«Cercherò lavoro, l’ex-Sant’Uffizio è il cuore dell’omofobia»


Mons. CharamsaAll’affollatissima conferenza stampa accanto piazza del Popolo si presenta con il suo compagno Eduardo e annuncia l’uscita di un libro di memorie. Dopo decine di interviste alle tv di mezzo mondo, l’evento finisce con monsignor Krysztof Charamsa, che a richiesta di un plotone di fotografi, abbraccia il  compagno sulla soglia del ristorante in cui ha incontrato i cronisti. Per molti versi la scena ricorda l’epopea mediatica dell’arcivescovo scismatico Emmanuel Milingo.

Anche qui come accadeva regolarmente nello «scandalo» di 14 anni fa, agenti e bodyguard, associazioni e uscite editoriali, briefing per i mass media in locali romani con foto di attori della «Dolce Vita» affisse alle pareti.

Insomma un momento intimo e personalissimo che diventa show tra paparazzi e progetti in preparazione da tempo. Stavolta è la Rainbow Catholics Assembly a veicolare un proprio incontro al centro pellegrino «Santa Teresa Couderc» alla viglia del Sinodo dei vescovi sulla famiglia.

Dopo aver rivelato la propria condizione di gay, l’officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, annuncia di voler «parlare di ciò che ho subito all’ex-Sant’Uffizio, che è il cuore dell’omofobia della Chiesa cattolica, un’omofobia esasperata e paranoica».

E aggiunge: «Dedico il mio coming out ai tantissimi sacerdoti omosessuali che non hanno la forza di uscire dall’armadio».

Alla domanda se ci siano «tantissimi» gay anche in Vaticano il Prelato 44enne ha annuito, commentando: «In ogni società di soli uomini ci sono più gay che nel mondo come tale».

Inoltre monsignor Charamsa definisce papa Francesco «fantastico» perché «ci ha fatto riscoprire la bellezza del dialogo, non dialogavamo. Ora il Sinodo sulla famiglia sia davvero di tutte le famiglie e nessuna sia esclusa».

Krysztof Charamsa chiede al Papa anche di modificare il Catechismo e afferma che informerà personalmente il Pontefice: «Devo ancora consegnargli la lettera».

Ai giornalisti che gli chiedono un commento sulle parole di padre Federico Lombardi, secondo il quale verrà sospeso dai suoi incarichi alla Congregazione per la Dottrina della Fede e dall’insegnamento nelle università pontificie, ribatte: «Cercherò lavoro, è pronto per la stampa, in italiano e in polacco, un libro in cui metto la mia esperienza a nudo».

Sarà il vescovo di Pelplin, in Polonia, a decidere sullo stato del Prelato cui il Vaticano ha tolto gli incarichi presso la Congregazione della Dottrina della Fede e le cattedre presso le Università Gregoriana e Regina Apostolorum.

Charamsa dichiara di voler scrivere al Papa per informarlo della sua posizione di omosessuale «felice» e con un compagno – è infatti sacerdote diocesano della diocesi polacca, ordinato il 28 giugno del 1997.

«È Sacerdote, Teologo, ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede. Oggi si dichiara orgogliosamente gay, e con un compagno. Mi sembra che il tizio in questione abbia un po’ di confusione in testa – commenta il leader della Lega, Matteo Salvini – Glielo ha ordinato il medico – domanda il segretario federale della Lega – di fare il sacerdote? Dove andrà a finire la Chiesa cattolica di questo passo?».

Giacomo Galeazzi

 

Fonte: Vatican Insider