La Corte dei Conti distrugge apertamente l’intero operato di Monti.


Noi lo ripetiamo da mesi e mesi, con dati, analisi e tabelle. Ma ora lo dicono perfino le istituzioni. Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, in Parlamento di fronte alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato ha detto quanto segue:

 

La somministrazione di dosi crescenti di austerità e rigore al singolo paese, in assenza di una rete protettiva di coordinamento e di solidarietà, e soprattutto se incentrata sull’aumento del prelievo fiscale, si rivela, alla prova dei fatti, una terapia molto costosa e, in parte, inefficace. E che, neppure, offre certezze circa il definitivo allentamento delle tensioni finanziarie. Questa spirale negativa è ben evidenziata dall’esame della situazione italiana. Ma, più in generale, essa appare proprio la conseguenza di una visione distorta e incompleta delle ragioni della crisi che l’Europa sta attraversando”.

Tg e giornali dormono e si dedicano a Batman ed alle Veline, pontificano Monti ed ignorano questa relazione che boccia senza appello l’operato dell’attuale Esecutivo fondato soltanto sull’incremento delle tasse per risanare i conti pubblici.

Secondo le stime della Confcommercio, si sarebbe arrivarti al record mondiale del 55% di tassazione (su chi non evade). D’altra parte non appena i tecnici hanno messo piede al governo non hanno fatto altro che tassare il tassabile. Un’imposta qui, un balzello lì. E la pressione fiscale è balzata alle stelle.

Non per niente, come dimostrano i dati della Corte dei Conti, la spesa delle famiglie si è contratta a metà del 2012 del 4%. Un dato che, secondo Gianpaolino, è “presumibilmente destinato a peggiorare nella seconda parte dell’anno e nei primi mesi del 2013″. In audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, Gianpaolino ha bocciato la “cura” del governo Monti dal momento che non offre nemmeno certezze sul “definitivo allentamento delle tensioni finanziarie”.

Una stroncatura talmente perentoria che ha mandato tutte le furie il governo.”Più che un corto circuito c’è una compatibilità tra rigore e crescita”, ha replicato a stretto gito il ministro dell’Economia Vittorio Grilli spiegando che “la crescita senza rigore è come costruire una casa sulla sabbia”. Non solo. Anche Palazzo Chigi ci ha tenuto a sottolineare che “delle sette riforme del governo resta in fase di attuazione solo il 20% delle norme”.

Secondo lo studio compilato dalla Corte dei Conti, il calo del prodotto interno lordo indicato nella nota di aggiornamento al Def è stimato al 2,4% contro il -1,2% del Def di aprile. Sorprende, tuttavia, la diminuzione dell’1% del prodotto anche in termini nominali: un risultato eccezionalmente negativo che, storicamente, si era verificato solo nel 2009, l’anno centrale della grande recessione. “Nel 2013 si registrano minori entrate complessive per oltre 21 miliardi rispetto a quelle previste – ha spiegato Gianpaolino – di questi poco più di 6,5 miliardi sono riconducibili al superamento dei previsti incrementi dell’Iva (almeno fino al giugno 2013), ma la flessione delle imposte dirette (-7,4 miliardi) e dei contributi sociali (-2,3) è da imputare ad una caduta del pil molto superiore al previsto”. Insomma, la “cura” di Monti non funziona. Non solo non mette in riga i conti pubblici, ma deprime pure i consumi e i risparmi delle famiglie che si vedono strozzate dalle tasse.

Fonte: Rischio Calcolato