Dove sono finiti i nostri teologi? Perché tacciono? Video


riceve-le-95-tesiIl 13 ottobre scorso Papa Bergoglio ha ricevuto in Vaticano una delegazione di luterani provenienti da varie parti della Germania, che gli hanno fatto dono di una statua di Martin Lutero recante in mano il testo delle 95 tesi che il 31 ottobre 1517 furono affisse sulla porta della cattedrale di Wittenburg per contestare il commercio delle indulgenze. I pellegrini sono poi stati ricevuti nell’Aula Paolo VI dove, dopo il saluto di Joachim Liebig, presidente della Chiesa evangelica della regione tedesca dell’Anhalt che quasi subito aderì alla Riforma, il Pontefice ha tenuto il suo discorso.

Le sue parole sono ascoltabili nel video sottostante, ma è di tutta evidenza che nel suo intervento ha enunciato, come condivisi, i principi del luteranesimo sulla predestinazione e la giustificazione senza merito, principi che il Concilio di Trento ha già dichiarato eretici.

Poi, rispondendo ad una ragazza tedesca che gli aveva chiesto cosa dire ai suoi amici che non credono, ha terminato il suo magistrale sermone con queste esatte parole, pronunciate in tono perentorio:

“L’ultima cosa che devi fare è dire. Tu devi vivere come cristiana scelta, perdonata e in cammino, non è lecito convincerli della tua fede, il proselitismo è il veleno più forte contro il cammino ecumenico.

Tu devi dare testimonianza della tua vita cristiana. La testimonianza inquieta il cuore, il cuore di quelli che ti vedono, e da questa inquietudine nasce la domanda : ‘Perché quest’uomo è così?’ … Questo è preparare il terreno perché lo Spirito Santo, che è quello che lavora nei cuori, faccia quello che deve fare, ma lui deve dire, non tu”

A parte il fatto che chiunque sa che la testimonianza della propria vita da sola non è sufficiente (altrimenti, ad esempio, tutta l’India si sarebbe convertita vedendo Madre Teresa), la sua risposta alla domanda della giovane è in contraddizione con quanto aveva affermato un attimo prima, infatti se la fede è una grazia di predestinazione allora nulla vale a nulla.

Ma proprio oggi nella seconda lettura della messa in rito romano S. Paolo gli dà sonoramente torto, e la Chiesa Cattolica ha fatto suo l’insegnamento di S. Paolo.

 

2 Tm 3, 14 – 4, 2

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo.

Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

E Gesù alla fine del Vangelo, sempre di oggi, chiede:
“Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Paola de Lillo