Ecco la vera ragione – che nessuno vi dice – dell’esplosione del PD – di Antonio Socci


RENZI-MERKELGiulio Andreotti – a ridosso dell’unificazione tedesca – coniò una battuta memorabile: “Amo talmente la Germania che ne preferivo due”. Oltre al passato gli ha dato ragione il futuro. In effetti la tentazione “imperiale” tedesca sull’Europa è tornata fuori e stavolta si è realizzata (pagata da noi) tramite l’euro e la Ue. Molti italiani pensano del Pd la stessa cosa che Andreotti pensava sulla Germania e – se ci sarà – brinderanno alla scissione.

Il Pd – fra l’altro – è stato in Italia il vero punto di riferimento del “partito tedesco”. E’ stato, già con l’Ulivo, il “partito dell’Euro” e della Ue, che sono all’origine di gran parte dei nostri guai.

Il Pd e il suo governo continuano ad essere allineati alla Germania, come dimostra anche una notizia recente sulla Grecia e il Fmi.

 

TRAGEDIA GRECA

Federico Fubini mercoledì, sul Corriere, ha ricordato la “dottrina Schäuble”, il ministro tedesco delle finanze che incarna l’ideologia economica tedesca imposta ai paesi della Ue: lacrime e sangue.

In Grecia (come peraltro in Italia) si è visto che tale ideologia dell’austerità, non ha prodotto più crescita, ma più debito e più disoccupazione: “otto anni dal primo salvataggio (della Grecia)” scrive Fubini “la spesa sanitaria greca è scesa da 1.459 a 790 euro l’anno per abitante, la spesa per l’istruzione da 888 a 748 euro, la spesa per la difesa è salita fra il 2013 e il 2014 da 360 a 454 euro… ma chissà quanto di essa beneficino i fornitori tedeschi e francesi di commesse militari.

L’economia greca è già crollata del 29 per cento per errori commessi ad Atene, ma anche a Bruxelles o a Berlino e malgrado ciò ha abbattuto il deficit del 14% del Pil. Un primato unico nella storia, che ha contribuito a far esplodere (non a ridurre) il debito”.

La cosa incredibile è che Schäuble chiede ancora più austerità, più lacrime e sangue, per dieci anni, ma quella più assurda è che al Fondo monetario internazionale i Paesi non europei l’hanno giudicata una follia inutile, mentre – c’informa Fubini – il ministro italiano per l’Economia Pier Carlo Padoan, con quello francese, “hanno schierato i loro Paesi con Schäuble”.

Dimenticando di essere l’Italia e la Francia che poi chiedono flessibilità per sé alla Ue, ma dimenticando pure che (quantomeno) l’Italia, su questa strada, si avvia a fare la stessa fine della Grecia. E’ lo stesso “massacro sociale”.

 

TRAGEDIA EURO

Il problema del Pd non è tanto di date del Congresso: è il fallimento dell’euro e di questa Europa di cui – come ripetono Alfredo D’Attorre e Stefano Fassina – il Pd dovrebbe chiedere scusa.

Fassina ha scritto: “Per ricostruire la sinistra dobbiamo prendere atto che i fiori all’occhiello dell’Ulivo, ossia il mercato unico e l’euro, sono stati fattori di aggravamento delle conseguenze negative della globalizzazione.

Hanno colpito il popolo che la sinistra avrebbe dovuto rappresentare. Dobbiamo prendere atto che la svalutazione del lavoro è la fisiologia della moneta unica. Il mercantilismo tedesco ha radici profonde. Per attuare la nostra Costituzione, è necessario superare l’euro”.

Ha aggiunto: “Oggi va di moda separare il Pd dal renzismo. Fa parte della rimozione politica scaricare le responsabilità sull’ultimo arrivato. Ma Matteo Renzi non è un incidente di percorso nel Pd”.

Non sapendo fare una così radicale autocritica il Pd, di fronte alla crisi sociale e alle conseguenti batoste elettorali, va in frantumi.

Massimo Cacciari da anni sostiene che il Pd è un connubio innaturale fra due storie politiche (Dc e Pci) inconciliabili. E’ incredibile che Renzi superi l’Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e poi si proclami leader della Sinistra.

O che abbia portato il Pd nei socialisti europei (i socialisti che in Francia hanno appena approvato una legge che punisce pure col carcere i siti pro life) e poi chieda il voto dei cattolici.

Ognuno ritrovi un’identità sua e una politica coerente.

 

Antonio Socci

Da “Libero”, 18 febbraio 2017-02-18

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