«Imu, riconoscere valenza sociale del non profit»


Sull’Imu per gli edifici di proprietà di enti religiosi, la Chiesa ha la posizione che “già tante volte ha dichiarato e cioè quella per cui per ciò che è commerciale, come del resto già era prima, è tranquillo il pagamento delle tasse correnti”. Così il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco. “Per quanto riguarda le attività di volontariato – ha aggiunto – mi pare che sia doveroso riconoscere la valenza sociale non solo per la Chiesa ma per tutti, del non profit nel tessuto sociale italiano”.

“Nel dibattito senza fine sul pagamento dell’Imu degli enti non profit si inserisce ora il Consiglio di Stato che con un’interpretazione becera del concetto di libero mercato metterebbe in grave e forse letale difficoltà l’intero Terzo settore”. Lo afferma Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari. “Il non profit rappresenta una specificità italiana e un segno di speranza per il futuro dell’intera società. Non è ammissibile che l’Europa frustri un capitale sociale di questa entità. Attribuire, ora ai fini del pagamento dell’Imu ma in prospettiva ad una serie interminabile di gabelle, una funzione economica a un’attività di natura socio-assistenziale e senza fini di lucro è una forzatura inaccettabile”, prosegue la nota.

“L’accusa formale è che queste attività farebbero ‘concorrenza sleale’ alle imprese profit. Non è chiaro una mensa della Caritas, una casa famiglia o una scuola a chi dovrebbero fare concorrenza. Forse allo Stato che in questo modo sarebbe costretto a colmare a costi semplicemente inimmaginabili una lacuna aperta dell’inevitabile chiusura di migliaia di enti non profit. La verità è che in questa polemica – conclude Belletti – scontiamo una storica carenza culturale e una sovrabbondanza di ideologia. Un dibattito franco e scevro di pregiudizi sarebbe senz’altro utile all’Italia. Ma vogliamo sperare che la politica e il governo non intendano assumere come proprio il parere del Consiglio di Stato e facciano della difesa di un inestimabile capitale sociale un’urgenza prioritaria”.

“L’universo del non profit è una ricchezza enorme per il popolo italiano, un serbatoio di etica e di solidarietà, caratteristico della nostra storia e che tutto il mondo ammira e ci invidia”: così dal canto suo il ministro Andrea Riccardi ha risposto a una domanda dell’Asa sull’Imu sugli immobili delle organizzazioni non lucrative. “Penalizzare il non profit, trattandolo alla stregua di una normale attività commerciale – ha aggiunto – significherebbe soprattutto impoverire il Paese, specie in un momento di crisi economica”.

“Non ho letto nel dettaglio il parere del Consiglio di Stato sull’Imu, che contiene una serie di considerazioni sicuramente da approfondire e valutare sul piano tecnico e politico” ha premesso il ministro per la Cooperazione e l’Integrazione. Riccardi ha quindi sottolineato, oltre al rischio di impoverimento per la società italiana che potrebbe derivare da una penalizzazione del non profit, anche “i costi aggiuntivi che graverebbero sullo Stato qualora le organizzazioni della società civile non fossero più in grado di provvedere alle attività educative, assistenziali e sanitarie”.

Fonte: Avvenire