Era un bambino tra i boat people in fuga dal Vietnam, oggi è prete tra gli sfollati di Fukushima


Fukushima (AsiaNews) – Fuggito con la famiglia dal Vietnam del sud, accolto in Giappone 28 anni fa, oggi il 36enne sacerdote Nguyen Quang Thuan “ricambia” il Paese che lo ospita dedicandosi all’aiuto psicologico di coloro che sono stati evacuati dalle proprie case in seguito al disastro della centrale nucleare di Fukushima del marzo 2011.

Sono persone ospitate in alloggi temporanei nella città di Iwaki, prefettura di Fukushima, che tendono a rimanere isolate all’interno delle attuali abitazioni e per le quali è stato istituito un luogo di incontro chiamato “outreach cafe”, caffè di sensibilizzazione.

Il sacerdote vietnamita vi si reca ogni giorno: prega per gli sfollati, li ascolta, cerca di aiutarli a uscire dall’isolamento, a socializzare. Don Thuan si dedica a 10 complessi abitativi temporanei, in collaborazione con volontari della chiesa cattolica di appartenenza e insieme chiacchierano con i residenti. “Gli sfollati – spiega – si chiedono con preoccupazione se potranno in futuro tornare alle loro case. Io cerco di farli essere positivi sul loro futuro, anche se è solo un po’”.

Nato nella periferia di quella che allora si chiamava Saigon, dove la sua famiglia aveva una piantagione di caffè, Thuan aveva 5 anni quando i suoi genitori decisero di fuggire dal Paese, nel timore di persecuzioni da parte dei comunisti, vincitori della guerra del Vietnam.

Fu così che una notte si trovò, insieme con la sorella di 12 anni, su uno dei tanti battelli dei “boat people”, quasi un milione e mezzo di persone che dopo il 1975 sono fuggite da Vietnam, Laos e Cambogia.

Sulla barca, c’era cibo appena sufficiente per tre o quattro giorni. Thuan si nutriva con lo zucchero che i suoi genitori gli avevano dato. Durante il viaggio, una barca senza bandiera ha abbordato la loro: uomini armati sono saliti a bordo in cerca di denaro. “Non mi riesce di vedere film di pirati”, rivela don Thuan, che conserva vivido il  ricordo di quell’esperienza.

Malgrado tutto, dopo più di una settimana il battello di Thuam arrivò all’isola indonesiana di Galang. Trascorsi due anni in un campo per rifugiati, insieme a sua sorella riuscì ad andare in Giappone, dove l’intera famiglia riuscì a riunirsi sei anni dopo. Ad accoglierli la chiesa cattolica della prefettura di Miyazaki.

Anche i primi anni di scuola non sono stati facili: iscritto alle elementari, Thuan è stato vittima di bullismo e di conseguenza per un po’ non ha frequentato. Ma ha studiato duro ed è riuscito a farsi ammettere al dipartimento di teologia presso la facoltà di Nanzan dell’Università di scienze umanistiche. “Ho voluto dedicarmi agli altri – racconta – diventando prete come il sacerdote della chiesa che ha accolto la mia famiglia”.

“Gli sfollati – dice – arrivano agli alloggi temporanei per sfuggire dalle radiazioni. Anche io sono fuggito dal mio paese e sono arrivato qui. Molte persone mi hanno aiutato ad arrivare dove sono ora. E’ naturale per me aiutare gli altri”.