Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Davanti ad un’anima forte il diavolo trema

Per definizione il diavolo è quella «invisibile potenza personale che dirige le forze del male in lotta con i disegni di Dio e a danno dell’uomo». «Quando pecchiamo, noi cadiamo sotto l’impero del diavolo – scrive S. Gerolamo – ed egli non ci dà mai riposo, ma ci spinge continuamente ad aggiungere delitto a delitto, finché se ne formi una montagna»

Il demonio si trova dappertutto e sempre cerca di perderci. Il demonio gira nell’aria, nell’acqua, sulla terra, nell’inferno… « I nostri persecutori, dice Geremia, vincono nella corsa le aquile, ci tengono dietro su per i monti, ci tendono imboscate nei deserti » (Lament. IV, 19).

Essi sono in un attimo dovunque loro vogliono, solo per permissione di Dio; vanno più rapidi del pensiero; vedono tutto senza essere veduti; intendono tutto senza farsi scorgere. Basti dire che il demonio è sempre in giro in cerca di preda: «Circuit quaerens quem devoret».

Questo andare e venire che il demonio ci va facendo intorno indica:

1° che egli è vagabondo e instabile, poiché abbandonando Dio col peccato, ha perduto la fermezza dello spirito. Egli che voleva sedere sul trono dell’Onnipotente, è condannato ad errare sempre, a non posare mai, neppure nell’inferno. Egli non godrà mai né riposo, né sonno.

2° Denota l’ira e l’insaziabile brama di nuocere, che lo rode;

3° le astuzie, le scaltrezze, le finzioni e gl’inganni suoi. 4° Principe del mondo, egli percorre il suo impero;

5° Cerca e va annusando come un segugio;

6° I suoi giri mostrano la sagacia delle sue esplorazioni; 7° Trae i peccatori a compiere il cerchio delle loro iniquità, affinché cadano allora nel cerchio dell’eternità infelice …

 

Scienza del demonio. Satana indaga il vizio, l’inclinazione, il lato  debole di ciascuno, e da questa parte lo assale. «Egli conosce, dice S.  Leone, chi deve accendere di cupidigia, a chi deve inoculare il veleno  dell’invidia, chi deve adescare con la gola, e chi deve solleticare con  la lussuria.

 

Sa chi può essere turbato dalla mestizia, chi sedotto dalla  gioia, chi vinto dal timore, chi guadagnato dal meraviglioso. Di  ciascuno studia le inclinazioni e gli affetti, scopre le cure e trova il  mezzo di nuocere dove l’uomo è più debole». Per permissione di Dio, il  diavolo è informato di tutto ciò che avviene su la terra.

 

Vede i  pensieri, i desideri, le parole, le azioni, le omissioni, il procedere  di tutti gli uomini. Egli sa e ricorda tutto ciò che è avvenuto dal  principio del mondo. Conosce tutti i raggiri, le volte e i ripieghi da  prendere per insinuarsi, sedurre, vincere, abbattere, ammazzare e  trascinare all’inferno. È tutt’occhi, tutt’orecchi, tutto lingua, tutto  spirito e intelligenza e avvedutezza e scienza. Benché sepolto nelle più  fitte tenebre, «vede, comprende, pesa».

 
Malizia e scaltrezze del demonio. Il demonio, nota S. Cipriano, è chiamato serpente, perché come il serpente striscia e s’insinua insensibilmente e nasconde il suo avanzare per ingannare.

Così grande è la sua astuzia, così fini e scaltre le sue arti, che fa cambiare la notte col giorno, il giorno con la notte, il veleno col rimedio; spinge alla disperazione sotto pretesto di speranza, alla diserzione simulando di condurre alla fedeltà; presenta al nostro culto l’Anticristo sotto il nome di Cristo. Di questo modo, sostituendo alla verità la menzogna, arriva a far scomparire la verità.

Del resto, già S. Paolo ammoniva i Corinzi che Satana si trasforma in angelo di luce per sedurre (II Cor. XI, 14).

La malizia, la scaltrezza, gli artifizi di Satana in ciò principalmente si manifestano: 1° che osserva i luoghi meno muniti e difesi, come dice S. Gerolamo; 2° che non presenta mai all’uomo, come notava già il Crisostomo, il peccato in modo scoperto, ma sempre travestito e camuffato, non si avventa d’un salto, ma cammina pian piano, s’infiltra inosservato per le fessure finché sommerge interamente tutto.

Per far cadere nel peccato si nasconde, poiché così laido e schifoso e orribile è il suo aspetto, che se si mostrasse come è, non lo avvicinerebbe nessuno.

Egli cela la bruttezza del peccato, di quel peccato che, figlio di Satana, è lurido, sporco, orribile come suo padre; egli dà al peccato l’apparenza ed il nome di dolcezza, di fiori, di felicità, e anche di virtù.

Nasconde l’amo del peccato, e soprattutto della voluttà, affinché restiate presi a quest’ago pungente e mortifero, mentre gustate i piaceri fallaci e avvelenati.

l’articolo continua su La Milizia di S. Michele Arcangelo

 

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