Confessioni di un ex trans. Walt: «Ero malato. Stavo male. Ora sono la prova che Dio è vivo»


Ti piacerebbe avere disturbi di identità, depressivi, dissociativi, al punto da  spingerti alla droga, all’alcol, al suicidio, e sentirti dire che vai bene così?  Questo domanda Walt Heyer (nella foto) a chi dice che il sesso non è un dato  naturale. «Non si nasce transessuali. Ti accade qualcosa per cui cerchi di  fuggire da ciò che sei».

A parlare contro chi sostiene che l’identità di genere  sia una scelta soggettiva è un ex transessuale americano.  E questa è la sua  confessione resa a Tempi. Walt Heyer è un ragazzo ventenne quando si sposa. Ma  l’essere di sesso maschile lo terrorizza da tempo. Sono gli anni Sessanta.  L’idea di potersi trasformare da uomini in donne sta diventando una concreta  possibilità grazie alla chirurgia.

La vita procede. Carriera, moglie, figli. Tutto ciò non basta più a lenire la  segreta sofferenza di Walt. Così, un giorno, abbandona la famiglia, entra in una  clinica. E Walt diventa Lara. Lara Jensen. Purtroppo, a parte l’involucro, testa  e natura restano quelle di prima. E il dolore, anziché diminuire, cresce. «I  medici che incontrai prima dell’operazione e che dovevano valutare il mio stato  psicologico diedero un giudizio molto approssimativo: la diagnosi di disturbo  dissociativo arrivò solo dieci anni dopo».

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