La grande sottovalutazione di Renzi


renzi1Credo si possa concludere che anche qui in Italia, come negli USA, e prima ancora nel Regno Unito, abbia vinto il web, i tanto famigerati e disprezzati social, prima di tutto facebook, dove esistono comunità di pensiero per nulla virtuali. E per quanto ci riguarda, esiste una forte e ben consolidata comunità cattolica, composta primariamente da coraggiosi sacerdoti, fedeli a Dio e alle sue leggi, che non tradiscono la Verità in cambio di poltrone, favori o per semplice compiacenza al politically correct.

Dopo di loro ci sono molti giornalisti, scrittori ed opinionisti, altrettanto impavidi, che forniscono notizie e approfondimenti sempre aggiornati. Quindi abbiamo i siti e i giornali cattolici online, recentemente finiti in una lista di “proscrizione” stilata da parte di un paio di testate accondiscendenti verso il progressismo religioso, che li hanno accusati di tradizionalismo, ottusità e quant’altro per il solo fatto di restare fedeli alla dottrina di sempre e al più autentico Magistero.

Tutte queste realtà si sono confrontate fra di loro, hanno scambiato informazioni, hanno analizzato le situazioni da più angolature, si sono riunite nel Family day, hanno ignorato gli sbeffeggiamenti della voce più laica ed anticonformista della nostra Nazione per ritrovarsi concordi e fermi su alcuni principi irrinunciabili.

Mentre i media strombazzavano le loro ragioni e spingevano verso il SI persino con il terrorismo catastrofistico di natura economica, loro si sono verificati e persino contati: il No era assolutamente prevalente.

Visto che di quella comunità faccio parte a pieno titolo, posso tranquillamente dire che ero certissima della nostra vittoria.

Questo è stato l’errore madornale dei Renzi, l’aver creduto che fossimo un’Italietta manipolabile, un Paese del terzo mondo che non sarebbe riuscito a doppiare le precedenti imprese, la britannica e la statunitense, del web, mentre eravamo organizzati e forti già da molto tempo. E siamo un popolo reale e per nulla virtuale.

I prossimi politici dovranno tenerne conto e, dopo le cadute di Holland, Cameron, Zapatero, clan Obama (Clinton) e ora Renzi, dovrebbero anche imparare che chi vuole imporre leggi  che sfidano Dio fa una misera fine.

Paola de Lillo