Il sesso sterile. Farlo spesso, alla svelta e senza salutare


Il sesso è diventato sterile, è appassito, si è affievolito ed è morto. Non è  stata una morte violenta, ma l’esito di un’agonia lenta, un peggioramento  graduale e prevedibile, di quelli che rendono sopportabile il trapasso per chi  sopravvive. A dirla tutta nessuno si è accorto di nulla, o quasi, e per non  sbagliare alla cerimonia funebre si è fatto molto sesso con il mal posto  proposito di riportare il morto in vita.

E, in effetti, a forza di produrre  attriti il cadavere si è rianimato, ma era un essere rabberciato, con i pezzi  tenuti insieme da cuciture e gli arti mossi da scosse elettriche indotte, un  claudicante eros in formato Frankenstein. Il risultato è apparso sulle prime  deludente, poi l’abitudine ha scacciato i cattivi pensieri e tutti hanno ripreso  a farlo, il sesso, come se niente fosse.

Donna Freitas, professoressa di studi religiosi alla Boston University,  racconta la fine del sesso nel suo The End of Sex: How the Hookup Culture is  Leaving a Generation Unhappy, Sexually Unfulfilled, and Confused About  Intimacy, uno studio sociologico basato su 2.500 interviste anonime a  studenti universitari americani. La fine del sesso non ha nulla a che vedere con  l’astinenza, ça va sans dire.

È piuttosto la bulimia che domina la cultura di  una generazione ad avere inaridito l’esperienza sessuale, soffocandola nella  banalità di uno scambio di sudore. Nei campus la cultura dell’hookup,  dell’aggancio, del rimorchio rapido e indolore, è parte integrante della norma:  non c’è bisogno alcuno di conoscersi per finire a letto insieme, e per la verità  non c’è nemmeno bisogno del letto, basta un corridoio, l’ascensore, il tavolo da  biliardo, nessuno dice “fai piano che ci sentono”, ché nella stanza accanto  altri fanno lo stesso e nessuno ci fa caso.

Le regole d’ingaggio sono fissate da  un contratto non scritto che esclude categoricamente appuntamenti galanti,  frappé con due cannucce, lume di candela, passeggiate e altre finzioni del  corteggiamento che possono indurre la tentazione del coinvolgimento emotivo.  Bisogna concentrarsi sull’obiettivo, raggiungerlo e possibilmente non salutare,  che magari in quell’ultima occhiata scorre l’ipotesi di una continuazione che  complica le cose. Meglio piacersi, fare sesso e astenersi dalle domande.

 

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