Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Il Papa ai vescovi europei: evangelizzare con la testimonianza della carità. Bagnasco: l’Europa sia fiduciosa

“Il Messaggio cristiano viene seminato e si radica efficacemente là dove è vissuto in modo autentico ed eloquente da una comunità”: è quanto afferma il Papa in un messaggio inviato in occasione dell’apertura ieri a San Gallo, in Svizzera, della plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee).

 

Benedetto XVI invita a “riflettere sul perenne compito dell’evangelizzazione e sulla sua attuale rinnovata urgenza” nella consapevolezza che l’annuncio deve essere sostenuto “dalla testimonianza della carità fraterna” e animato “dalla preghiera comune”.

Il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi, da parte sua, ha sottolineato che l’Europa è travolta da una crisi di speranza e priva di motivazioni spirituali – ha precisato – rischia di perdere la sua piena realizzazione. Nella Messa di questa mattina, il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, ha detto che l´Europa è chiamata a essere fiduciosa, perché la fiducia è una premessa per dare un servizio generoso e sereno ai cittadini. Da San Gallo il servizio del nostro inviato Mario Galgano.

L´incontro annuale dei vescovi europei è dettato dall’ansia pastorale delle Chiese in Europa, ma anche dal desiderio di dare un doveroso contributo al cammino dell’Europa, ha sottolineato il cardinale Angelo Bagnasco nella sua omelia a San Gallo questa mattina. Il destino dell’Europa – ha aggiunto – non è tanto una unità di interessi, ma una comunità di destino. Quindi ha rilevato che l’esistenza umana, come la storia delle Nazioni, è una sequenza di pagine diverse, di luci e di ombre, di alti e di bassi, di gioie e dolori. Si susseguono abbracci e lontananze, successi e delusioni, parole e silenzi. Dopo la Messa, celebrata nella cattedrale di San Gallo, sono continuati i lavori su temi che riguardano le Chiese in Europa. Con l’aiuto di alcuni esperti, i vescovi stanno approfondendo gli aspetti economici, sociali, politici, ma anche ecclesiali e pastorali, della crisi che colpisce il vecchio continente.

L´obiettivo – come ha anche sottolineato il cardinale Bagnasco – è di rilanciare l’impegno dei credenti per l’evangelizzazione nel mondo contemporaneo. La sessione plenaria annuale dell’organismo ecclesiale è iniziata ieri con un’ampia prolusione del presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), cardinale Péter Erdő. Il cardinale ungherese aveva affermato che “la cosiddetta crisi economica e finanziaria pone una serie di questioni fondamentali sul funzionamento dell’economia, della società e della democrazia in Europa”. La plenaria dei vescovi europei si svolgerà fino al 30 settembre: la cittadina Svizzera è stata scelta come sede dell’incontro per commemorare il 1400.mo anniversario dell’arrivo di San Gallo nell’omonimo cantone.

Tra gli esperti presenti a San Gallo è intervenuta questo pomeriggio la professoressa Marta Cartabia, Docente di diritto e Giudice della Corte Costituzionale in Italia. Ha cercato di individuare le emergenze sorte nell’attuale ambiente culturale e politico in crisi. La sua riflessione ha toccato tre ambiti: un primo riguarda la crisi della politica e della democrazia. Se nel dopoguerra sembrava ci fosse in Europa un ideale politico, oggi sembra che il discorso politico sia quasi esclusivamente dominato da preoccupazioni economiche. Un secondo ambito è quello dell’implosione dello “stato sociale”, che per decenni è stato il modello europeo della democrazia sociale. Infine, un terzo ambito riguarda la “crisi antropologica” che sta dando vita ad una “età dei nuovi diritti” dove tutto può diventare diritto perché viene dalla volontà della singola persona. Per una nuova rinascita, ha sottolineato Cartabia, occorre che sia salvaguardata e praticata un’autentica libertà religiosa, intesa non come mera libertà di culto e di coscienza, ma come libertà dell’uomo di vivere, ha concluso Cartabia.

Fonte: Radio Vaticana

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