Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Il Papa ai parlamentari francesi: chi fa politica dia un’anima alle leggi che propone – Video

“Il principio della laicità dello Stato non deve significare ostilità né esclusione delle religioni dal campo sociale e dai dibattiti che lo animano”. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo i parlamentari francesi del Gruppo di amicizia Francia-Santa Sede, oggi, nella Sala Clementina.

 

Un’occasione per evidenziare le relazioni di fiducia reciproca, ma anche il ruolo e la responsabilità di chi fa politica, che non consiste solo nel proporre leggi ma “nell’infondere in esse un’anima”.

Esistono relazioni di fiducia in Francia tra i responsabili della vita pubblica e quelli della Chiesa cattolica, sia a livello nazionale che locale, e questo incontro è occasione per sottolinearlo, al di là di quelle che possono essere le diverse sensibilità politiche che ogni parlamentare rappresenta.

 

Papa Francesco accoglie con questo pensiero gli esponenti del Gruppo di amicizia Francia-Santa Sede, andando poi però nel suo discorso al cuore di un dibattito secolare:

“Il principio di laicità che governa le relazioni tra lo Stato francese e le diverse confessioni religiose non deve significare in sé un’ostilità alla realtà religiosa, o un’esclusione delle religioni dal campo sociale e dai dibattiti che lo animano”.

 

Ci si può rallegrare del fatto che la società francese, prosegue il Papa, riscopra proposte fatte dalla Chiesa, tra le altre, che offrono una certa visione della persona e della sua dignità in vista del bene comune:

“La Chiesa desidera così offrire il proprio contributo specifico su questioni profonde che impegnano una visione più completa della persona e del suo destino, della società e del suo destino. Questo contributo non si situa solamente nell’ambito antropologico o sociale, ma anche negli ambiti politico, economico e culturale”.

 

La riflessione del Papa va quindi al dovere di chi è eletto da una nazione: contribuire, dice, al miglioramento della vita dei concittadini. Un compito certamente tecnico e giuridico, che consiste nel proporre, emendare o abrogare le leggi, ma non solo:

“Ma è anche necessario infondere in esse un supplemento, uno spirito, direi un’anima, che non rifletta solamente le modalità e le idee del momento, ma che conferisca ad esse l’indispensabile qualità che eleva e nobilita la persona umana”.

L’incoraggiamento che il Papa lascia dunque ai parlamentari è quello di proseguire una missione alla ricerca sempre del bene della persona e promuovendo la fraternità.

 

Testo proveniente dal sito di Radio Vaticana

torna su▲