Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Aerei militari su Milano per riprese tecniche

Sembra una notizia di nessun conto, ma a non essere superficiali c’è da meditare. Ieri mattina a Milano, tra le 10,30 e le 11,00, si è sentito un continuo passaggio di aerei che volavano a bassa quota. I media dicono che in molti hanno telefonato all’Aereonautica militare per conoscerne il motivo e anche chi scrive ha avuto la tentazione di chiamare il 112, perché quei rombi erano inquietanti. Che a girare fossero solo tre velivoli si è saputo dopo, ma al momento sembrava un attacco aereo.

A parte le considerazioni sull’opportunità di sorvolare il centro di una città e sul fatto che la popolazione non ne fosse stata informata, in quei seppur pochi minuti si è capito come debbano vivere quelle popolazioni che sono state bombardate per anni dal cielo e che hanno dovuto subire, inermi, la distruzione di interi quartieri che adesso sono irriconoscibili e abbandonati.

Noi europei, nati dopo la seconda guerra mondiale, ci siamo abituati a questionare su quelle che, a fronte di una guerra, sono inezie, anzi, come diceva Totò, sono “quisquilie e pinzillacchere”, non rendendoci conto del dono della pace e di come potremmo usarne tutti i vantaggi per il bene comune.

Ricordo bene quanto ottimismo e allegria si ritrovava tra i cittadini italiani negli anni cinquanta e sessanta: bastava entrare in un qualsiasi negozio, al Sud come al Nord, per sentire battute di spirito in vernacolo e coinvolgenti risate, così come i calorosi e festanti auguri in occasione delle ricorrenze più importanti.

Poi a qualcuno è venuto il prurito di contestare tutto, così che la famiglia, le tradizioni e la stessa religione sono diventati ingombri da eliminare e nemici da combattere. E così ora ci ritroviamo accomunati dalla stessa inconsapevole paura, quella cioè che ci tolgano quella pace di cui non abbiamo saputo far buon uso e che non abbiamo saputo sfruttare per crescere in civiltà e progresso.

Che Dio ci perdoni e ci preservi dal dover ricominciare tutto da capo.

 

Paola de Lillo

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