Hollande tassa birra e Red Bull per finanziare aborto e stanze del buco


La Francia è in crisi e deve trovare soldi. Non importa come, ogni mezzo è buono. E per questo il governo  Hollande, dopo avere previsto una tassa speciale sulla birra che viene applicata  ai locali in base alla quantità di alcol venduto, insistendo sugli effetti  negativi dell’alcol, ha deciso di tassare gli energy drink, come la famosissima  Red Bull, o le lattine griffate Burn e Monster.

GUADAGNO DA 15 MILIONI. La tassa proposta, per motivi di  salute ovviamente, dal ministro della Sanità Marisol Touraine, non è di lieve  entità e ammonterà a 50 centesimi al litro. In questo modo, il governo Hollande  assicurerà alle casse francesi 15 milioni di euro all’anno, visto che ne vengono  prodotti circa 30 milioni di litri. Le società agroalimentari hanno protestato,  affermando che «una tassa sul comportamento apre la porta a tutte le  derive».

ABORTO E CONTRACCEZIONE GRATIS. Ma la proposta verrà  approvata all’interno di un progetto di legge il cui esame è cominciato ieri  all’Assemblea nazionale. I soldi che derivano dalle tasse sull’alcol serviranno  a finanziare il rimborso totale della contraccezione e dell’aborto per le  minorenni a partire dai 15 anni.

VIA LIBERA PER LE STANZE DEL BUCO. Il ministro ha anche  proposto di cominciare la sperimentazione delle stanze del buco, locali statali dove i drogati  possano recarsi con le siringhe e iniettarsi le sostanze stupefacenti. Parigi si  è candidata per cominciare la sperimentazione. Ma tanti in Italia, come la comunità Pars, che recupera i tossicodipendenti,  fanno notare che le stanze del buco servono solo a «creare dei cimiteri  ambulanti». Per la comunità di recupero di Pesaro di tossicodipendenti “L’Imprevisto”, «le stanze del buco non  servono a niente perché il problema è educativo. Si cerca solo di rendere bello  il male, rinunciando a risolvere il problema». Persino l’Onu sostiene  che «questo servizio non protegge la salute dei tossicodipendenti. Se il  medico è presente, si trova a supervisionare (ed essere responsabile per)  l’assunzione di una sostanza ignota, fornita da uno spacciatore. Le città che le  hanno sperimentate mostrano che nella zona presso le narcosale la droga viene  trafficata, senza ridurre l’accesso alla stessa».

Leone Grotti

Fonte: Tempi.it