Faisalabad: giovane musulmano profana una statua della Vergine, arrestato


Faisalabad (AsiaNews) – Il volto sfregiato, lo sguardo compassionevole, i cocci, sparsi dappertutto, assieme ai vetri in frantumi. La parte posteriore della tunica resta ancora in piedi, con la base fissata ai mattoni che fanno da contorno alla grotta. Appare così, agli occhi dei fedeli, la statua della Madonna di una chiesa di Faisalabad (nel Punjab), presa di mira da un fanatico musulmano che l’ha ridotta a un cumulo di cocci.

 

E l’immagine (nella foto) alimenta il senso di frustrazione e impotenza, di una minoranza religiosa colpita anche nei suoi simboli più cari e sacri come la Vergine Maria; una figura peraltro onorata e rispettata anche nella tradizione islamica.

Alle 10 di sera del 30 novembre scorso il 26enne musulmano Sabar Shah, figlio di Abid Shah, residente a Chak Jumra, distretto di Faisalabad, ha profanato la grotta e distrutto una statua della Vergine, prendendola a sassate. Essa si trovava all’interno di una teca, incastrata in un muro di mattoni, nella chiesa cattolica di San Pio. A fare la scoperta un catechista di nome Babu Palus Boota, che ha subito avvisato il parroco, p. Abid Tanveer, che in quel momento rientrava da una breve visita a Lahore.

Il giorno successivo la polizia ha aperto un fascicolo di inchiesta, dietro denuncia del sacerdote assistito dagli attivisti della Commissione nazionale di Giustizia e Pace (Ncjp) della Chiesa cattolica, in base all’articolo 295 del Codice penale. La comunità cristiana ha manifestato ira e sconcerto per l’atto blasfemo, ma i leader cattolici dell’area hanno saputo mantenere la calma, evitando di esacerbare animi già esasperati. Alle due del mattino del 3 dicembre le forze dell’ordine hanno arrestato il giovane musulmano, che ha confessato il crimine e ora è soggetto al regime di custodia cautelare in carcere, in attesa di processo.

Interpellato da AsiaNews il parroco p. Abid Tanveer sottolinea che “la Madonna è una componente fondamentale della nostra fede” e “l’atto di profanare una statua serve solo a  ferire l’animo  dei cristiani”. Egli lancia un appello al governo, perché vengano impartite pene severe contro quanti alimentano l’odio e l’estremismo a sfondo confessionale. “Il colpevole – conclude – va perseguito secondo la legge”. Sposa la sua tesi anche p. Khalid Rashid Asi, vicario generale di Faisalabad, secondo cui questa vicenda mostra che “i fondamentalisti non sono in grado di promuovere relazioni pacifiche fra fedi diverse”.

 

Fonte: AsiaNews