Messaggio del 25 dicembre 2014

Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per voi e la pace tra di voi. Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri cuori entri la sua pace e la sua gioia. Prego per voi perché siate sempre più aperti alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

La “coabitazone di due Papi” in Vaticano? Una mistificazione che non rispetta l’intelligenza del lettore

Nella “Declaratio” dello scorso 11 febbraio, davanti a numerosi cardinali convocati in Concistoro, Benedetto XVI disse testualmente: “Dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. (…)

Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice“.

Per chi non ha capito, o non vuole capire, o preferisce la banalità e la comodità dell’inerzia, o è appassionato di retroscenismo, l’11 febbraio scorso Papa Benedetto XVI rinunciò al ministero petrino e, come stabilì lui stesso, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20, non è più Papa “regnante”, è “Papa emerito” (non esercita più il suo servizio …).

Non solo, Benedetto XVI parla di “sede vacante” e poi, in pochissime righe, fa ben due riferimenti “all’elezione del nuovo Sommo Pontefice”. La Chiesa Cattolica, dopo la chiusura del Conclave lo scorso 13 marzo, ha una nuova guida, un nuovo Papa e un solo Papa, ed è Francesco e, quindi, insistere sui “due Papi” o sulla “coabitazione di due Pontefici” è semplicemente una mistificazione che non fa informazione; anzi, fa il contrario e mortifica l’intelligenza del lettore e dell’opinione pubblica per la quale si chiede spesso molto rispetto.

Qualcuno ha detto che si tratta di un “linguaggio giornalistico” per evidenziare e illustrare al “lettore medio” un fatto inedito, dimenticando forse che il linguaggio migliore è quello della verità dove le cose hanno un nome e un contesto e che ciò non è disponibile a piacere.

Non solo: insistere con questa mistificazione è anche una mancanza di rispetto a uomini e pastori come Benedetto XVI e Francesco che certamente non prendono parte ad una improbabile commedia degli equivoci.

Benedetto XVI non ha rinunciato per fare poi “l’eminenza grigia dietro il trono” e Francesco non accettò l’elezione al Soglio di Pietro per poi il fare il “vice-Papa”.

Tutte le argomentazioni e analisi che si fanno per sostenere il messaggio dei “due Papi”, e con le quali si cerca di dare parvenza di serietà a tali affermazioni, con tanto di faccia di esperto in questioni vaticane, ad una falsità gigantesca (al punto di immaginare i due nei Giardini Vaticani a discutere sulle nomine episcopali o sulla creazione di nuovi cardinali …) sono pretestuose e risibili.

E soprattutto non sono informazione. Perciò, nessuna “situazione imbarazzante per la Santa Sede”, nessun situazione “difficile da gestire”, nessuna “Chiesa bicefala”, forse le uniche cose vere sono il pressapochismo banale e la manipolazione dei fatti a proprio piacimento.

Luis Badilla

Fonte: Il Sismografo

torna su▲