Ambasciatore gay in Vaticano? Non si può – di Lorenzo Bertocchi e Tommaso Scandroglio


Laurent StefaniniIl 5 gennaio scorso il Consiglio dei Ministri lo aveva nominato per divenire Ambasciatore di Francia presso la Santa Sede, ma su quel nome il Vaticano ha risposto con un grande silenzio. Anzi, ad ascoltare i rumors che arrivano dalla stampa d’oltralpe sembra che ci sia stato un vero e proprio rifiuto. Fatto sta che il suo predecessore, Bruno Jouvert, ha fatto bagagli e burattini il primo marzo, ma dopo più di un mese i sacri palazzi non hanno ancora fatto sapere se accetteranno o meno la nomina.

Il diplomatico scelto dal governo Hollande è Laurent Stefanini, 55 anni, già conosciuto all’interno dei sacri palazzi: dal 2001 al 2005, infatti, è stato primo consigliere dell’Ambasciata presso la Santa Sede. Un curriculum di tutto rispetto, a cui va aggiunto che Stefanini è apertamente gay. Per questo la sua candidatura, proposta dal laicissimo governo Hollande, è stata definita “provocatoria”. Mentre vari siti e associazioni del mondo LGBT hanno già fatto partire la litania sull’omofobia della Santa Sede.

Eppure il cardinale di Parigi, André Vingt-Trois, nel Concistoro di febbraio avrebbe consegnato una lettera al Papa per sostenere la candidatura Stefanini, e lo stesso avrebbe fatto il cardinale camerlengo Jean-Louis Tauran. Insomma una cordata pro-Stefanini esiste anche in seno alla Chiesa, però non sembra aver ottenuto nulla. Secondo alcuni sarebbe proprio il Papa ad aver preso la ferma decisione di non accettare la proposta francese.

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