La Domenica delle Palme senza ramoscelli d’ulivo?


ramoscello-dulivoA rischio la distribuzione dei tradizionali ramoscelli d’ulivo che caratterizza la celebrazione della Domenica delle Palme in memoria del festoso ingresso di Gesù a Gerusalemme.  La misura si renderebbe necessaria, secondo la Coldiretti, per evitare la diffusione di una epidemia che sta facendo strage di piante secolari di ulivo e che dal Salento in Puglia potrebbe estendersi in tutta Europa.

La Xjlella fastidiosa

E’ tutta colpa di un insetto – non per niente chiamato Xjlella fastidiosa – responsabile del disseccamento degli ulivi: la schiusa delle uova dell’insetto vettore della malattia, la sputacchina, inizierà proprio nei giorni che precedono la Pasqua e ciò, spiega la Coldiretti, renderà molto pericoloso scambiarsi i tradizionali rametti d’ulivo, simbolo della pace nel mondo.

Per prevenire l’epidemia, senza ulteriore impatto ambientale, sono necessarie buone pratiche colturali di arieggiamento delle piante: infatti gli insetti giovani di sputacchina vivono sulle erbacce ai piedi degli olivi e il loro numero può essere ridotto tramite la semplice potatura, trinciatura, sarchiatura e aratura dei terreni.

E’ proprio la terapia “salva ulivi” a cui ha dato il via il 26 marzo la giunta e il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, in una azienda agricola del Salento. “Inizia una battaglia contro il tempo – ha detto Moncalvo – per difendere le storiche piante millenarie e salvare un bene dell’intera Umanità“.

 

Crowfunding anti-Xjlella

L’impegno riguarda non solo gli operatori del settore e le istituzioni ma tutti i cittadini: con l’hashtag #savemonumentalolives su Twitter è stata lanciata una petizione popolare per coinvolgere la società civile nell’azione di tutela ambientale e del paesaggio insieme all’avvio della prima raccolta di fondi utile a finanziare la ricerca per debellare la Xylella fastidiosa con il metodo del crowdfunding ambientale.

La Coldiretti spera che i milioni di italiani e stranieri che amano il Salento – e i suoi 11 milioni di piante di ulivo – scelgano di contribuire concretamente alla salvaguardia di un paesaggio e di un ambiente tra i più belli del mondo.

Sarà così possibile anche evitare un’ulteriore diffusione in altri Paesi. “La ricerca – sottolinea la Coldiretti – ha un ruolo determinante perché fino al 2013 in Europa non c’era traccia di Xylella e il batterio pare fosse conosciuto (da 130 anni) solo nelle Americhe e a Taiwan.

Colpisce anche alberi da frutto e piante ornamentali, diffusissime in Salento, ma per fortuna la vite ad oggi risulta immune”. Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per l’epidemia di Xylella fastidiosa e nominato il commissario straordinario Giuseppe Silletti, ma gli agricoltori chiedono al Parlamento che si arrivi alla dichiarazione di calamità naturale così che vengano messe in campo misure di sostegno in favore degli imprenditori olivicoli.

 

I milanesi possono stare tranquilli

L’Ente regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Lombardia ha assicurato che il rischio Xjlella non ha varcato i confini regionali. All’Ortomercato di Milano è stata portata a termine dagli ispettori fitosanitari dell’ente l’operazione “Getsemani” in seguito alla quale è arrivata la conferma che: “I milanesi potranno far benedire il proprio ramoscello di ulivo domenica prossima in occasione della Domenica delle Palme con assoluta tranquillità, perché è privo del temibile batterio killer degli ulivi”.

Le fascine di ulivo – oltre 200 quintali – giunte sul mercato milanese in prossimità delle festività pasquali sono state accuratamente passate al vaglio e risultate sane: provengono, infatti, dal lago di Garda e non recano traccia del temibile batterio che “infesta gli ulivi pugliesi delle province di Lecce e Brindisi, per i quali vige un divieto assoluto di movimentazione e commercializzazione stabilito dal Ministero dell’Agricoltura” (milano.repubblica.it 24 marzo). La Domenica delle Palme “tradizionale”, almeno a Milano, è salva.

 

Fonte: Aleteia