Il biblista in tv fa fuori le apparizioni – di Rino Cammilleri

Da un paio di settimane le apparizioni di Medjugorje sono oggetto di un servizio televisivo nel contenitore più improbabile: «Striscia la notizia», attualmente a conduzione del duo comico Ficarra&Picone. Tutto è cominciato quando uno spettatore ha inviato un filmato amatoriale girato a Medjugorje durante una messa all’aperto.

E’ piena estate, il cielo è tersissimo, lo spazio davanti alla chiesa trabocca di fedeli, centinaia, forse migliaia. Si vede che a un certo punto tutti si girano e indicano il cielo. C’è una sola nuvola, una sola, tenue, ed ha l’inconfondibile profilo della Madonna col Bambino. Anche il prete celebrante vede e ammette al microfono, bonario, che la Madonna sta benedicendo tutti i presenti.

 

Cinque minuti dopo la messa in onda del filmato la trasmissione è letteralmente tempestata di telefonate, la gente vuole rivederlo. Viene dunque riproposto. Ma, poiché l’interesse si manifesta anche nei giorni seguenti, ecco che gli autori della popolare trasmissione quotidiana fanno quel che tutto il media system fa quando si presenta l’occasione: audience ricco, mi ci ficco.

Così, quasi ogni sera viene ritrasmesso il filmato ma accompagnato, in controcanto, da un’opinione discorde. Una volta tocca allo scettico professionista, un’altra al laicista senza se e senza ma. Come accade sui giornali, il «contro» segue sempre il «pro», così che prevale la regola mediatica dell’ultimo che parla, il quale finisce per avere ragione per mancanza di controreplica.

 

Ma, come sappiamo, ai media interessa l’audience, non la verità. Così, i milioni di fedeli di Medjugorje (tra i quali ci sono anche laureati, Vip, ecclesiastici di spicco) si ritrovano sullo stesso piano del pincopallino di turno, per giunta cercato col lanternino perché ormai gli antimedjugorjani sono davvero pochini.

 

Il 28 maggio 2013 a far la parte del bastian contrario è stato un biblista, padre taldeitali (mi scuso ma, tanta è la rinomanza, che non ne ricordo il nome). Già il look trasandato (maglioncino celeste sopra camicia anonima) avverte lo spettatore che si trova davanti a un cattolico «adulto». Infatti, fin dalla prima battuta il sorrisetto sarcastico e di sufficienza liquida da solo duemila anni di religiosità popolare.

Il biblista ricorda a tutti che il giochino della forma delle nuvole lo faceva anche lui da bambino, poi invita a occuparsi di cose più serie. Le quali, anche senza bisogno che lo dica, già sappiamo quali sono: le note a margine dei suoi scritti.

 

Ma poi si tradisce e dice chiaro come la pensa non solo su Medjugorje ma su tutte le apparizioni mariane. Infatti, in ognuna di esse la Madonna ha invitato alla penitenza (la stessa Bernadette fu, per questo, esortata a mangiare l’erba «dorina» ai piedi della Grotta e a infangarsi il viso con la prima acqua scaturita dalla sorgente miracolosa).

Ebbene, il biblista sbotta: «Ma dove mai, nel Vangelo, Gesù ha parlato di penitenza?». Ed ecco liquidati anche duemila anni di ascetica. Gesù stesso inizia i suoi tre anni pubblici con una preparazione di quaranta giorni nel deserto, senza mangiare e bere.

Questa prova da fachiro o da Giucas Casella, dunque, non avrebbe nulla a che vedere col cristianesimo e sicuramente si tratta di un’aggiunta apocrifa del IV secolo, roba «costantiniana» insomma.

 

I san Francesco, i sant’Antonio, i Padri del Deserto, lo stesso Padre Pio sono stati dei masochisti disinformati: avessero potuto leggere le note a piè pagina del biblista di «Striscia la notizia» si sarebbero risparmiati una vita grama.

Una Madonna, quale quella di Medjugorje, che in pieno Terzo Millennio viene a parlare di digiuno e penitenza è senz’altro preconciliare e già solo per questo non va presa in considerazione. Quanto all’unica nuvola che in un cielo perfettamente sgombro compare, guarda caso, proprio su Medjugorje e, sempre guarda caso, prende giusto la forma di una Divina Maternità, è tutta roba da asilo.

La fede «adulta» è ben altra cosa, è materia da biblisti, mica da popolo bue, ed è incarnata, perché no, dai due o tre Don Gallo ancora in circolazione.

 

articolo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana