Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Benedetto XVI: serve etica in politica, giudizio severo per chi non la rispetta

Benedetto XVI ha ricevuto stamani a Castel Gandolfo i partecipanti all’Incontro dell’Internazionale Democratico Cristiana. Nel suo intervento, il Papa ha ribadito che i politici, specie se animati dalla fede, devono impegnarsi per la difesa della vita e della famiglia. Quindi, ha sottolineato la necessità di una ricerca di un “solido fondamento etico” nell'”impegno politico e civile”. L’indirizzo d’omaggio al Papa è stato rivolto dall’on. Pier Ferdinando Casini.

Nell’impegno civile e politico serve la “ricerca di un solido fondamento etico”: è l’esortazione del Papa nel discorso rivolto all’Internazionale Democratico Cristiana. Un intervento incentrato sulle responsabilità dei politici, specie di quanti “animati dalla fede”, a servire il bene comune:

“Utilmente risuona in questo senso il monito del libro della Sapienza, secondo cui ‘il giudizio è severo contro coloro che stanno in alto’ (Sap 6,5); monito dato però non per spaventare, ma per spronare e incoraggiare i governanti, ad ogni livello, a realizzare tutte le possibilità di bene di cui sono capaci, secondo la misura e la missione che il Signore affida a ciascuno”.

L’assenza dell’etica, specie in campo economico, ha aggiunto, “ha contribuito a creare l’attuale crisi finanziaria globale”. Di qui l’urgenza di una politica che guardi “ai bisogni più fondamentali e profondi della persona” non ascoltando le molte e rumorose “offerte di risposte sbrigative, superficiali e di breve respiro”:

“Il contributo politico ed istituzionale di cui voi siete portatori non potrà quindi limitarsi a rispondere alle urgenze di una logica di mercato, ma dovrà continuare ad assumere come centrale ed imprescindibile la ricerca del bene comune, rettamente inteso, come pure la promozione e la tutela della inalienabile dignità della persona umana”.

Il Papa non ha poi mancato di indicare i valori sui quali è particolarmente chiamato ad impegnarsi un politico cristiano:

“Il rispetto della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento fino al suo esito naturale – con conseguente rifiuto dell’aborto procurato, dell’eutanasia e di ogni pratica eugenetica – è un impegno che si intreccia infatti con quello del rispetto del matrimonio, come unione indissolubile tra un uomo e una donna e come fondamento a sua volta della comunità di vita familiare”.

Quindi, si è soffermato sulla centralità della famiglia, “radice che alimenta non solo la singola persona, ma anche le stesse basi della convivenza sociale” e che rappresenta “il principale e più incisivo luogo educativo della persona”:

“Un autentico progresso della società umana non potrà dunque prescindere da politiche di tutela e promozione del matrimonio e della comunità che ne deriva, politiche che spetterà non solo agli Stati ma alla stessa Comunità internazionale adottare, al fine di invertire la tendenza di un crescente isolamento dell’individuo, fonte di sofferenza e di inaridimento sia per il singolo sia per la stessa comunità”.

L’impegno dei cristiani nella società, è stato infine l’incoraggiamento del Papa, non cessi “di essere vivace fermento per un miglioramento delle relazioni umane e delle condizioni di vita”:

“Questo impegno non deve conoscere flessioni o ripiegamenti, ma al contrario va profuso con rinnovata vitalità, in considerazione del persistere e, per alcuni versi, dell’aggravarsi delle problematiche che abbiamo dinanzi”.

Alessandro Gisotti

Fonte: Radio Vaticana

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