Da Bagnasco a Scola, le reazioni del mondo ecclesiale


“Ancora una volta Benedetto XVI ha offerto un esempio di profonda libertà interiore”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, commenta la scelta del Papa di rinunciare all’ufficio di Pontefice a partire dal 28 febbraio. Presente al Concistoro per la canonizzazione dei martiri d’Otranto, Bagnasco ha appreso dalle parole stesse del Papa la decisione.

Il presidente della Cei assicura a Benedetto XVI “la profonda gratitudine e l’affettuosa vicinanza dei vescovi italiani per l’attenzione costante che ha avuto per il nostro Paese e per la guida sicura e umile con cui ha indirizzato la barca di Pietro” e si dice certo che “il Signore Risorto, Pastore dei pastori, continua ad essere il nocchiero della Chiesa”.

Commosse le parole del cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, che ha pronunciato dopo all’annuncio di Benedetto XVI durante il Concistoro di questa mattina: “Santità, amato e venerato successore di Pietro, come un fulmine a ciel sereno, ha risuonato in quest’aula il suo commosso messaggio. L’abbiamo ascoltato con senso di smarrimento, quasi del tutto increduli. Nelle sue parole abbiamo notato il grande affetto che sempre Ella ha portato per la Santa Chiesa di Dio. Ora permetta che le dica che le siamo più che mai vicini”. Sodano ha definito “luminosi” gli otto anni del pontificato.

La decisione del Papa “sarà, come lui ha detto, per il bene della Chiesa”, ha spiegato l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, nella Messa per i malati a Milano, aggiungendo che “tutti voi, come noi, come me, abbiamo bisogno di assimilare questo momento”. Poi ha precisato: “Viviamo la decisione del Pontefice nella sede e della serenità, perché è presa da un uomo di Dio, dalla fede e dall’umiltà assolutamente straordinarie, e ci ha per tanti anni comunicato un’intelligenza profonda della fede e del senso del vivere tramite un magistero assolutamente straordinario”.

L’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, anche lui presente al Concistoro, parla di “accoglienza nell’obbedienza per la decisione del Papa come per tutte le decisioni e scelte che egli ha compiuto nel suo ministero petrino” ed esprime “gratitudine per la luce e il vigore con cui ha sostenuto il cammino dei credenti in tempi difficili per la testimonianza del Vangelo ma anche per un magistero che è stato e continuerà ad essere riferimento di principi imprescindibili per l’umanità tutta”.

“Una notizia che ha sorpreso tutti, e che dice la grandezza di questo Papa”, sottolinea il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia. “Se il Santo Padre ha pensato e riflettuto, di fronte al Signore, ritenendo di non avere più le forze e le energie fisiche per il buon governo della Chiesa, dobbiamo renderci conto che abbiamo un grande Papa. Siamo particolarmente vicini, con l’affetto e la preghiera, al Santo Padre perché questa sua decisione dice la libertà della persona e, in un ecclesiastico, la libertà è sempre sinonimo di obbedienza a un dovere più grande”.

I vescovi dell’Umbria esprimono “la loro ammirata gratitudine per la generosa testimonianza di amore e servizio a Cristo e alla Chiesa universale resa nel corso dei sette anni di pontificato con la profondità della sua dottrina e la paternità del suo atteggiamento”. In una nota firmata dall’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale umbra, Gualtiero Bassetti, i presuli aggiungono che il Papa continuerà a “servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Chiesa”. Si sono subito raccolti in preghiera sulla tomba di san Francesco i frati di Assisi. La comunità religiosa si è detta “attonita e sorpresa”. “Preghiamo per il Papa e per la Chiesa in questo particolare momento storico”, riferisce un comunicato del Sacro Convento.

“Siamo testimoni di un avvenimento particolare nella storia della Chiesa”, scrive il vescovo di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser.

Per il vescovo di Rossano-Cariati, Santo Marcianò, “dalle parole con cui il Papa rinuncia al ministero di vescovo di Roma traspare la decisione sofferta ma serena dell’uomo di Dio che ha sempre vissuto il suo ministero con spirito di servizio, di dedizione, di amore”.

Con la decisione di Benedetto XVI, il Papa ha “rotto un tabù secolare”, ha detto l’arcivescovo di Parigi, cardinale Andrè Vingt-Trois, e presidente della Conferenza dei vescovi di Francia. “Personalmente considero il suo atto coraggioso. Per noi cristiani è un evento rilevante, per il suo carattere eccezionale, ma anche per la personalità del Papa”.

L’arcivescovo di Cracovia, cardinale Stanislaw Dziwisz, afferma di capire “la motivazione del Papa che guidava la Chiesa con grande saggezza e ponderatezza”.

“Siamo tristi per le dimissioni ma grati per gli otto anni come successore di Pietro” ha scritto il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York, in un comunicato ufficiale, aggiungendo che “come pastore ha partecipato al dolare in un incontro privato alla nunziatura di Washington, dove ha ascoltato con cuore aperto le vittime degli abusi sessuali commessi da esponenti del clero”.

Si dice “letteralmente sotto choc” il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi. “L’annuncio del Pontefice – dichiara – è un fatto che ha sconvolto tutti”.

“Sono molto dispiaciuto – fa sapere il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna ­–. Ci troviamo di fronte ad una dimensione completamente nuova”.

La rinuncia del Papa è “un’enorme sorpresa”, dichiara il portavoce della Conferenza dei vescovi svizzeri, Walter Mueller. “Il suo pontificato ha una grandissima importanza nella storia della Chiesa” e la decisione è maturata dopo aver “esaminato la sua coscienza”, precisa Mueller.

Reazioni sono giunte anche dai rappresentanti delle diverse confessioni cristiane e delle altre fedi.

“Le relazioni fra ortodossi e cattolici non cambieranno in seguito al cambiamento di Pontefice”, è il primo commento del Patriarcato di Mosca riportato dall’agenzia Interfax.

L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, primate della Comunione anglicana, spiega di aver appreso della rinuncia “con cuore afflitto” ma dichiara la sua “completa comprensione” nei confronti della scelta del Papa.

Il rabbino capo d’Israele, Yona Metzeger, ha lodato il ruolo di Benedetto XVI sottolineando come durante il suo pontificato “vi siano state le migliori relazioni mai avute fra la Chiesa e il Rabbinato” ed esprimendo “gran riconoscimento per l’avanzamento dei rapporti interreligiosi fra l’ebraismo, la cristianità e l’islam”.

Giacomo Gambassi

 

 

Fonte: Avvenire