Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

Il Papa schiva il j’accuse di Viganò: “Non dirò nulla” – di Andrea Zambrano

Papa IrlandaIl Papa ha finalmente parlato del caso Viganò sull’aereo di ritorno da Dublino, parlando con i giornalisti. E’ stata questa la prima domanda rivolta dai cronisti al pontefice. Francesco ha detto: “L’ho letto questa mattina. Devo dirvi questo: leggete voi attentamente e fatevi un giudizio. Non dirò una parola su questo. Credo che il comunicato parli da sé. Avete la capacità giornalistica per fare le conclusioni. È un atto di fiducia in voi. Vorrei che la vostra maturità professionale facesse questo lavoro”. 

Ma il Papa ha parlato anche di omosessualità. Ad una domanda su che cosa dovrebbe fare un padre con un figlio omosessuale ha risposto: “Ci sono sempre state persone con tendenze omosessuali. A un padre direi di pregare, di non condannare, di dialogare, di fare spazio al figlio e alla figlia perché si esprima. In quale età si manifesta questa inquietudine? Una cosa è se si manifesta da bambini: ci sono tante cose da fare con la psichiatria. Un’altra è se si manifesta dopo i vent’anni. Il silenzio non è un rimedio. Ignorare un figlio con tendenza omosessuale è una mancanza di paternità o maternità”.

Tra gli altri argomenti toccati dal Papa: l’aborto (“non è un problema religioso, non siamo contro l’aborto per motivi religiosi. C’è il problema antropologico sull’eticità di far fuori un essere vivente per risolvere un problema”), migranti (“prima di rimandarli indietro, si deve pensare bene, bene, bene”) e dei richiedenti asilo sulla nave Diciotti ospitati dalla Cei (“non so come sia stato il negoziato, credo che i migranti saranno accolti a Rocca di Papa, nella comunità del Mondo Migliore e che saranno più di cento”).

Nel corso della mattinata, nella seconda giornata del Meeting della Famiglia a Dublino, invece, Papa Francesco aveva toccato più volte il tema degli abusi: “Imploro il perdono del Signore per questi peccati, per lo scandalo e il tradimento avvertiti da tanti nella famiglia di Dio. Chiedo alla nostra Madre Beata di intercedere per la guarigione di tutte le persone che hanno subito abusi di qualsiasi tipo e di confermare ogni membro della famiglia cristiana nel risoluto proposito di non permettere mai più che queste situazioni accadano”.

Poco prima, Francesco aveva fatto un altro riferimento ai casi di abusi che vedono coinvolti molti ecclesiastici di rango, come predatori direttamente chiamati in causa o compromessi. E’ stato durante l’atto penitenziale della messa al Phoenix Park di Dublino:

“Chiediamo perdono per gli abusi in Irlanda, abusi di potere e di coscienza, abusi sessuali da parte di membri qualificati della Chiesa”. A sorpresa, il Pontefice ha poi raccontato l’incontro avuto con “otto persone sopravvissute”, ponendo “davanti alla misericordia del Signore questi crimini” e auspicando che il “Signore mantenga e faccia crescere questo stato di vergogna e di pentimento”, “affinché mai più accadano queste cose e perché si faccia giustizia”.

Il Papa è così tornato a pregare per “tutti i sopravvissuti agli abusi da parte di membri della Chiesa in Irlanda. Nessuno di noi può esimersi dal commuoversi per le storie di minori che hanno patito abusi, che sono stati derubati dell’innocenza e abbandonati allo sfregio di dolorosi ricordi. Questa piaga aperta ci sfida ad essere fermi e decisi nella ricerca della verità e della giustizia”.

Sono stati questi i riferimenti al caso abusi nel corso della seconda giornata. Una giornata nel corso della quale, oltre ad essere annunciato il prossimo Meeting internazionale, a Roma nel 2021, Papa Francesco ha raggiunto il sobborgo di Dublino dove sorge il Convento delle Suore domenicane di Nostra Signora del Rosario e Santa Caterina da Siena. E’ qui che si è svolta l’ultima tappa della sua visita in Irlanda. Ed è qui che Francesco ha incontrato i vescovi dell’isola verde.

Anche in questa occasione il Papa ha ricordato i casi di abusi e ha incoraggiato i presuli a proseguire nell’opera di risanamento: “Le piaghe di Cristo ci danno coraggio. Vi chiedo, per favore, vicinanza – questa è la parola: vicinanza – al Signore e al popolo di Dio. Prossimità. Non ripetere atteggiamenti di lontananza e clericalismo che alcune volte, nella vostra storia, hanno dato l’immagine reale di una Chiesa autoritaria, dura e autocratica”.

 

La Nuova Bussola Quotidiana

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