Il Papa: la Chiesa non è un’élite, ma la casa di tutti dove l’unità non è uniformità

Perché la Chiesa è cattolica? È la domanda che Papa Francesco ha posto all’inizio della catechesi dell’udienza generale, tenuta questa mattina in Piazza San Pietro di fronte a oltre 60 mila persone. Il Papa ha ribadito che nella Chiesa unità e diversità convivono in “armonia”, invitando ancora una volta a evitare le “chiacchiere” che seminano discordia.

“Casa di tutti”, sparsa ovunque nel mondo e che ovunque è chiamata a unire in armonia le sue giuste diversità, che costituiscono la sua ricchezza. C’è tutto questo e molto altro dietro l’aggettivo “cattolica” che ogni cristiano ripete nella formula del Credo riferendosi alla Chiesa.

Papa Francesco lo ha ribadito cogliendo nella cattolicità della Chiesa tre aspetti peculiari. La Chiesa è cattolica, ha affermato, anzitutto “perché è lo spazio, la casa in cui viene annunciata tutta intera la fede” e “in cui la salvezza che ci ha portato Cristo viene offerta a tutti”. E questo pone delle domande alla coscienza:

“Quando io vado in chiesa, è come se io fossi allo stadio, a una partita di calcio? E’ come se fossi al cinema? No! E’ un’altra cosa! Come vado io, in chiesa? Come accolgo i doni che mi offre, per crescere, per maturare come cristiano?

Partecipo alla vita di comunità o vado in chiesa e mi chiudo nei miei problemi, isolandomi dagli altri? In questo primo senso, la Chiesa è cattolica perché è la casa di tutti: tutti sono figli della Chiesa e tutti sono in quella casa”.

 

Secondo, la Chiesa è cattolica perché, come casa “aperta a tutti senza distinzioni”, è “universale”, “sparsa in ogni parte del mondo” ad annunciare il Vangelo. Per questo motivo, obietta Papa Francesco:

“La Chiesa non è un gruppo di élite, non riguarda solo alcuni. La Chiesa non ha chiusure, è inviata alla totalità delle persone, alla totalità del genere umano. E l’unica Chiesa è presente anche nelle più piccole parti di essa (…)

La Chiesa non è solo all’ombra del nostro campanile, ma abbraccia una vastità di genti, di popoli che professano la stessa fede”.

A questo punto, il Papa si appella al cuore dei cristiani, perché questo abbraccio universale lo avvertano sulla loro pelle, comprese le responsabilità che ne derivano:

“Sentirci in comunione con tutte le Chiese, con tutte le comunità cattoliche piccole o grandi del mondo! E’ bello, quello! E poi sentire che tutti siamo in missione, piccole o grandi comunità, tutti dobbiamo aprire le nostre porte ed uscire per il Vangelo.

Chiediamoci allora: che cosa faccio io per comunicare agli altri la gioia di incontrare il Signore, la gioia di appartenere alla Chiesa? Annunciare e testimoniare la fede non è un affare di pochi, riguarda anche me, te, ciascuno di noi!”.

Terzo punto, la Chiesa è cattolica perché è la casa “dove unità e diversità sanno coniugarsi insieme per essere ricchezza”, né più né meno – spiega Papa Francesco – della sinfonia che risulta da un accordo di strumenti diversi, ognuno dei quali – afferma – “mantiene il suo timbro inconfondibile”, pur concorrendo a una “armonia” della quale il “Maestro” è lo Spirito Santo. Armonia – conclude il Papa – che nulla ha a che fare con personalismi e malelingue:

“Ci sono chiacchiere? E, se ci sono chiacchiere, non c’è armonia: è lotta. E questa non è la Chiesa: la Chiesa è l’armonia di tutti. Mai chiacchierare l’uno contro l’altro, mai litigare. Accettiamo l’altro, accettiamo che vi sia una giusta varietà, che questo sia differente, che questo la pensa così, la pensa là? Ma, nella stessa fede si può pensare così! O tendiamo ad uniformare tutto? Ma, l’uniformità uccide la vita. La vita della Chiesa è varietà, e quando vogliamo mettere questa uniformità a tutti, uccidiamo i doni dello Spirito Santo!”.

 

Testo proveniente dal sito di Radio Vaticana