Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Giù le mani dalla croce

La Chiesa ortodossa russa non può restare a braccia conserte quando in Europa la religione cristiana è calpestata: lo ha detto l’igumeno Philip (Ryabykh), rappresentante del Patriarcato di Mosca al Consiglio d’Europa, in una dichiarazione a «La Voix de la Russie». Il riferimento è alle due cittadine britanniche licenziate per aver rifiutato di togliere la croce cristiana da loro indossata sul luogo di lavoro: i casi dell’addetta al check-in della British Airways all’aeroporto di Heathrow, Nadia Eweida, e dell’infermiera Shirley Chaplin saranno presto all’esame della Corte europea dei diritti dell’uomo e i rappresentanti ortodossi, assieme a giuristi russi, hanno già garantito pieno appoggio.

Una situazione che, a detta di Philip, è senza precedenti.
Le due donne hanno chiesto alla Corte di riconoscere che la libertà di religione è stata violata e che esse sono state discriminate proprio in riferimento alla loro appartenenza religiosa. Il legislatore britannico — si legge su «La Voix de la Russie» — non ha tuttavia atteso che il caso fosse portato davanti ai giudici di Strasburgo e ha proposto una norma che consente al datore di lavoro di licenziare i dipendenti che rifiutano di nascondere la loro appartenenza alla religione cristiana.

«La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo — ha detto l’igumeno Philip — verrà applicata in tutti i Paesi che fanno parte del Consiglio d’Europa, fra i quali la Russia, l’Ucraina, la Bielorussia, la Moldova, vale a dire a tutti i fedeli della Chiesa ortodossa russa». La tradizione ortodossa esige il portare la croce e, ammonisce il rappresentante del Patriarcato di Mosca, «se i giudici di Strasburgo rigettassero la richiesta di queste due cristiane e dessero ragione ai datori di lavoro che hanno impedito loro di indossarla, questo caso potrebbe avere conseguenze negative per gli ortodossi residenti nei Paesi europei. Per noi ciò — conclude — sarebbe assolutamente inaccettabile poiché i fedeli hanno l’obbligo di portare i simboli cristiani in tutte le circostanze».  21 luglio 2012

Fonte: L’Osservatore Romano

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