diavolo?», il Papa ha spiegato che «la pompa del diavolo erano soprattutto i grandi spettacoli cruenti, in cui la crudeltà diventa divertimento, in cui uccidere uomini diventa una cosa spettacolare». Potremmo ritenere che parlare di pompa diaboli sia oggi anacronistico: i combattimenti dei gladiatori non ci sono più, mentre norme di sicurezza via via più attente tutelano l’incolumità di sportivi, attori e animali.Prosegue il Papa: «oltre a questo significato immediato della parola “pompa del diavolo”, si voleva parlare di (…) un modo di vivere, nel quale non conta la verità ma l’apparenza, non si cerca la verità ma l’effetto, la sensazione, e, sotto il pretesto della verità, in realtà, si distruggono uomini, si vuole distruggere e creare solo se stessi come vincitori».
È sotto gli occhi di tutti quanto questa tendenza si sia rafforzata nel mondo contemporaneo. Per questo, nota ancora Benedetto xvi, «questa rinuncia era molto reale: era la rinuncia ad un tipo di cultura che è un’anti-cultura, contro Cristo e contro Dio. (…) Essere battezzati significa proprio sostanzialmente un emanciparsi, un liberarsi da questa cultura (…) Una cultura che non cerca il bene, il cui moralismo è, in realtà, una maschera per confondere, creare confusione e distruzione». Pompa diaboli è il mondo intero, quando viene ridotto a spettacolo.
Leonardo Lugaresi
Fonte: L’Osservatore Romano


