Francia: manifestazioni contro il progetto di legge “matrimonio per tutti”


Francia in fermento per il progetto di legge che apre il diritto al matrimonio e all’adozione alle coppie omossessuali e che sarà presentato il 7 novembre al Consiglio dei ministri. Ieri si sono svolte in 75 città del Paese (Parigi, Lione, Lille, Strasburgo, Digione) manifestazioni contro il progetto di legge.

È in questo contesto – riferisce l’agenzia Sir – che, dal 3 all’8 novembre, si svolgerà l’Assemblea plenaria dei vescovi francesi a Lourdes; nel delineare ai giornalisti le questioni che verranno affrontate, mons. Bernard Podvin, portavoce della Conferenza episcopale francese, ha detto che la prolusione del cardinale presidente André Vingt-Trois avrà “una tonalità politica forte”.

Sebbene la Conferenza episcopale ha sempre mantenuto un certo riserbo nell’indire manifestazioni di piazza, in questi ultimi due mesi – dal momento cioè in cui all’inizio di settembre il ministro della Giustizia aveva annunciato le intenzioni del governo sul matrimonio gay – la Chiesa cattolica e i vescovi singolarmente hanno più volte espresso la loro opinione chiedendo di aprire su questo argomento “un vasto dibattito nazionale”.

Ieri la Conferenza episcopale ha pubblicato sul suo sito una lunga serie di riflessioni dei vescovi sul progetto di legge. Nell’introdurli si precisa che l’esame del progetto da parte dei deputati francesi è previsto per metà dicembre ma potrebbe slittare a fine gennaio 2013. “Dietro a questa proposta – afferma mons. Yves Le Saux, vescovo di Le Mans – c’è la teoria del genere.

Si cerca cioè di far passare l’idea secondo la quale la differenza sessuale non è di ordine biologico e non riguarda l’identità della persona, lasciando quindi a ciascuno la possibilità di scegliere il proprio orientamento sessuale indipendentemente dal sesso”. “Queste questioni – aggiunge – sono fondamentali e non possono dipendere da scelte superficiali… Non posso quindi che invitare tutti a riflettere, a mobilitarsi dando vita ad un dibattito serio, senza violenza, con carità e delicatezza”.

Secondo mons. Hippolyte Simon, arcivescovo di Clermont-Ferrant e vice-presidente della Conferenza episcopale francese, “occorre chiedere al governo di precisare il modo con cui intende regolare le questioni amministrative, prima di procedere al voto della legge”. Perché se il progetto di legge che prevede la cancellazione di ogni riferimento ai termini “madre-padre” per un più generico “genitori”, dovesse passare, “occorrerà riscrivere numerosi articoli del codice civile. È impossibile – sostiene mons. Simon – lasciare ai giuristi il compito di regolare con dei semplici decreti applicativi una questione così decisiva per i figli, la paternità e la maternità, in una parola per l’identità stessa dell’individuo”.

Mons. Laurent Ulrich, arcivescovo di Lille e vice-presidente della Conferenza episcopale, punta il dito sulla definizione che è stata data al progetto di legge, “un matrimonio per tutti”. “Resteranno sempre – afferma – delle situazioni a cui sarà impedito il matrimonio: uno zio e una nipote, un fratello e una sorella continueranno a vedersi impedito il matrimonio”. Ma è soprattutto la possibilità che la legge dà alle coppie omosessuali di accedere all’adozione, la parte che più viene reputata delicata.

“Nel progetto di legge che sarà proposto – afferma infatti il vescovo di Lourdes, mons. Nicolas Brouwet – l’adozione non sarà più un mezzo per aiutare dei bambini, ma una maniera per istituzionalizzare un diritto al bambino, il che è radicalmente diverso”.

Sempre a questo riguardo, il vescovo di Versailles, mons. Eric Aumonier fa notare che “occorre prima di tutto far valere il bene del bambino. È lui il primo soggetto da tutelare e non può passare dopo il desiderio, benché sincero, degli adulti a diventare genitori”.

Le domande e le riflessioni sono tante – commenta da parte sua mons. Michel Dubost, vescovo di Evry-Corbeil secondo il quale è opportuno aprire sulla questione un vasto dibattitto a cui possono partecipare tutti, “psichiatri, psicologi, filosofi e studiosi, evitando però le visioni semplicistiche e pseudo-scientifiche e gli studi che avvalorano una sola tesi”. (R.P.)

Fonte: Radio Vaticana