Accordo Israele-Vaticano, l’ottimismo del nunzio


Entro il 2013 «si arriverà a capire se ci sarà la conclusione» del lungo negoziato tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede riguardante l’accordo su aspetti fiscali, economici e su alcune proprietà contese. Lo sostiene il nunzio apostolico Giuseppe Lazzarotto, rappresentante pontificio in Israele e presso l’Autorità Palestinese dal novembre 2012, intervistato dalla rivista online «TerraSanta.net».

L’intervista conferma il clima positivo e gli avanzamenti compiuti nel lungo e problematico negoziato, come pure l’esistenza di alcuni problemi ancora aperti. «Quel che posso dire – spiega il diplomatico vaticano – è che restano da chiarire due punti: in primo luogo devono essere definiti certi aspetti concreti che riguardano alcuni luoghi e istituzioni della Chiesa cattolica in Terra Santa».

Lazzarotto non dice di più, ma è noto che i «luoghi e istituzioni» su cui ancora si discute sono il Cenacolo e il vicino parcheggio, come pure l’area archeologica di Cesarea.

Il Cenacolo, con l’accordo delle autorità israeliane e delle autorità islamiche – va ricordato che si tratta di un luogo «Waqf», cioè «proprietà familiare religiosa», che era originariamente della Custodia, quindi è diventato islamico e infine acquisito da Israele nel 1967 – dovrebbe tornare a essere luogo di culto cristiano per le varie confessioni. La gestione dovrebbe essere affidata alla Custodia di Terra Santa, ma senza che i francescani ne tornino in possesso.

Il nunzio apostolico, nell’intervista a «TerraSanta.net» spiega anche che è ancora in discussione «la questione di principio sull’applicazione degli Accordi, la cosiddetta “validità territoriale”». Occorre dunque «definire in modo conclusivo questi aspetti – spiega Lazzarotto – per impedire che l’applicazione degli Accordi divenga problematica, o crei nuovi problemi invece di risolverli».

Il diplomatico vaticano così motiva il suo ottimismo: «Non siamo lontani dalla conclusione, non penso manchi molto: le linee generali sono già state definite. Adesso si tratta di trovare le formulazioni più adatte per affermare i princìpi in maniera chiara: questo richiede tempo… Auspico che sia il più presto possibile. Credo che entro quest’anno dovremmo capire se ci sarà la parola fine o no.

Poi i tempi si potranno allungare per la ratifica, ma entro l’anno dovremmo capire se si arriverà alla firma. Con gli elementi che abbiamo in mano, sento di poter dire che siamo abbastanza vicini alla conclusione ».

Confermata infine la soluzione sul tema delle esenzioni fiscali. «Negli Accordi le istituzioni verranno distinte nettamente in base alla loro attività: ad esempio verrà distinto nettamente tutto ciò che riguarda attività commerciali sulle quali sarà inevitabile pagare delle tasse, da quello che riguarda invece la presenza e il carattere di altre istituzioni cattoliche per l’attività che l’istituzione svolge.

Ad esempio conventi o monasteri che non svolgono attività di lucro non verranno trattati allo stesso modo di una casa di accoglienza, e così andranno trovate formule per istituzioni con finalità educative o assistenziali. Possono sembrare cose ovvie, ma nella complessità della realtà concreta della Terra Santa spesso è tutto mischiato e va invece definito con la massima precisione possibile».

 

Fonte: Vatican Insider