Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Che cosa ne sa una bambina islamica di otto anni della guerra santa?

Il canale televisivo 9news ha trasmesso il filmato di una bambina di soli otto anni che spiega ai fedeli musulmani l’importanza del jihad, la guerra santa. L’episodio è avvenuto durante una convention islamica a Sidney, in Australia, e le autorità locali stanno ora indagando su chi sia questa bambina, di nome Ruqaya, che tipo di famiglia abbia alle spalle e come mai sia stata scelta per arringare la folla.

JIHAD AL POSTO DELLE BAMBOLE. Spiega la piccola, con la stessa tranquillità con cui una bambina potrebbe spiegare perché le piacciono le bambole, che non si è mai troppo giovani per amare il jihad, interessarsi al conflitto siriano e far parte della comunità islamica Ummah. «Le rivolte siriane hanno dimostrato che la comunità Ummah è viva e lotta, e la paura in cui si viveva ha lasciato il posto all’amore per il jihad. Anche i bambini della mia età, per le strade, si uniscono alle rivolte, rischiando la vita per portare a casa cibo, acqua e medicine ai loro familiari feriti, e alcuni di questi non torneranno mai alle loro famiglie in nome dell’amore per l’islam. Nessuno è troppo giovane per farlo».

«TAGLIAMO LA TESTA A CHI INSULTA IL PROFETA». Come se non bastasse, nei giorni scorsi proprio a Sidney ci sono state delle rivolte della comunità islamica contro la diffusione del film su Maometto, che hanno portato a una ventina di arresti, tra i quali alcuni ragazzini che hanno imbrattato i poster del film con messaggi di propaganda islamica, per difendere l’onore del Profeta. Un altro bambino, con a fianco la madre, ha esposto un cartello con la scritta: «Tagliamo la testa a tutti quelli che insultano il Profeta».

Fonte: Tempi.it

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