«La bimba eucaristica che amava cantare alla Madonna» di Costanza Signorelli

È l’8 settembre, festa della Natività della Beata Vergine, e mamma Paola chiede alla sua piccola: “Dimmi Laura, oggi in Paradiso si fa festa?”. La figlioletta annuisce con il capo e subito risponde: “Oh sì, mamma! Con il Pane degli Angeli!”. E nel dirlo sembra condividerne l’immensa gioia. Ma come fa una bambina di soli cinque anni, nella sua semplicità, ad avere così contezza delle cose del Cielo?

In questo, come nei moltissimi dialoghi celesti che mamma e figlia si scambieranno nel breve cammino insieme, è racchiuso un mistero insondabile. È il mistero di una bambina che a neanche sette anni parte per il Paradiso, dopo aver trascorso una vita in compagnia della Vergine Maria, dei Santi e del suo Angelo custode.

È il mistero di una creatura tanto immersa nell’amore di Gesù, da desiderare di nutrirsi dell’Eucaristia più che di ogni “cibo” terreno. È il mistero di una piccoletta così confidente con il Cielo da conoscerne i segreti più belli, quelli che ai grandi sono tenuti nascosti.

 

IL PIANO DEL CIELO, È UNA CORSA D’AMORE

Ebbene, che Laura Degan fosse una bambina speciale lo si capisce sin dal giorno della sua nascita, il 13 dicembre 1987: i suoi folti capelli neri e i suoi occhi già così svegli, parlano di una bambina che scoppia di vita. E infatti, tale, presto si rivela.

Correre, saltare ed arrampicarsi sono le passioni di Laura. Come quella volta in cui parte di corsa dentro un campo di granoturco, facendo perdere completamente le sue tracce e seminando panico tra i familiari.

O quando, giocando a nascondino, la piccola trova una tana così perfetta da scomodare un intero paese per cercarla. Insomma di entusiasmo, energia e gioia di vivere Laura ne ha da vendere: a Cervarese Santa Croce, paesello di mille anime in provincia di Padova, tutti la conoscono e la amano.

Eppure, nessuno può ancora immaginare con quale misterioso piano il Cielo ha legato a sé questa meravigliosa creatura.

Non deve passare molto tempo, però, perché esso inizi a disvelarsi. È il 25 febbraio del 1990. In pochi attimi, la vita della famiglia Degan viene stravolta: a seguito di una serie di esami i medici comunicano che la piccola Laura, di soli due anni, è affetta da un male molto grave.

Mamma e papà, colpiti duramente dalla notizia, decidono subito di recarsi al Santuario di san Leopoldo Mandic, coscienti che la figliola, oltre alle migliori cure mediche, deve essere affidata alle cure celesti. Giunti nel convento di Santa Croce (Padova), Mamma Paola con un lembo del saio benedetto di san Leopoldo, accarezza il viso di Laura, proprio lì, dove si è manifestata la malattia. La piccola in tutta risposta bacia le sue pantofole, esposte come reliquie, e con le mani giunte prega “nonno Poldo” di guarirla.

Quel gesto semplice e spontaneo sarà come il simbolo del totale abbandono e della piena confidenza con cui, questa bambina del Cielo, affronterà ogni giorno della sua dolorosissima malattia.

Il secondo grande segno di affidamento lo si avrà qualche tempo più tardi, quando i genitori Degan, per trovare un poco di pace, si lasceranno condurre da un amico a Vago di Lavagno presso fratel Vittorino Faccia, discepolo diretto di san Giovanni Calabria.

Ebbene, sarà durante l’Adorazione Eucaristica condotta dal devotissimo frate che Laura scapperà dalle braccia della madre per raggiungere il religioso, mai visto prima, e farsi così accarezzare con l’Ostensorio sul visino malato.

Tutti rimangono senza parole nel vedere come una creatura così piccola, nella sua innocenza, corra incontro a Gesù! Ma questi, in fondo, non sono che gli inizi di quella che sarà una lunghissima e incredibile storia d’amore.

 

IL PATIRE È DOLCE CON LA MAMMA CELESTE

Arriva il giorno della prima grande prova: l’operazione chirurgica per l’asportazione del tumore. È proprio in questa occasione che, immancabile e puntuale, si fa avanti la Vergine Maria, Colei che si manifesterà nel cammino, come una vera Mamma celeste, sempre presente accanto alla figlia prediletta.
Solo Paola avrà il permesso di accompagnarla in sala operatoria: nonostante la pre-anestesia Laura è davvero molto agitata e inquieta.

Ad un certo punto però i gemiti s’arrestano e, in modo del tutto inatteso, la piccola domanda: “Mamma, cantami l’Ave Maria!”. La donna, allora, intona soave e sorridente le strofe della preghiera, mentre il suo cuore dentro versa lacrime di dolore. Accade così che, grazie alla potente presenza della Madonna, mamma e figlia trovano la pace e finalmente Laura s’addormenta.

Innumerevoli sono le volte in cui, questo legame fortissimo tra Laura e la Mamma di Gesù, ancora si manifesterà. Ed è soprattutto nei momenti di particolare dolore, che la Madonna non farà mai mancare il suo amoroso ausilio.

È il primo agosto del 1994, la bimba è coricata a letto ormai da giorni per via dei forti dolori; d’un tratto i familiari, convinti che ella dorma, la sentono cantare a gran voce al piano di sopra. Subito accorrono al suo capezzale, non capendo come sia possibile che la bimba abbia voglia di cantare, date le sue pessime condizioni di salute.

Quando entrano nella stanza trovano Laura come in estasi, mentre canta l’inno alla Madonna di Czestochowa, ripetendo sempre: “Lascia che io viva vicina a te!”. La bambina è così rapita da quell’amore mistico che, solo dopo molto tempo, si accorge della presenza dei familiari e chiede di esser lasciata sola.

Ancora. Nella notte tra l’8 e il 9 settembre (1994), accade invece che i genitori sentono chiaramente la voce di Laura che sussurra: “Si, sì, va bene, ho capito, va bene”. Mamma Paola, stupita, chiede alla figlia con chi stia parlando. Con grande naturalezza, la bambina spiega che Gesù Bambino e la Madonnina si sono seduti sul suo lettino, e le hanno accarezzato la fronte perché aveva tanto male.

La mamma e la nonna, colpite, avanzano qualche altra domanda in merito al contenuto della conversazione fra Laura e le “straordinarie” presenze celesti. La piccola però risponde che è un segreto, non può dirlo.

Ciò che invece può dire è che Gesù avrà avuto circa cinque anni e che la Madonnina portava un vestito lungo e grigio. Quanto al suo Angelo custode, invece, che dice di vedere sempre più spesso, a mamma Paola incuriosita un giorno risponderà: “Tu parla con il tuo Angelo, che io parlo con il mio!”

Ebbene, quella Mamma del Cielo, che cura Laura come fosse il suo giardino fiorito, presto fa intendere di avere una sola volontà: portare la piccola dal Suo Gesù. E infatti….

 

FAME DI GESU’ EUCARISTIA

Le condizioni di salute di Laura di aggravano ogni giorno di più. Mamma Paola vuole assecondare il desiderio della figlia di ricevere per la prima volta Gesù Eucaristia: Laura ha sei anni e davvero non vede l’ora di fare la Prima Comunione!

È il pomeriggio del 6 luglio 1994 quando arriva dal parroco il permesso di anticipare questo giorno, sentito da Laura come fondamentale: non si può descrivere l’emozione della bambina nel ricevere Gesù dentro di sé!

Da quel momento, Laura vorrà Comunicarsi ogni giorno. Finché possibile parteciperà alla santa Messa, in seguito invece, essendo troppo sofferente, verrà accompagnata a ricevere Gesù in orari tranquilli.

Un giorno un sacerdote, vedendola così piccola, obietta che non sa nemmeno cosa sia la Comunione, ma lei prontamente risponde: “È Gesù!”.

Dopo aver ricevuto l’Eucaristia, Laura fa sempre una sosta alla statua della Madonna, Colei che prepara il suo cuore e nutre il suo desiderio di ricevere il Corpo di Cristo.

L’aggravarsi della malattia impedisce a Laura di uscire di casa, costringendola a letto. Saranno allora il parroco di Cervarese e quello di Santa Maria a passare a trovarla ogni sera, alternandosi in questo atto d’amore e di tenerezza.

Laura è talmente desiderosa di unirsi al suo Gesù che se i sacerdoti ritardano di un poco l’orario della visita, lei subito si spazientisce e si lamenta: “Ieri sera a quest’ora era già arrivato!”. È una delle rarissime occasioni in cui si sente Laura che oppone un lamento: la forza dello spirito di Dio in lei, le fa vedere sempre ogni situazione sotto la luce dell’amore, della pace e della speranza.

Il 10 settembre, poi, accade qualcosa di insolito. Sono le quattro del mattino e Laura chiede di ricevere Gesù. Implora i familiari: “Voglio la Comunione! Voglio la Comunione!”. Laura la vuole proprio in quel momento! I suoi cari sulle prime pensano si tratti di un errore della bambina che, avendo perso la vista, non è più in grado di riconoscere il giorno dalla notte.

Non è così, ma lo capiranno più tardi. I genitori Degan chiamano don Rino solo in tarda mattinata e, al suo arrivo, il parroco subito li riprende, poiché si rende conto della straordinaria richiesta.

Ormai Laura, viste le condizioni del suo volto sfigurato, riceve l’Eucaristia in un frammento piccolo come un chicco di riso, su un cucchiaino, assieme a qualche goccia d’acqua.

Don Rino riesce a soddisfare in tempo il desiderio di Laura. Qualche ora più tardi, infatti, le condizioni della bambina precipitano e la sera la situazione appare grave come mai prima. Che la piccola lo sapesse già?

 

IL CIELO SI ROVESCIA SULLA TERRA: LAURA È DAL PADRE

Le ultime ore di Laura sulla terra sono indimenticabili. È l’11 settembre 1994 e le condizioni di salute appaiono subito più gravi del solito. La piccola respira a fatica ed il viso è una unica piaga dolorosa. Intorno a lei un’intera famiglia si addolora, nell’impotenza davanti a tanta implacabile sofferenza.

Il professor Luigi Zanesco, allora primario dell’Oncologia pediatrica di Padova, confiderà ai familiari che, in tanti anni di carriera medica, non ha mai conosciuto un caso doloroso come quello di Laura.

Come si può restare impassibili o professionali dinnanzi al volto di una bambina come quello di Gesù in Croce, la fronte deturpata quasi ci fossero le spine della Sua corona, la bocca che stilla sangue innocente?

Eppure Laura appare così serena, come illuminata da una luce soprannaturale, abbandonata fiduciosa nelle mani del Padre. In quelle poche ore che gli rimangono da vivere sulla terra, più volte si tira su, si mette a sedere sul letto e solleva le braccia verso il Cielo.

È evidente a tutti che Laura sta abbracciando una Presenza che la assiste e che l’abbraccia per prima. Alle 13.50 accanto a lei resta solo la mamma.

Paola alza lo sguardo verso il quadro dell’Addolorata che è appeso sulla parete della testata del letto, posa un’immagine di Padre Pio sulla gola della figlia, che tanto l’amava, e invoca per lei l’ultima preghiera. Laura esala in quel momento l’ultimo respiro tra le braccia materne.

I segni dell’eccezionalità di questa vita si raccolgono subito. Il dolore del distacco è mitigato da un insolito senso di pace, come se tutto a un tratto il cielo si fosse rovesciato sulla terra. La sofferenza composta lascia spazio alla gioia di Cristo che regna nei cuori.

E mentre Laura corre dietro al suo angioletto nella Luce del Signore, mamma Paola chiede al parroco, don Rino, di suonare le campane a festa. Perché tutti in paese sappiano che la bambina martire ha smesso di soffrire ed è volata in Paradiso.

[Per saperne di più: “Mi vestirò da angelo. Laura Degan“, editrice Shalom]

 

La Nuova Bussola Quotidiana