Allegria! – di Costanza Miriano


Una delle mie tecniche preferite, quando qualche paura minaccia il sonno dei nostri bambini, è quella di portare il timore alle estreme conseguenze, invece che negarlo. Se prendi un brutto voto, se i nuovi compagni non saranno simpatici, se non ritrovi la bambolina lasciata in macchina… Va bene, ammettiamo pure che succeda. E allora? Alla fine nessuna di queste cose è più forte di te. Come la tua ombra: sei tu che decidi dove deve andare. Tu sei più grande di lei, cioè: tutto in qualche modo si risolverà.

C’è solo una paura di fronte alla quale dire “e allora?” non è così facile. È quella della morte, che alla fine, sotto sotto, è la vera unica paura  nascosta dietro tutte le altre, per i piccoli e per i grandi (la salute, la ricchezza, il potere, non sono altro che il tentativo di esorcizzarla). È per questo che l’anno zero della storia è l’anno in cui è nato un Dio, incarnato per amore nostro, che a un certo punto per amore è morto, ma è tornato in vita, per dare la vita a noi. Questo cambia in modo unico e indelebile tutte le nostre vite.

Credere. Ma quanto mi piace il nome di questa testata. Credere. Già, perché sta tutto lì. O ci crediamo, o non ci crediamo che Gesù ha dato anche a noi la possibilità di vivere per sempre. E ci ha promesso anche la risurrezione del corpo. Diciamo di credere, ma è così davvero?

“Ma a questi signoli glielo hanno detto?” – mi ha chiesto una volta in chiesa mia figlia, che fa ancora un po’ a botte con la r. “Che cosa, Lavinia?” “Che è lisolto. Sennò pelché sono così seli?”

Non so. Forse hanno lasciato la bambolina in macchina, o hanno preso un brutto voto. Si sono dimenticati per qualche momento che né morte né vita potranno mai separarci dall’amore di Cristo, e che per questo possiamo attraversare la vita con la lieve confidenza di figli amatissimi e salvati. Non facciamoci vedere così seri, sennò qualcuno potrà pensare che non ci crediamo davvero.

 

pubblicato sul numero 2 (anno I) del settimanale Credere del 14 aprile 2013

 

Fonte: il blog di Costanza Miriano