Bilderberg, la lobby di chi conta – di Danilo Quinto


Dice il sito ufficiale dell’organizzazione, che il Bilderberg, fondato nel 1954 (prende il nome dall’hotel olandese dove si è svolto il primo incontro), è una conferenza annuale che si celebra per favorire il dialogo tra l’Europa e il Nord America. Ogni anno, tra 120 e 150 leaders politici e di governo ed esperti di industria, finanza, università e media, sono invitati, dal Comitato Direttivo di 35 membri (eletti per 4 anni e rieleggibili), a prendere parte alla conferenza.

Si chiarisce che questa è un forum informale, su grandi tendenze e problemi di attualità con cui si confronta il mondo, specialmente nei campi degli affari esteri e dell’economia internazionale, dove non sono proposte risoluzioni, nè è previsto un voto.

 
Allora, che fanno questi signori? Intanto, per sessant’anni le riunioni sono state secretate. Non si conoscono ufficialmente le materie di discussione del Gruppo (così come quelle della Commissione  Trilaterale, ufficialmente, un gruppo di studio, con sede a New York, fondato nel 1973 da David Rockfeller e da altri, tra cui Kissinger e Brzezinski).

Si conoscono molti nomi di chi ne fa parte o di chi viene invitato, ma non si può certo ritenere che quelle riunioni siano solo conviviali, servano per far passare il tempo a persone che non hanno nulla da fare o solo per conoscersi. Sarebbe da stupidi il solo pensarlo, così come sarebbe da stupidi adagiarsi sulla teoria del complottismo.

Inquietano, però, due fatti: quello, appunto, della segretezza – e quindi della non trasparenza – e il vincolo di silenzio che su queste riunioni viene tenuto da chi vi partecipa. Se si fanno cose lecite in quelle sedi, perché non raccontarle e perché impedire che i giornalisti – e quindi l’opinione pubblica – possano accedere?

 
La riunione annuale di quest’anno, si svolge in questo fine settimana in Gran Bretagna, a Watford, nell’Hertfordshire, vicino Londra, al The Grove, un hotel a cinque stelle, con campo da golf, centro benessere e maestosa Country House.

La pubblicità dice che persino la regina Vittoria trascorreva regolarmente i weekend in quei luoghi, che saranno blindati per l’occasione. Due anni fa, per la riunione che si tenne a Saint Moritz e un anno fa, per quella in Virginia, furono inscenate manifestazioni di protesta, forse alimentate proprio dalla segretezza che caratterizza questi incontri.

Quest’anno – considerata l’aria che tira – è stata persino predisposta un’area di accoglienza dei contestatori, che si cimenteranno in una vera e propria contro-manifestazione.

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