In questa Quaresima di crisi giunge l’ora di scoprire ciò a cui si tiene veramente


Inizia oggi una Quaresima che più quaresima non si può. Ancora per pochi  giorni potrà impazzare il carnevale della campagna elettorale e delle dietrologie sulla rinuncia di Benedetto XVI  ma poi bisognerà salire sulla croce di una governabilità che pare impossibile e  su un soglio che nemmeno un sant’uomo riesce più a reggere.

Mai come quest’anno Quaresima fa rima con crisi e smarrimento. Sembra quasi  che lo sbandamento della Chiesa e della fede, della finanza e dell’economia,  dell’Italia e della vita personale di tantissimi di noi che sono alle prese con  le penitenze della disoccupazione e delle tasse, si coaguli tutto in un  mucchietto di cenere senza futuro.

Se fossimo in un romanzo, questo sarebbe il momento topico, quando tutto  sembra crollare addosso al protagonista, quando ogni speranza è persa e l’unico  orizzonte possibile è quello del fallimento, dell’inferno.

A questo punto, nei romanzi, l’eroe sperduto si trova costretto a guardare  nel fondo del proprio cuore, a scoprire e riconoscere ciò a cui tiene veramente,  quello che davvero dà senso alla vita. Per intenderci, è la scena di lui che  corre all’aeroporto per dirle che la ama prima che lei si imbarchi per la Cina e  scompaia per sempre.

E forse è proprio quello che dovremmo fare tutti noi se vogliamo arrivare a  Pasqua.

Franco Molon

Fonte: Tempi