Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Discorso di congedo del S. Padre all’Aeroporto Internazionale Galeão/Antonio Carlos Jobim

Signor Vice-Presidente della Repubblica, Distinte Autorità nazionali, statali e locali, Caro Arcivescovo di São Sebastião do Rio de Janeiro, Venerati Cardinali e Fratelli nell’Episcopato, Cari amici! Tra pochi istanti, lascerò la vostra Patria per ritornare a Roma.

Parto con  l’animo pieno di ricordi felici; e questi – sono certo – diventeranno preghiera.  In questo momento comincio a sentire un inizio di nostalgia.

Nostalgia del  Brasile, questo popolo così grande e dal cuore grande; questo popolo così  amichevole. Nostalgia del sorriso aperto e sincero che ho visto in tante  persone, dell’entusiasmo dei volontari. Nostalgia della speranza negli occhi dei  giovani dell’Ospedale San Francesco. Nostalgia della fede e la gioia in mezzo  alle avversità dei residenti di Varginha.

Ho la certezza che Cristo vive ed è  effettivamente presente nell’agire di tanti e tante giovani e di tante persone  che ho incontrato in questa settimana indimenticabile. Grazie per l’accoglienza  e il calore dell’amicizia che mi sono stati dimostrati! Anche di questo comincio  a sentire nostalgia.

Ringrazio in particolare la Signora Presidente, qui rappresentata dal suo Vice-Presidente, per essersi fatta interprete dei  sentimenti dell’intero popolo del Brasile verso il Successore di Pietro.

Cordialmente ringrazio i miei fratelli Vescovi e i loro numerosi collaboratori  per aver reso questi giorni una stupenda celebrazione della nostra feconda e  gioiosa fede in Gesù Cristo. Ringrazio, in modo speciale, Mons. Orani Tempesta, Arcivescovo di Rio de  Janeiro, i suoi Vescovi Ausiliari, e Mons. Raymundo Damasceno, Presidente della  Conferenza Episcopale.

Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte alle  celebrazioni dell’Eucaristia e agli altri eventi, a chi li ha organizzati, a  quanti hanno lavorato per diffonderli attraverso i media.

Ringrazio, infine,  tutte le persone che in un modo o nell’altro hanno saputo rispondere alle  esigenze di accoglienza e di gestione di un’immensa moltitudine di giovani, e  non ultimi i tanti che spesso nel silenzio e nella semplicità hanno pregato  perché questa Giornata Mondiale della Gioventù fosse una vera esperienza di  crescita nella fede. Che Dio ricompensi tutti, come solo Lui sa fare!

In questo clima di gratitudine e di nostalgia, penso ai giovani protagonisti di  questo grande incontro: Dio vi benedica per una così bella testimonianza di  viva, profonda e lieta partecipazione in questi giorni!

Molti di voi sono venuti  in questo pellegrinaggio da discepoli; non ho alcun dubbio che tutti ora partono  da missionari. Con la vostra testimonianza di gioia e di servizio fate fiorire  la civiltà dell’amore. Dimostrate con la vita che vale la pena di spendersi per  grandi ideali, di valorizzare la dignità di ogni essere umano, e di scommettere  su Cristo e sul suo Vangelo.

È stato Lui che siamo venuti a cercare in questi  giorni, perché è Lui che ci ha cercati per primo, è Lui che ci fa infiammare il  cuore per proclamare la Buona Novella, nelle grandi città e nei piccoli centri,  nelle campagne e in tutti i luoghi di questo nostro vasto mondo. Io continuerò a  nutrire una speranza immensa nei giovani del Brasile e del mondo intero: per  mezzo loro, Cristo sta preparando una nuova primavera in tutto il mondo. Io ho  visto i primi risultati di questa semina, altri gioiranno con il ricco raccolto!

Il mio pensiero finale, la mia ultima espressione di nostalgia, si rivolge a  Nostra Signora di Aparecida. In quell’amato Santuario mi sono inginocchiato in  preghiera per l’umanità intera e in particolare per tutti i brasiliani.

Ho  chiesto a Maria che rafforzi in voi la fede cristiana, che fa parte della nobile  anima del Brasile, come pure di tanti altri Paesi, tesoro della vostra cultura,  incoraggiamento e forza per costruire una umanità nuova nella concordia e nella  solidarietà.

Questo Papa se ne va e vi dice “a presto”, un “presto” pieno di nostalgia, e vi  chiede, per favore, di non dimenticavi di pregare per Lui. Questo Papa ha  bisogno della preghiera di tutti voi. Un abbraccio a tutti. Che Dio vi benedica!

 

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