Corpus Domini. Il Papa: il cibo che ci sazia è solo quello che ci dà il Signore

Imparare a “riconoscere il pane falso” che corrompe: il cibo che “ci sazia è soltanto quello che ci dà il Signore”. Così il Papa che ha celebrato la Messa nella Solennità del Corpus Domini, sul Sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano.  Recuperare la memoria  delle “tristi vicende del passato superate grazie all’intervento di Dio” e non avere una “memoria malata” rimpiangendo le cipolle dell’Egitto come il popolo di Israele nel deserto.

Nell’omelia Papa Francesco si richiama, infatti, alla prima Lettura tratta dal libro del Deuteronomio quando Mosè esorta il popolo a non dimenticare i 40 anni nel deserto e  la liberazione dall’Egitto:

“L’invito è quello di ritornare all’essenziale, all’esperienza della totale dipendenza da Dio, quando la sopravvivenza era affidata alla sua mano, perché l’uomo comprendesse che ‘non vive soltanto di pane, ma … di quanto esce dalla bocca del Signore’”.

Oltre alla fame fisica, l’uomo ha una fame che non può essere saziata con il cibo ordinario: è “fame di vita, “di amore” e “di eternità” . Gesù “ ci dona questo cibo”, dice il Papa : “il suo Corpo  – afferma – è il vero cibo sotto la specie del pane; il suo Sangue è la vera bevanda sotto la specie del vino”.

La manna del deserto era figura di un cibo che soddisfa questa fame profonda. Il Corpo di Cristo è  capace di dare “vita eterna” “perché  la sostanza di questo pane è Amore”. Un amore che si comunica nell’Eucaristia, “sempre a disposizione di ogni persona affamata e bisognosa di rigenerare le proprie forze”:

“Vivere l’esperienza della fede significa lasciarsi nutrire dal Signore e costruire la propria esistenza non sui beni materiali, ma sulla realtà che non perisce: i doni di Dio, la sua Parola e il suo Corpo”.

Attorno però ci sono tante offerte di cibo “che non vengono dal Signore e che apparentemente soddisfano di più”, rileva il Papa: “alcuni – dice  – si nutrono con il denaro, altri con il successo e la vanità, altri con il potere e l’orgoglio:

“Ma il cibo che ci nutre veramente e che ci sazia è soltanto quello che ci dà il Signore! Il cibo che ci offre il Signore è diverso dagli altri, e forse non ci sembra così gustoso come certe vivande che ci offre il mondo.

Allora sogniamo altri pasti, come gli ebrei nel deserto, i quali rimpiangevano la carne e le cipolle che mangiavano in Egitto, ma dimenticavano che quei pasti li mangiavano alla tavola della schiavitù”.

In quei momenti,  sottolinea, avevano “una memoria malata”, selettiva. Il Papa esorta dunque a chiedersi dove vogliamo magiare: se alla tavola del Signore o nella schiavitù:

“Il Padre ci dice: ‘Ti ho nutrito di manna che tu non conoscevi’. Recuperiamo la memoria: questo è il compito, recuperare la memoria; e impariamo a riconoscere il pane falso che illude e corrompe, perché frutto dell’egoismo, dell’autosufficienza e del peccato”.

Quindi ricordando la processione con il Santissimo Sacramento che segue la Messa il Papa  sottolinea che “l’Ostia è la nostra manna, mediante la quale il Signore ci dona se stesso”:

“A Lui ci rivolgiamo con fiducia: Gesù, difendici dalle tentazioni del cibo mondano che ci rende schiavi: è cibo avvelenato; purifica la nostra memoria, affinché non resti prigioniera nella selettività egoista e mondana, ma sia memoria viva della tua presenza lungo la storia del tuo popolo, memoria che si fa ‘memoriale’ del tuo gesto di amore redentivo”.

Conclusa la celebrazione, il Papa si è recato con l’auto coperta alla Piazza di Santa Maria Maggiore mentre la processione con il Santissimo Sacramento si è snodata a piedi lungo Via Merulana. Al termine, il Papa ha impartito la Benedizione Solenne.

 

Testo proveniente  dal sito di Radio Vaticana