Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Il Papa all’Angelus: riscoprire i piccoli gesti di amore. Appello per la fine delle violenze in Siria e Iraq. Vicinanza agli operai dell’Ilva



Angelus ricco di spunti questa domenica. Benedetto XVI durante la preghiera mariana a Castel Gandolfo ha lanciato un accorato appello per la fine delle violenze in Siria e Iraq, ha assicurato la sua vicinanza agli operai dell’Ilva, ha pregato perché la giustizia nel mondo sia attuata con l’amore e non con la violenza e ringraziato gli organizzatori della Gmg di Rio de Janeiro ad un anno dall’evento. Nella sua catechesi ha invitato a riscoprire i piccoli gesti di amore. Il servizio di Sergio Centofanti.RealAudioMP3

In Siria infuria la guerra. Benedetto XVI continua a seguire “con apprensione i tragici e crescenti episodi di violenza” nel Paese “con la triste sequenza di morti e feriti, anche tra i civili, e un ingente numero di sfollati interni e di rifugiati” negli Stati limitrofi. Per questi chiede “che sia garantita la necessaria assistenza umanitaria e l’aiuto solidale”. Ribadisce dunque la sua “vicinanza alla popolazione sofferente ed il ricordo nella preghiera”:

“Rinnovo un pressante appello, perché si ponga fine ad ogni violenza e spargimento di sangue. Chiedo a Dio la sapienza del cuore, in particolare per quanti hanno maggiori responsabilità, perché non venga risparmiato alcuno sforzo nella ricerca della pace, anche da parte della comunità internazionale, attraverso il dialogo e la riconciliazione, in vista di un’adeguata soluzione politica del conflitto”.

Rivolge poi il suo pensiero “anche alla cara Nazione irachena, colpita in questi ultimi giorni da numerosi e gravi attentati che hanno provocato molti morti e feriti”:

“Possa questo grande Paese trovare la via della stabilità, della riconciliazione e della pace”.

Il Papa guarda “con preoccupazione” anche alla vicenda dell’ILVA di Taranto, manifestando la sua vicinanza agli operai e alle loro famiglie, “che vivono con apprensione questi difficili momenti”:

“Mentre assicuro la mia preghiera e il sostegno della Chiesa, esorto tutti al senso di responsabilità e incoraggio le Istituzioni nazionali e locali a compiere ogni sforzo per giungere ad una equa soluzione della questione, che tuteli sia il diritto alla salute, sia il diritto al lavoro, soprattutto in questi tempi di crisi economica”.

C’è poi il ringraziamento e l’incoraggiamento agli organizzatori della prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Rio de Janeiro, in Brasile, proprio tra un anno: un “importante incontro ecclesiale” a cui il Papa guarda con speranza:

“Si tratta di una preziosa occasione per tanti giovani di sperimentare la gioia e la bellezza di appartenere alla Chiesa e di vivere la fede”.

Nella sua catechesi, il Papa, commentando il Vangelo della liturgia domenicale, ha spiegato che il miracolo della moltiplicazione dei pani “era annuncio dell’Eucaristia”. “L’Eucaristia – ha proseguito – è il permanente grande incontro dell’uomo con Dio, in cui il Signore si fa nostro cibo, dà Se stesso per trasformarci in Lui”. Quindi rileva il particolare del ragazzo, che, “di fronte alla difficoltà di sfamare tanta gente, mette in comune quel poco che ha: cinque pani e due pesci”:

“Il miracolo non si produce a partire da niente, ma da una prima modesta condivisione di ciò che un semplice ragazzo aveva con sé. Gesù non ci chiede quello che non abbiamo, ma ci fa vedere che se ciascuno offre quel poco che ha, può compiersi sempre di nuovo il miracolo: Dio è capace di moltiplicare ogni nostro piccolo gesto di amore e renderci partecipi del suo dono”.

La folla è colpita dal prodigio e vuole proclamare re Gesù, ma il Signore si ritira sul monte, da solo:

“Gesù non è un re terreno che esercita il dominio, ma un re che serve, che si china sull’uomo per saziare non solo la fame materiale, ma soprattutto la fame più profonda, la fame di orientamento, di senso, di verità, la fame di Dio”.

Il Papa prega perché tutti possano riscoprire l’importanza di nutrirsi “non solo di pane, ma di verità, di amore, di Cristo, del corpo di Cristo, partecipando fedelmente e con grande consapevolezza all’Eucaristia, per essere sempre più intimamente uniti a Lui”. Quindi conclude:

“Allo stesso tempo, vogliamo pregare perché non manchi mai a nessuno il pane necessario per una vita dignitosa, e siano abbattute le disuguaglianze non con le armi della violenza, ma con la condivisione e l’amore”.

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