Avvertimenti della Madonna di Fatima sulla nostra responsabilità nell’eleggere i politici.


Maria SS. AusiliatriceNella biografia di Suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria, come si chiamò da monaca la pastorella che vide la Madonna nel 1917 a Fatima e poi nel corso di tutta la sua lunga vita, redatta dal Carmelo di Coimbra, è riportata questa affermazione: “Per il peccato di un singolo individuo paga la persona che ne è responsabile, ma per il peccato di una nazione paga tutto il popolo. Perché i governanti che promulgano leggi inique lo fanno in nome del popolo che li ha eletti.”

Riferiscono le sue consorelle che Suor Lucia era sempre molto “misurata nelle parole riguardanti il messaggio di Fatima e soprattutto nel dare interpretazioni personali”, ma quella frase le scappò detta quasi suo malgrado.

E non potrebbe essere diversamente da così, perché nell’eleggere i nostri governanti siamo portati a scegliere secondo una prospettiva di vantaggi materiali o per compiacenze ideologiche troppo spesso in contrasto con i diritti di Dio.

Molti di noi finora hanno votato persone e partiti secondo logiche umane, seppur rispettabilissime, con molta faciloneria e senza valutarne le ricadute non solo economiche ma anche e soprattutto etiche.

Ed è inutile negare che qualcosa evidentemente abbiamo sbagliato, fosse anche non averne avvertito i fratelli, se oggi ci troviamo in una situazione politico-economica al bivio di un disastro abissale da cui, se vi cadessimo, probabilmente sarebbe quasi impossibile riemergere.

Da cattolici non possiamo esimerci dal mettere in campo tutti i mezzi che abbiamo a disposizione per arginare uno stato di fatto che è già catastrofico in partenza, scongiurando di pagarne pesantissime conseguenze personali. Ma, quel che è peggio, dovremmo risponderne non solo alle generazioni future ma soprattutto a Dio.

Lo scenario che ci si para dinnanzi è da tragedia socio-politica ed economica senza precedenti nella storia della nostra Nazione, con la certezza che, se si avverasse, produrrebbe una disperazione endemica e un conseguente svilimento dei principi etici fondamentali, con ricadute sulla fede di molti.

Voltandoci indietro a guardare la nostra storia di Paese cattolico e facendo memoria di come abbiamo superato altri momenti di grandissimo pericolo per l’incolumità delle nostre vite, possiamo star certi che ogniqualvolta ci siamo rivolti a Colui a cui nulla è impossibile, invocando l’intercessione della Madre di Cristo, il pericolo è stato scampato.

Sono ancora presenti nel nostro territorio le innumerevoli testimonianze di calamità naturali, malattie o invasioni nemiche che sono state fermate con quella che da sempre è stata considerata una delle armi più potenti che si possano sfoderare: il ricorso a Maria Santissima con la preghiera del Rosario.

Quindi dobbiamo allertarci per dar battaglia contro forze umanamente sovrastanti e apparentemente invincibili, ma che la fede sa che possono essere sconfitte con la nostra accorata preghiera.

Un tempo si mettevano in campo anche penitenze e digiuni, processioni e sante messe, e nulla ci vieta di ripetere quelle pie opere, ma ciò che tutti coloro che si definiscono credenti possono fare con il solo impegno di qualche decina di minuti al giorno, all’ora in cui ciascuno è disponibile, è la recita del Rosario per chiedere a Dio, mediante la Beata Vergine Maria, di ispirarci un voto giusto e di salvaguardare in futuro l’Italia da un’iniqua disfatta.

Se in pochi o tanti – come si spera – ci impegneremo  a pregare in unione spirituale con tali intenzioni per nove giorni, dal 23 febbraio al 3 marzo prossimi, potremo sperimentare quanto sia vera l’antichissima e sempre attuale preghiera di S. Bernardo di Chiaravalle, con la cui invocazione potremo terminare la recita:

Memorare, piissima Virgo Maria, non esse auditum a saeculo quemquamad tua currentem praesidia, tua implorantem auxilia, tua petentem suffragiaesse derelictum. Ego, tali animatus confidentia, ad te, Virgo virginum Mater, curro; ad te venio, coram te gemens, peccator, assisto.
Noli, Mater Verbi, verba mea despicere,
sed audi propitia et exaudi.
Amen

Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo che alcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, abbia chiesto il tuo soccorso e sia stato abbandonato. Animato da tale fiducia a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini; a te vengo, dinnanzi a te mi prostro, peccatore pentito.
Non volere, o Madre del verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami benevola ed esaudiscimi.
Amen

 

Paola de Lillo