Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

I gerarchi cattolici di oggi si vergognano della loro fede?

Ieri sera nella trasmissione di Rete4 “Dritto e rovescio” un altro prelato di qualche levatura si è schierato con i “pezzi grossi” della Chiesa cattolica per deplorare i gesti e le invocazioni al Cielo elevate da Matteo Salvini sabato scorso a Milano, al cospetto della Madonnina del Duomo.  Mentre il conduttore ha giustamente ricordato che, senza scandalo per nessuno, per cinquant’anni abbiamo avuto al Governo un partito che si chiamava Democrazia cristiana, gli altri presenti hanno tentato di fornire il loro appoggio al leader leghista senza riuscire però a scalfire minimamente la granitica ostilità del sacerdote, sostenuto nei suoi ragionamenti, manco a dirlo, da esponenti della sinistra.

Ed è incredibile che il religioso abbia addirittura citato il Magnificat evangelico quale testo che condannerebbe l’affidamento fatto da Salvini al Cuore Immacolato di Maria (ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili).

Siccome citare tutte le esternazioni di quel ministro di Dio, che per darsi forza ha più volte richiamato la condanna già espressa dalle “alte gerarchie” ecclesiastiche verso l’esponente leghista, danneggia più lui che noi, per carità cristiana sorvoliamo sulle sue dichiarazioni domandandoci piuttosto dove sia la memoria storica di persone che non sono più giovanissime e che, comunque, dovrebbero informarsi su chi sia colui di cui straparlano.

I nostri rappresentanti religiosi dovrebbero innanzitutto ricordare che il simbolo che da duemila anni accompagna la nostra fede è la croce, quella cristiana, che campeggiava sullo stemma della Dc e che spicca da secoli negli stemmi e nelle bandiere di molte Nazioni. Ne citiamo solo alcune: inglese, scozzese, scandinava (norvegese, svedese), danese, finlandese, islandese, svizzera, tirolese, maltese, greca, bulgara, cecoslovacca, ungherese…

Siccome però secondo i giganti del pensiero odierno la religione non deve avere commistioni con la politica bisognerebbe proporre di eliminare la croce dalle bandiere di mezzo mondo occidentale.

Tuttavia ciò che fa più specie è che condividano questa convinzione anche le attuali gerarchie cattoliche, le quali dimenticano che tutti gli Stati dell’Europa centrale e occidentale per quasi mille anni hanno fatto parte del Sacro Romano Impero, fondato nell’anno 962 d.C. e formalmente dissoltosi nel 1806 in conseguenza della Rivoluzione francese.

Va ricordato per l’ennesima volta che nella Costituzione europea, nonostante i solleciti e i frequenti richiami di Papa Giovanni Paolo II, il presidente della Convenzione, che aveva il compito di stilarla, si oppose con tutte le sue energie a far inserire i riferimenti a Dio e alle radici cristiane come fondamenti religiosi, culturali e sociali degli Stati Membri.

Ma è singolare che oggi siano proprio gli alti vertici della Chiesa cattolica a mettere in guardia i politici dal proferire nei loro discorsi qualsiasi riferimento al soprannaturale.

Tornando però al ministro Matteo Salvini, coloro che parlano di una sua “svolta cattolica” puramente strumentale ai fini elettorali dimenticano che agli inizi del duemila la Lega Nord si oppose con forza e determinazione all’assalto di un’associazione mussulmana che voleva far eliminare i simboli cattolici da tutti i luoghi pubblici.

E non fu battaglia da poco se la questione finì dinnanzi alla Corte di Strasburgo, che in prima sentenza impose perentoriamente all’Italia di eliminarli da dovunque. Si era nel 2009 e il Vaticano, attraverso la Cei, si schierò apertamente e a gran voce a fianco del Governo italiano, che a tale decisione presentò un appello che fu poi vinto in capo a due anni.

Oggi, trascorso un solo decennio, la situazione si è completamente ribaltata.

Ma non si può dimenticare che dal 2002 al 2011 l’allora Lega Nord mise in campo tutte le forze, anche economiche, per difendere il diritto ad esporre i simboli religiosi cattolici nelle scuole, negli ospedali e in tutti i luoghi aperti al pubblico, comprando migliaia di crocifissi e regalandoli ovunque occorresse.

E quanto a Matteo Salvini donava presepi agli istituti scolastici già nel 2014, difendendo a spada tratta le tradizioni cristiane.

Va infine ricordato che la Lega, appena insediata e proseguendo le antiche battaglie, ha presentato una proposta di legge per promuovere l’obbligo di esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici, facendo ovviamente infuriare la sinistra. E oggi oltre alla sinistra ha fatto infuriare e indignare anche le gerarchie ecclesiastiche.

Da non potersi credere.

 

Paola de Lillo

 

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