Joe, il bambino cresciuto come Joella: «Ma io sono un uomo e stavo vivendo in una bugia»


bambina«Ho sofferto a lungo per problemi relazionali e di amicizia, solo per colpa del fatto che non sapevo chi fossi»; «Tutti avevano superato grandi ostacoli per cambiare il mio certificato di nascita, tanto che non mi ero mai permesso di pensare al fatto che in verità ero un uomo»; «Mi sentivo come se la mia identità mi fosse stata rubata quando avevo un anno e la rivolevo indietro»; «Sono stato cresciuto in tutti i modi come una ragazza, quando invece ero un maschio».

Joe Holliday, icona della battaglia per il cambio di sesso in tenera età negli anni Novanta, ha scelto di raccontare in prima persona la sua vicenda sul Daily MailPer certi versi, anche se con esiti molto meno drammatici, la sua storia ricorda quella di Bruce Reimer, il bambino cresciuto come una bambina da uno dei guru dell’ideologia gender, John Money.

FEMMINA. Joe nacque il 24 gennaio del 1988 affetto da estrofia della cloaca, una rara malformazione della chiusura della parete addominale anteriore, dove non si è formata correttamente la separazione tra intestino e vescica. Dopo diverse analisi, alla fine dell’anno i genitori, entrambi diciannovenni, «persone comuni del villaggio di Pinchbeck», chiesero appuntamento «a un importante urologo di Great Ormond Street per discutere delle operazioni chirurgiche che mi avrebbero potuto aiutare». Per Joe «quell’incontro rappresentò un bivio cruciale nella strada della mia vita. La mia intera esistenza fu rivoltata». Dopo averlo visitato, il medico disse ai genitori che lo stavano crescendo nella maniera sbagliata e che il bambino doveva essere educato come fosse una femmina.

ICONA MEDIATICA. «È matto?». La madre, inizialmente, non volle dar retta al medico. Ma poi, convinta che dovesse fare qualcosa per il bene del figlio, acconsentì a effettuare il passaggio di sesso, affinché, come le disse il medico, si potesse «dare a voi stessi la possibilità di lasciar andare vostro figlio e dare il benvenuto a vostra figlia».

 

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