Frau Merkel, BCE, Corte europea… tutti comandano in Italia, salvo gli italiani – di Paolo Deotto


Nell’ultima occasione in cui il Loden è andato a scodinzolare, pardon, conferire, con la signora Merkel, Cancelliera del IV Reich, si è parlato anche di elezioni in Italia. Il Giornale ci informa che la suddetta signora avrebbe manifestato le sue preoccupazioni per le possibili, anzi probabili, “avanzate delle forze populiste”.

 

 In altre parole, gli elettori, ormai esasperati da una situazione economica insostenibile, potrebbero dare molta fiducia a quei partiti, che seppur in modo confuso e “populista”, sostengono la necessità di sganciarsi dall’Europa. Certo, non stupisce che un’ex funzionaria comunista, come la signora Merkel, provi un pochino di schifo per il popolo, il cui compito è ubbidire, lavorare e mangiare (quest’ultima funzione, solo quando gli viene ordinato).

Resta il fatto che un minimo di “galateo” nei rapporti internazionali avrebbe imposto, fino a pochi anni fa, che un rappresentante di uno Stato si astenesse dai commenti sulla politica di un altro Stato; ma ormai siamo in fase di ecumenico abbraccio finanziario-patriottico, dove la nuova patria è l’Unione Europea, il nuovo vessillo per cui credere, obbedire e combattere è l’Euro, e la nuova coscienza è la mancanza di coscienza.

Ma proseguiamo sui timori della Frau. Il Loden preoccupato forse di una drastica riduzione, a scopo punitivo, dei buffetti sulla guancia, ha subito rassicurato la Cancelliera: “l’Italia continuerà a fare la sua parte, coniugando rigore e crescita anche dopo le elezioni grazie alla “maggiore maturità” dei partiti e ai paletti europei”. Dulcis in fundo “la Merkel e Monti hanno convenuto che occorre erigere un cordone difensivo intorno all’euro e al processo di integrazione politica”.

Qui è opportuno fare qualche riflessione.

Anzitutto, l’Italia come Stato sovrano non esiste più. Il diritto di emettere moneta lo abbiamo perso da un pezzo. La nostra politica economica non è più sottoposta al controllo del Parlamento (ridotto a una macchina per votare fiducie in automatico), ma al placet di BCE, Fmi, Consiglio Europeo ed ovviamente IV Reich. La Corte Europea (vedi la recente sentenza sulla legge 40) amministra un nuovo modello di giustizia sovrannazionale. Ora, in più, la Merkel non ha quel minimo di pudore che dovrebbe impedirle di sindacare su libere (si spera…) elezioni in un altro Stato.

Insomma, sull’Italia comandano tutti, salvo gli Italiani. Non venite a dirci che abbiamo un governo italiano. Questa accolita di piccoli Quisling hanno un compito ben preciso, e quando i loro padroni li avranno utilizzati, li manderanno a casa a calci nel sedere. Se il Loden avesse un minimo a cuore la dignità dell’Italia, a un capo di un governo estero, che esprime timori sul fatto stesso che in Italia si vada a votare, avrebbe dovuto rispondere in modi assai duri. Al contrario: in base a chissà cosa, fa l’oroscopo e dice che in Italia tutto andrà bene, “coniugando rigore e crescita anche dopo le elezioni grazie alla “maggiore maturità” dei partiti e ai paletti europei”.

Il fatto che i partiti, tradendo i loro elettori, si siano ridotti a macchine da voto con la stessa dignità delle famose tre scimmiette, viene definito “maggiore maturità”. Sarebbe inoltre interessante che il Loden specificasse in cosa consista il “cordone difensivo intorno all’euro e al processo di integrazione politica”. Né l’Euro, né l’integrazione politica, che vuole poi dire cessione definitiva della sovranità, sono dogmi. Cosa si intende fare? Attivare tanti bravi e disciplinati PM per aprire inchieste a tempo debito sui pochi politici che hanno l’ardire di criticare la UE? O scoprire che sono evasori fiscali? (orrore!) O pubblicare qualche intercettazione telefonica? (solo quelle che imbarazzano Napolitano non vanno pubblicate. Perché?)

Ma infine, con quale spudoratezza si può parlare di “rigore e crescita”?

Rigore: certamente. Ma meglio sarebbe parlare di politica fiscale opprimente, di Stato di polizia e di manipolazione della pubblica opinione, per far credere che l’evasione fiscale (a prescindere dalla giustizia di certe imposizioni) sia la vera causa dei nostri mali, e che l’evasore sia il vero mostro da combattere. Si potrebbe parlare di tagli a servizi essenziali, come la Sanità, si potrebbe parlare di demolizione della previdenza…

Crescita? Dopo nove mesi dal colpo di Stato che ha portato la gang Monti al potere, l’Istat ci informa che:

Il tasso di disoccupazione continua a essere a livelli da record (10,7%). Per la disoccupazione giovanile i dati sono altamente drammatici:

DISOCCUPAZIONE GIOVANI – Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a luglio è al 35,3%, in aumento di 1,3 punti percentuali su giugno e di 7,4 punti su base annua. Lo rileva l’Istat (dati destagionalizzati e provvisorie). Il ritmo di crescita annuo della disoccupazione giovanile è triplo rispetto a quello complessivo. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 618 mila. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni nel secondo trimestre del 2012 sale al 33,9%, dal 27,4% del secondo trimestre 2011. Lo rileva l’Istat (dati grezzi). E’ il tasso più alto, in base a confronti tendenziali, dal secondo trimestre del 1993, inizio delle serie storiche. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24enni) nel secondo trimestre 2012 tocca un picco del 48% per le ragazze del Mezzogiorno. Lo rileva l’Istat (dati grezzi).

Inflazione: Il tasso d’inflazione annuo ad agosto registra una risalita, passando al 3,2% dal 3,1% di luglio. Lo rileva l’Istat nelle stime preliminari, aggiungendo che su base mensile i prezzi sono cresciuti dello 0,4%. La spinta ai prezzi arriva dai rialzi congiunturali di carburanti e trasporti. Ad agosto il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, cioè i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è del 4,3% su base annua, un rialzo superiore al tasso d’inflazione (3,2%) e a quanto registrato a luglio (4%). Lo rileva l’Istat nelle stime. I prezzi dei carburanti ad agosto risalgono rispetto a luglio: la benzina rincara del 3,6% e il gasolio per mezzi di trasporto aumenta del 4,4%. Su base annua si registrano accelerazioni sia per la verde, che sale al 15,1% (dal 12,5% di luglio), sia per il diesel, in rialzo del 17,5% (dal 14,2% di luglio).

INFLAZIONE EUROZONA SALE DI NUOVO – Torna a crescere l’inflazione nell’eurozona ad agosto, che sale al 2,6% dal 2,4% di luglio. Sono le indicazioni fornite da Eurostat in base alla prima stima flash.

Il quadro complessivo è quello del disastro. Del resto, questo disastro è coerente col disegno massonico di governo mondiale guidato dai saggi iniziati. Un passaggio obbligato è la distruzione delle Nazioni, e questa la si sta perseguendo con cinismo tanto lucido quanto folle. I due aggettivi non sono in contrasto: il paranoico è appunto il folle “lucido”; ben sappiamo che chi vuol fare a meno di Dio lavora per il diavolo, si costruisce gli idoli (“mercati”, “euro”, “unità irreversibile dell’Europa”) e la fine di tutti gli idolatri è la follia. Cerchiamo anche di tenere a mente che questa Europa ha manifestato più volte la sua materna preoccupazione per i diritti degli omosessuali (che non si capisce perché debbano avere diritti “aggiuntivi” rispetto a tutti gli altri cittadini), per le famiglie “alternative”, per il diritto delle mamme a sopprimere i figli (c.d. “aborto”). Chi sostiene queste mostruosità, per chi sta lavorando, se non per il diavolo?

Ben meno coerenti sono i politici che si professano cattolici o quantomeno non fanno aperta professione di ateismo e stanno lavorando perché il disastro di cui abbiamo appena parlato possa andare fino in fondo. Incoscienti o cretini?

Ci viene ripetuto sino alla nausea che l’uscita dall’euro sarebbe una “catastrofe”. Perché? Nessuno lo ha spiegato chiaramente. Ma, a parte un possibile periodo di rialzo dell’inflazione, peraltro compensato dai benefici di una svalutazione per le nostre esportazioni, il discorso va approfondito, con alcune serie riflessioni, su cui ritorneremo a breve.

Il dilemma Europa – Non Europa va risolto a tempi brevi, ed è senza dubbio il più drammatico problema che dovrà affrontare la maggioranza che uscirà dalle elezioni. Il rischio concreto è che il nuovo simbolo dell’Italia divengano i minatori del Sulcis: disperati, asserragliati sottoterra, e con la disponibilità di un deposito di esplosivi.

Fonte: Riscossa Cristiana