons. Kabongo, segretario di san Giovanni Paolo II, pellegrino qui a Civitavecchia: «Dall’unità della famiglia dipende il futuro della Chiesa e del mondo».

Di tutti i segni testimone il vescovo

Perdita di fede, famiglie distrutte, scandali nella Chiesa, guerra e terrore incombenti… Siamo sicuri che la Vergine abbia profetizzato tutto ciò già nel ’95?
Tutti i messaggi sono stati trascritti a mano all’epoca via via che venivano comunicati; a stretto giro, letti e controfirmati in presenza di testimoni dall’allora vescovo di Civitavecchia, Gerolamo Grillo. Lo stesso che ha consentito alla pubblicazione parziale dei messaggi nel volume La Madonna di Civitavecchia di padre Flavio Ubodi, il suo incaricato presso la nostra famiglia.

Lo stesso vescovo che all’inizio non credette alle lacrimazioni?
E che si ricredette il 15 marzo 1995 quando la Madonnina pianse nelle sue mani, in presenza di altre persone, mentre stava pregando chiedendo discernimento a casa sua.

Ma inizialmente si oppose al punto di chiedere che la Madonnina venisse distrutta. Secondo lei, perché si mostrò tanto ostile?
Per le stesse ragioni per cui ancora oggi tanti storcono il naso di fronte a questi accadimenti prima di venire a verificarli di persona.

Li comprendo: non è facile accettare per una mente razionalista che due manufatti di gesso piangano sangue o trasudino un olio profumato.

Per crederci occorre che ti trovi nell’evidenza del fatto e che, al tempo stesso, apri il cuore e la mente, considerando, per esempio che questi stessi oggetti non sono «sassi» qualunque ma raffigurazioni di una persona santa, autentica e viva, qual è la Madonna.

Per arrivare forse a comprendere, per fare un altro esempio, che se la Madonna ha pianto un sangue maschile, come definito dalle analisi, ciò che può sembrare al primo approccio il frutto di una truffa, può riservare, agli occhi della fede, un messaggio spirituale e rivelatore.

Mi sembra un passaggio importante da chiarire.
In un messaggio dato a Civitavecchia si dice che «la Madonna piange il sangue di suo Figlio». Già così si comprende la profonda partecipazione della Madre alla via della croce percorsa da Gesù. Su altro fronte, i test effettuati dagli istituti di Medicina legale dell’università La Sapienza, del Gemelli e dalla Criminalpol hanno rilevato che il sangue della Madonnina è sì maschile, ma con forti connaturazioni proprie di un sangue femminile.

E questo fa ricordare che Gesù, concepito per opera dello Spirito Santo, ha ricevuto le caratteristiche del sangue come di tutto il suo patrimonio genetico umano unicamente da sua madre Maria.

Il sangue di Cristo, da un punto di vista biologico, coinciderebbe dunque con il sangue della Vergine, come a rimarcare, su un piano fortemente simbolico, che il suo essere venuto al mondo per salvarci, la sua stessa vita la si deve a Maria, all’accoglienza libera dell’immenso piano di Dio per la salvezza del mondo da parte di questa piccola donna della Palestina.

Ciò nonostante quel sangue maschile è stato causa di calunnie e sospetti nei confronti suoi e degli altri maschi di casa. Perché non avete accettato di sottoporvi alla prova del Dna?
Sia io, a nome anche di mio figlio Davide, sia i miei fratelli ci siamo dimostrati subito disponibili al test del Dna.

Ma l’avvocato e il vescovo si sono opposti. La prima perizia sulla Madonnina fu eseguita in assenza mia, dei miei famigliari e del legale rappresentante, ragione per cui l’avvocato Forestieri paventava che ci potessero essere state manipolazioni o contaminazioni sui campioni. Il vescovo invece riteneva che la Magistratura stesse invadendo un campo non suo; e dal momento che nei messaggi dati a Civitavecchia ce n’è uno in cui si dice che «la via della verità è la via della Chiesa», decisi di ascoltare mons. Grillo che mi chiedeva di rinunciare all’esame.

In seguito si venne a sapere che nel 1995 si potevano isolare solamente alcuni polimorfismi del Dna, così che il sangue sulla Madonnina poteva risultare compatibile con quello della stragrande maggioranza della popolazione.

In altre parole, se io e i miei famigliari ci fossimo sottoposti al test, qualcuno non ben disposto verso questi fatti avrebbe potuto facilmente equivocare tra «coincidenza» e «compatibilità» del sangue. E nel ’96 la Corte Costituzionale sancì la piena legittimità del nostro agire.

Tuttavia, per diverso tempo, ha pesato su di voi l’accusa di truffa e di associazione per delinquere.
Benché le indagini siano state chiuse nel 1995, l’archiviazione è arrivata solamente il 16 ottobre del 2000. Con un’assoluzione in formula piena, però, che suona davvero inusuale per uno Stato laico.

Infatti, escludendo manipolazioni esterne e interne alla statua e sulla base delle deposizioni dei testimoni oculari (fra l’altro di dieci agenti delle forze dell’ordine che avevano piantonato la Madonnina dal 2 al 7 febbraio del ’95, testimoniando poi di aver veduto formarsi e muoversi nuove lacrime, con la statua cementata alla grotta e irraggiungibile perché protetta da una lastra trasparente…), i giudici hanno sentenziato di trovarsi di fronte a un fenomeno inspiegabile per la scienza su cui solo la Chiesa potrà pronunciarsi. La Corte ha anche riconosciuto che la mia famiglia non ha mai tratto profitto da questi eventi.

È vero che il vescovo Grillo faticò a credere anche agli altri fatti straordinari avvenuti presso di voi?
Sì, ma su ogni singolo evento fu chiamato a testimone.

Può raccontare?
Mons. Grillo, molto turbato per le lacrime, rimandava di venire a constatare le essudazioni della seconda statua.

Un giorno mandò da noi le suore della sua casa e il fenomeno si ripeté. Così si decise a muoversi di persona e, durante una Via Crucis, volle sostare alla grotta per meditare una stazione. Proprio in quel momento, non solo la Madonnina, ma la natura intorno iniziò a essudare e tutti videro il nostro grande liburno «piangere» olio.

Successivamente mons. Grillo raccolse personalmente la sostanza durante le essudazioni e la fece analizzare al Gemelli di Roma. Le analisi hanno dimostrato che questo liquido è l’insieme di una molteplicità di elementi vegetali presenti in natura, ma ovviamente non nella composizione con cui fuoriesce dalla statua e, in alcune circostanze, anche dai sassi della grotta e dall’edera e dagli alberi che la circondano.

La notizia fu riportata anche sul Giornale. Ma rispetto alle apparizioni, come si comportò mons. Grillo?
Un giorno, eravamo a settembre 1995, la Madonna chiese a mia figlia di informare il vescovo sulle apparizioni.

Obbedimmo, ma mons. Grillo cacciò Jessica con l’accusa di raccontare delle bugie. Quindi rimproverò me e Anna Maria dicendo che la stavamo condizionando. Ma il giorno successivo Jessica tornò alla carica: «La Madonna vuole che io parli col Vescovo».

Io ero combattuto – mi sentivo ferito, arrabbiato perfino, per come eravamo stati trattati – ma poi capitolai per la risoluzione di mia figlia che all’epoca aveva solo 6 anni e 5 mesi. Nella dimora del vescovo si ripeté la scena del giorno precedente, ma questi rimase sconvolto dal congedo di Jessica: «La Madonna mi ha detto che hai un cuore di pietra». Allora mons. Grillo mise alla prova la Vergine, chiedendole di rivelare a mia figlia un segreto noto a lui solo.

E come andò a finire?
Che Jessica gli riferì in seguito a nome della Madonna non uno ma diversi fatti che riguardavano la sua persona. Mons. Grillo ne rimase talmente sconvolto che fu preso da un malore, come già era accaduto a seguito della lacrimazione nelle sue mani.

Ma da quel momento ha creduto anche alle apparizioni, come ha rivelato nel suo memoriale pubblicato nel 2011, e chiese udienza a Giovanni Paolo II per riferire ogni cosa.

Giovanni Paolo II e la «Madonnina»

Veniamo quindi al rapporto tra Wojtyla e la Madonnina?
Un rapporto di fede profondo. Il Papa credette subito al segno delle lacrime. Volle venerare la Madonnina in Vaticano nella sua cappella privata, le mise la corona d’oro e le donò il Rosario oggi custoditi nella teca del santuario accanto alla statua. Esortò mons. Grillo a essere più aperto ai segni del Cielo: «Voi vescovi italiani», disse, «avete la testa dura».

Poi vi donò la seconda Madonnina, quella che essuda l’olio, non è così?
Dopo che la prima statua lacrimò nelle mani del vescovo, la Magistratura italiana ne dispose il sequestro. Il Papa, ci fu riferito, vide in quel gesto un’ingerenza in un fatto che riguardava solamente la Chiesa e mandò il suo amico forse più caro, il cardinale Deskur, a Civitavecchia per presenziare una veglia in cattedrale.

Deskur si presentò con la copia identica della Madonnina, che aveva fatto reperire a Medjugog’e dal medesimo artigiano che aveva realizzato la prima statua. Disse pubblicamente di essere venuto «a nome del Papa per favorire il culto della Madonna» e, al termine della funzione, ci donò la statua benedicendola a nome del Pontefice.

È vero che Wojtyla è poi venuto a Civitavecchia e che il rapporto con voi è durato fino alla morte?
Giovanni Paolo II ha ricambiato la visita venendo in segreto fino a Pantano a pregare la Madonnina delle lacrime, che nel frattempo, dal 17 giugno 1995, era stata ricondotta nella parrocchia di Sant’Agostino, oggi santuario.

Ed è vero che, durante il ricovero del Papa al Gemelli di fine febbraio 2005, Jessica gli ha fatto recapitare una lettera molto personale in cui faceva riferimento al suo ministero petrino in relazione alle apparizioni, accompagnandola con delle foglie della grotta da cui era essudato l’olio.

E questa missiva ebbe un seguito?
Ci fu, tramite il nostro vescovo, una risposta ufficiale della Santa Sede indirizzata a tutta la famiglia, con il saluto e la benedizione del Papa. La conserviamo gelosamente insieme con una reliquia del sangue di Giovanni Paolo II versato nel giorno dell’attentato del 13 maggio 1981.

Tutti questi fatti e i documenti sono fedelmente riportati nel volume di padre Ubodi, ma l’espressione più profonda del rapporto tra il Papa e la Madonnina si è avuta l’8 ottobre del 2000, nel giorno del Giubileo dei Vescovi. In quell’occasione il Papa ha fatto un Atto di Affidamento di tutta la Chiesa alla Madonna in risposta all’Atto di Consacrazione ripetutamente richiesto nei suoi messaggi, a noi consegnati a Civitavecchia.

E questo gesto del santo Papa non è stato sufficiente a cambiare le attuali sorti del mondo?
La Madonna punta alla conversione autentica dei cuori, di cui ogni singola persona dispone liberamente. Un atto di affidamento, poi, non ha la stessa forza di una consacrazione, e a suo tempo la Madonna ha anche avanzato alcune altre richieste sia al vescovo diocesano sia al Santo Padre, che oggi competono a mons. Marrucci e a Papa Francesco.

Tali richieste comprendono il segreto che – si dice – ancora oggi Jessica si aspetta di poter consegnare direttamente al Papa?
Sì.

È vero che suor Lucia dos Santos, l’ultima veggente di Fatima, ha avuto un lungo colloquio privato con sua figlia Jessica?
Sì. E poi suor Lucia ha partecipato con noi alla Messa celebrata dal nostro direttore spirituale, padre Manuel Hernandez Jerez, nel monastero di Coimbra.

È vero che il segreto per il Papa è collegato al segreto di Fatima?
Sì.

Alcuni sostengono che lei non ama associare i fatti che investono la sua famiglia con quelli di Medjugorje…
La mia preoccupazione è che la mariofania di Civitavecchia sia conosciuta in sé stessa per la sua specificità. Mi spiego. Sia la statua che ha lacrimato sangue, custodita al santuario, sia la statua che abbiamo in casa che essuda olio sono state fabbricate a Medjugorje e ne riportano il nome sul basamento. Il legame è evidente e ne ho profondo rispetto.

Ma in questi vent’anni ho provato dispiacere nel vedere che molti si sono fermati a sottolineare unicamente la provenienza delle due immagini, senza approfondire l’iniziativa della Vergine a Civitavecchia. A me e alla mia famiglia la Madonna ha chiesto di vivere e testimoniare il messaggio che ha dato qui. E nelle sue apparizioni ella ha fatto riferimento a Fatima: «Ho scelto Fatima per l’inizio del secolo ventesimo», ha detto, «Civitavecchia sul suo finire».

Ma i media fanno solo spettacolo

Un’ultima curiosità. Perché di fronte a un evento tanto grande, ha accettato fino a oggi rarissime interviste come questa?
Innanzitutto perché ho rispettato le disposizioni dei vescovi che si sono succeduti dal 1995 a Civitavecchia, dando la mia testimonianza nei tempi e nelle forme in cui me lo hanno permesso. In secondo luogo perché molte volte sui media prevalgono altri fattori sulla verità da comunicare.

Può farmi un esempio?
Recentemente un’importante rete nazionale ha trasmesso uno speciale sulla Madonna di Civitavecchia. In fase di preparazione il programma ha inviato da noi una troupe. Ebbene, appena queste persone si sono accostate alla Madonnina che custodiamo in casa si è verificata una forte e prolungata essudazione della statua. La giornalista e i cameraman hanno potuto riprendere tutto e si capiva che sono rimasti felici e turbati insieme. E noi con loro. Ma c’è dell’altro. Padre Flavio Ubodi ha loro mostrato anche un video molto particolare: si vede questa stessa statua piangere lacrime umane nei giorni della morte di san Giovanni Paolo II. Le riprese furono girate a memoria dell’autorità della Chiesa, alla presenza, fra gli altri, del vescovo della diocesi – lo si sente piangere e pregare -, del suo segretario, del rettore del santuario.

Uno scoop incredibile.
Non saprei giudicare. In ogni caso, con stupore della squadra che ci ha fatto visita, durante la trasmissione questo video è stato utilizzato, ma senza alcuna spiegazione. Ma non solo: mentre in studio si dibatteva sulla possibilità o meno che una statua pianga per intervento divino, e un chimico in camice bianco spruzzava del liquido rosso in faccia a una riproduzione della Vergine… nessuno ha pensato di mandare in onda le immagini dell’essudazione di cui gli inviati del programma sono stati diretti e credibili testimoni.

La tv ha esigenze di audience, che comportano spettacolarizzazione, contrapposizioni fra punti di vista e una dilatazione esasperata del senso di mistero a beneficio della suspence; e può arrivare perfino a negare l’evidenza e la realtà. Alla Madonna, invece, preme unicamente la verità di ogni uomo e la sua sorte.

Intervista di Riccardo Caniato http://ares.mi.it/

articolo pubblicato su Studi Cattolici nr. 652, giugno 2015

 

Fonte: Maria a Medjugorje

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