Caso Allam, una conversione incompiuta – di Massimo Introvigne


Magdi Cristiano Allam abbandona la Chiesa Cattolica con un articolo su «il Giornale» del 25 marzo. È una notizia dolorosa per chi, come me, si considera amico del giornalista convertito dall’islam, con cui ha condiviso diverse iniziative. Purtroppo, però, era una notizia nell’aria da tempo. La conversione dell’amico Magdi Cristiano era in qualche modo ancora incompiuta. Come molti cattolici «adulti», di sinistra o di destra (perché ce ne sono anche a destra), pensava che – tanto più sulle materie dove si sentiva competente – fosse lui a dovere giudicare il Magistero e non il Magistero a dovere giudicare lui.

ll conflitto tra Allam e il Magistero della Chiesa parte dall’islam, ma va molto oltre. Nel suo articolo, accusa la Chiesa di essere arrendevole con l’islam e di non unirsi alle sue proposte radicali di vietare il Corano, come libro che predica l’odio, e di considerare la legge islamica un crimine contro l’umanità. Se la prende con Papa Francesco per il suo cordiale saluto ai musulmani, ma correttamente riconosce che le stesse posizioni sono state proposte dal beato Giovanni Paolo II (1920-2005) e da Benedetto XVI.

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