Exorcismus – di Andrea Tornielli


Per un paio di giorni, sulla scena mediatica – Tv, carta stampata e Internet – è tornato alla ribalta il diavolo. O meglio un presunto «esorcismo» che sarebbe stato compiuto da Papa Francesco, su un giovane sofferente e a quanto pare «disturbato» da presenze demoniache.

 

Le immagini della brevissima preghiera che Bergoglio ha fatto tenendo entrambe le mani sul capo di questa persona e la reazione del giovane, hanno fatto il giro del mondo. Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, ha precisato che il Papa non aveva intenzione di fare alcun esorcismo ma solo di pregare per una persona sofferente. Esorcismo si, esorcismo no, esorcismo forse. O meglio, «giallo» sull’esorcismo del Papa.

 

Poco più di un anno fa era accaduta la stessa cosa con Benedetto XVI, anche se in quel caso non c’erano immagini. Padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti italiani e non nuovo a interviste shock sul suo rapporto conflittuale con il principe delle tenebre, aveva concesso una lunga intervista trasformata in libro dal vaticanista Paolo Rodari e raccontava di un episodio accaduto nel maggio 2009 in piazza San Pietro, quando due indemoniati avevano cominciato a dimenarsi e a dare in escandescenze mentre Papa Ratzinger si avvicinava.

Benedetto XVI, in lontananza, su era limitato a tracciare un segno di croce, una benedizione a distanza, che però era bastata per far infuriare i due soggetti. Anche un anno fa, dopo che il settimanale «Panorama» aveva parlato di «esorcismo del Papa», padre Lombardi aveva ridimensionato e smentito: «Si tratta di un racconto senza fondamento. Non si può dire che il Papa abbia effettuato un esorcismo perché non era stato informato» della presenza dei due uomini.

 

Che cosa è dunque accaduto con Francesco? Perché l’episodio è stato ridimensionato, spiegando che il Papa non aveva alcuna intenzione di fare un esorcismo? Se un tempo la più grande vittoria di satana era quella di far credere che non esiste, oggi si può dire che la sua più grande vittoria sia quella di far credere che esiste solo in queste manifestazioni eccezionali e spettacolari: negli indemoniati, nelle messe nere, nelle sette sataniche talvolta tristemente famose perché balzate al disonore della cronaca. Guardare queste manifestazioni comodamente seduti davanti alla TV, dà l’idea che il diavolo sia solo lì e dunque la sua azione non ci riguardi mai da vicino.

 

L’esorcismo è un rito da non sottovalutare. Le testimonianze di chi ha avuto in qualche modo a che fare con le possessioni diaboliche sono raccapriccianti. L’esorcismo non può essere reso noto, né tantomeno può svolgersi in presenza di telecamere o registratori.

La Chiesa fugge o dovrebbe fuggire da ogni sensazionalismo al riguardo, non perché ritenga questi fenomeni un retaggio medioevale politicamente scorretto, ma proprio perché conosce serietà e gravità della materia trattata. Senza contare la privacy a cui ha diritto chi ne è vittima. È più che comprensibile dunque che venga ribadito che il Papa non aveva intenzione di compiere un esorcismo (non conosceva il caso, era la prima volta che si trovava di fronte quella persona, si è trattato di un passaggio durato pochi secondi), anche se una preghiera o una benedizione del vescovo di Roma può avere conseguenze oggettive che vanno al di là dell’intenzione.

 

L’altra faccia del sensazionalismo, l’esito non voluto, è la ridicolizzazione. Ma il Papa che ha citato spesso il diavolo nelle sue prediche, come ogni sincero credente, sa bene che con il maligno e con le sue manifestazioni non si scherza.

 

Fonte: il blog di Andrea Tornielli