Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Il Papa ordina 10 nuovi sacerdoti: non vi stancate di essere misericordiosi, siete pastori non funzionari

Siate misericordiosi, siate pastori e non funzionari. E’ l’esortazione che Papa Francesco ha rivolto, stamani, a 10 nuovi sacerdoti della diocesi di Roma, ordinati dal Pontefice nella Basilica di San Pietro, nella 50.ma Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni. E’ la prima volta che il nuovo vescovo di Roma celebra il rito di ordinazione presbiteriale.

Prima della Messa, il Santo Padre si è recato in sacrestia per pregare insieme agli ordinandi raccomandandoli alla Madonna. Così usava fare, a Buenos Aires, in occasione delle ordinazioni. Hanno concelebrato con il Papa il cardinale vicario, Agostino Vallini e, tra gli altri, i vescovi ausiliari della diocesi di Roma.

L’omelia pronunciata dal Santo Padre è stata nella sostanza l’“Omelia rituale” prevista nell’edizione italiana del Pontificale Romano per l’ordinazione dei presbiteri. Testo che il Papa ha integrato con diverse aggiunte personali a braccio.

L’imposizione delle mani sul capo, il rivestirsi con la stola e la casula, l’abbraccio di pace. Gesti semplici eppure straordinari, perché sono il segno che il Signore ama il suo Popolo e, ancora una volta, ha scelto degli uomini per continuare la sua missione di Maestro, Sacerdote e Pastore.

E’ una celebrazione piena di gioia e sincera emozione quella che si svolge nella Basilica Petrina nella Giornata delle Vocazioni. C’è l’emozione dei dieci nuovi presbiteri, dei loro familiari, degli amici che li hanno accompagnati nel cammino verso l’ordinazione.

 

E c’è l’emozione del Pastore, di Papa Francesco che, per la prima volta, ordina dei sacerdoti per la sua diocesi di Roma:

“Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza?”. “Sì lo prometto”. “Dio che ha iniziato in te la sua opera da bambino, la porti a compimento”…

Servire il Signore e il Popolo Santo di Dio, per sempre. Nell’omelia, in parte a braccio, Papa Francesco indica ai nuovi sacerdoti qual è il cuore della loro missione. E’ il Signore Gesù, sottolinea, ad averli scelti perché cooperino ad edificare il Corpo di Cristo:

“Dispensate a tutti quella Parola di Dio, che voi stessi avete ricevuto con gioia. Ricordate le vostre mamme, le vostre nonne, i vostri catechisti, che vi hanno dato la Parola di Dio, la fede… il dono della fede! Vi hanno trasmesso questo dono della fede”.

Di qui l’invito a leggere e meditare assiduamente la Parola del Signore, per credere ciò che è stato letto, insegnarlo e vivere davvero ciò che si insegna:

“Ricordate anche che la Parola di Dio non è proprietà vostra: è Parola di Dio. E la Chiesa è la custode della Parola di Dio”.

“Riconoscete, dunque, ciò che fate”, è l’esortazione del Papa che aggiunge: “Imitate ciò che celebrate” partecipando al “ministero della morte e della Resurrezione del Signore”. Il Santo Padre ribadisce così l’importanza dei Sacramenti e in particolare della Penitenza, della Riconciliazione:

“Oggi vi chiedo in nome di Cristo e della Chiesa: per favore, non vi stancate di essere misericordiosi. Con l’olio santo darete sollievo agli infermi e anche agli anziani: non abbiate vergogna di avere tenerezza con gli anziani”.

Infine, l’esortazione di Papa Francesco ai nuovi presbiteri ad esercitare l’opera sacerdotale in letizia e carità, piacendo a Dio e non a se stessi:

“Siete pastori, non funzionari. Siete mediatori, non intermediari (…) Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire, e per cercare di salvare ciò che era perduto”.
Testo proveniente dal sito di Radio Vaticana

 

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