Il Papa: «Vivere è bello anche da anziani»


CITTÀ DEL VATICANO – «Vengo tra di voi come vescovo di Roma, ma anche come anziano in visita ai suoi coetanei». Benedetto XVI arriva nella «casa-famiglia» per anziani al Gianicolo, una delle quindici gestite a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio, al terzo piano della palazzina anni Quaranta vivono assieme sette anziani assistiti ventiquattr’ore al giorno dai volontari, i due piani inferiori sono divisi in miniappartamenti dove gli ospiti vivono come in famiglia.

Un modello di attenzione e intervento, in una società «dominata dalla logica dell’efficienza e del profitto» che spesso respinge gli anziani «come non produttivi, inutili», scandisce il Papa: «Penso che si dovrebbe operare con maggiore impegno, iniziando dalle famiglie e dalle istituzioni pubbliche, per fare in modo che gli anziani possano rimanere nelle proprie case. La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune».

«È BELLO ESSERE ANZIANI!»– Il Papa è salito fino all’appartamento degli anziani non autosufficienti, incontrando tra l’altro due ultracentenari prima di scendere nel giardino interno e parlare a tutti: «Questa mattina, rivolgendomi idealmente a tutti gli anziani, vorrei dirvi con profonda convinzione: è bello essere anziani! In ogni età bisogna saper scoprire la presenza e la benedizione del Signore e le ricchezze che essa contiene. Abbiamo ricevuto il dono di una vita lunga e, nonostante qualche acciacco, vivere è bello anche alla nostra età».

Il Papa incontra alcune signore della casa di riposo (Eidon)CASE-FAMIGLIA– «Questo luogo è nato per chi non può più vivere a casa propria, per la poca autonomia, la perdita di alloggio, i conflitti familiari, la povertà. Per ridurre il numero dei ricoveri in megastrutture, abbiamo attuato esperienze di convivenze di anziani, condomini protetti, case famiglia», ha spiegato il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, che ha accolto il Papa assieme al fondatore della Comunità, Andrea Riccardi, e a due vescovi legati a Sant’Egidio come Matteo Zuppi, ausiliare di Roma, e Vincenzo Paglia, presidente del pontificio Consiglio per la Famiglia.

«POVERI BIMBI ROM» — Tra gli anziani che il Pontefice incontra c’è la signora Pierina, che vive a Tor de’ Cenci e aiuta i bambini rom. «Lo sgombero è stato terribile», racconta al Papa, ricordando quel 28 settembre in cui le ruspe hanno abbattuto lo storico campo rom della Capitale. E Benedetto XVI, stringendole le mani, commenta: «Poveri bambini».

Il te con il Papa (Eidon)UN TÈ COL PAPA – Prima di andare, al secondo piano Benedetto XVI è stato invitato a prendere un tè da due signore, Giovanna e Marisa. Il Papa si è concesso un pasticcino e un bicchiere di succo d’arancia, mentre ascoltava le loro storie. Alla fine, uscendo, ha sorriso: «Esco ringiovanito e rafforzato da questa visita!», ed elogiato i volontari, moltissimi dei quali sono ragazzi: «Ci sono angeli visibili che aiutano gli altri». Del resto, «gli anziani sono un valore per la società, soprattutto per i giovani», aveva ripetuto Benedetto XVI: «Non ci può essere vera crescita umana ed educazione senza un contatto fecondo con gli anziani, perché la loro stessa esistenza è come un libro aperto nel quale le giovani generazioni possono trovare preziose indicazioni per il cammino della vita». Un «dono» per tutti: «Pregate per la Chiesa, anche per me, per i bisogni del mondo, per i poveri, perché nel mondo non ci sia più violenza. La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l’affannarsi di tanti».

 Gian Guido Vecchi

Fonte: Corriere della sera