La confessione del «fascista disubbidiente»


Le preghiere imparate da bambino quando faceva il chierichetto, recitate in latino fino a pochi minuti prima di morire, l’ammirazione per Sant’Agostino e per la Chiesa dei primi secoli sono le prime istantanee che affiorano nella mente di monsignor Giovanni Catti, nel ricordare la figura del gerarca fascista Dino Grandi (1895-1988) morto quasi cieco a 93 anni, toccò a lui celebrarele esequie il 23 maggio del 1988 nel cimitero della Certosa di Bologna dell’uomo, il «fascista disubbidiente», che attraverso il famoso ordine del giorno (che portava il suo nome) fece cadere Mussolini e la sua dittatura: il 25 luglio del 1943.

Fonte: Avvenire